"RIGHT IS RIGHT, LEFT IS WRONG"

domenica 16 maggio 2010

OBAMA, IL DISTRUTTORE

Il Presidente Obama sta rivoluzionando la Corte Suprema. La sua recente nomina all’Alta Corte del procuratore generale Elena Kagan è quella di una sinistrorsa radicale in linea con il programma di trasformazione socialista di Obama: la Kagan infatti non è un membro della Corte indipendente e autorevole, bensì solo un clone ideologico di Obama.
    La Corte Suprema è il corpo giurisprudenziale più elevato della nazione. Esso rappresenta il vertice di un potere separato dello Stato incaricato di svolgere il ruolo-chiave di meccanismo di controllo reciproco dei poteri esecutivo e legislativo. Il funzionamento di una democrazia fondata sullo Stato di diritto dipende da una magistratura indipendente e in special modo dall’esistenza di un’assise suprema immune dalle grinfie corrosive del potere politico.
    Ecco perché i dittatori e gli autocrati socialisti cercano spesso di controllare la corte suprema del loro Paese: imponendo la loro volontà all’alta corte possono piegare il potere giudiziario nazionale al loro dominio. Dominare l’alta corte significa rimuovere uno dei maggiori baluardi istituzionali per consolidare il proprio potere sullo Stato. Ecco perché, i nostri Padri Fondatori ritenevano che i membri della Corte Suprema dovessero essere individui della massima intelligenza, carattere, integrità morale, indipendenza politica, equanimità. Essi non sono e non dovrebbero mai essere mercenari di parte.
    La signora Kagan è inadatta a sedere nell’alta corte: è un funzionario di apparato incompetente, il cui unico fine è di far progredire ciecamente il progressismo rivoluzionario di Obama. Non possiede alcuna esperienza giudiziaria: non è stata giudice nemmeno una volta. Il suo bagaglio di processi affrontati è misero. Non è né un avvocato completo, né un giurista: non è certo un nuovo Oliver Wendell Holmes[1].
    I suoi apologeti liberal sostengono che la Kagan ha una mentalità giuridica di prim’ordine. È un’accademica, è stata rettore della Harvard Law School: il che si pretende basti a qualificarla come membro della Corte Suprema. Ma non è così: a differenza di altri costituzionalisti, la Kagan non ha scritto un solo libro. La sua bibliografia è limitata e superficiale. Al di là di parecchi articoli e recensioni, non ha prodotto alcunché di significativo: è un mediocre burocrate, che si è segnalata per lo più nell’arrampicarsi sul palo scivoloso della politica accademica.
    Inoltre, la Kagan è stata un amministratore corrotto, che ha chiuso un occhio sui plagi attuati da importanti membri della facoltà di Harvard. Di fronte alla prova schiacciante che gli studiosi Laurence Tribe e Charles Ogletree — due dei leader liberal del campus — avevano estratto parola per parola materiali dagli scritti di altri autori, si è limitata in concreto a dar loro una punizione simbolica. Se uno studente avesse commesso lo stesso illecito, sarebbe stato giustamente sospeso o espulso. La Kagan ha avallato che esista un sistema a due livelli: delle regole valide per gli accademici di sinistra e delle altre per il corpo studentesco.
    In qualità di rettore ha impedito l’accesso al campus ai propagandisti militari. Ragione: era contraria alla politica del “non domandarlo, non dirlo” applicata nei confronti degli omosessuali nell’esercito. La sua opposizione attiva al reclutamento militare è avvenuta in tempo di guerra, quando le truppe americane stavano combattendo e morendo in Iraq e in Afghanistan e avevano bisogno di ogni soldato e ufficiale utile. Ma il liberalismo dogmatico della Kagan s'è infischiato del patriottismo.
    La vera e unica ragione per la quale la Kagan è stata prescelta è che si tratta di una ideologa faziosa. Ha lavorato come assistente politico nell’Amministrazione Clinton. È il procuratore generale di Obama, che discute davanti alla Corte Suprema i processi in cui è coinvolto il governo: aborto, diritti dei gay, “affirmative action[2], preghiera a scuola, guerra al terrore, legittimità costituzionale dell’Obamacare: la Kagan seguirà la linea di Obama in ogni frangente.
    La Kagan non è semplicemente una liberal tradizionale. Come il suo capo Obama, è una che si sforza di costruire uno Stato socialista all’europea. È anti-capitalista, nella sua tesi di laurea ha tessuto le glorie delle agitazioni socialiste avvenute in America nella prima parte del XX secolo, in cui si confermava che la sua meta finale è il rifiuto del libero mercato.
    È anche una strenua sostenitrice delle leggi anti-discriminazione all’europea. In un articolo del 1996 nella University of Chicago Law Review, la Kagan ha fatto appello alla “normalizzazione della parola”. Sulle orme della sinistra europea, ha fatto chiesto al governo di limitare o proibire i discorsi che possano provocare "danno" sia direttamente, sia incitando altri a commettere atti di violenza. In altre parole, vuole che sia dato alle classi protette, cioè a gay e lesbiche, mussulmani, minoranze, donne, uno status privilegiato limitativo del diritto alla libertà di parola. Queste leggi contro l’incitazione all’odio sono state finora usate per delegittimare e per criminalizzare le opinioni conservatrici.
    Nello stesso articolo, la Kagan sostiene pure che il governo ha il "diritto" di "razionalizzare" la "sovrabbondanza di idee" che c’è nel mercato. In altri termini, se c’è un’idea che all’élite liberal al governo non piace, allora il dibattito a riguardo può essere "normalizzato" per garantire una maggiore equità. E in questo si sente l'eco di quel disegno a lungo covato dalla sinistra di abbattere il predominio dei conservatori nei talk show radiofonici.
    Il liberalismo occidentale sta slittando verso la tirannia multiculturale. In Europa, il totalitarismo morbido sta diventando una realtà. Il cristianesimo viene epurato dallo spazio pubblico; le opinioni autenticamente conservatrici sono emarginate; lo statalismo si è radicato. E il Cavallo di Troia di questa aggressione alla libertà dell’uomo sono le cosiddette leggi contro l’incitamento all’odio. Usando una magistratura “imperialista”, gli attivisti di sinistra si stanno impegnando in un esperimento d’ingegneria sociale di massa.
    Lo stesso sta accadendo in America. Se la Kagan sarà confermata, Obama farà un altro passo verso la riforma della Corte Suprema a sua immagine. La sua prima nomina, il giudice Sonia Sotomayor, la "saggia latina", è ai già suoi comandi: la Kagan lo sarà prossimamente. Obama ci sta lentamente trasformando in una Europa. Quando avrà conquistato nella Corte Suprema la maggioranza dei giudici, la sua rivoluzione sarà completa. E l’America tradizionale non esisterà più.

[L'articolo è apparso su The Washington Times il 14-5-2010]

Note
[1] Oliver Wendell Holmes, Jr. (1841-1935) è stato un celebre giurista americano, membro della Suprema Corte dal 1902 al 1932.
[2] L’affirmative action è uno strumento politico che mira a ristabilire e promuovere principi di equità razziale, etnica, sessuale e sociale.

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