"RIGHT IS RIGHT, LEFT IS WRONG"

domenica 14 marzo 2010

UN REGIME
DI GANGSTER


    Il presidente Obama è a capo della più corrotta delle amministrazioni di tutta la storia americana.
    Continuano infatti i suoi tentativi di far passare in parlamento la riforma sanitaria del governo, nonostante la crescente opposizione del Congresso e della schiacciante maggioranza degli americani.      
    Anche molti democratici, in particolare i “Blue Dogs” [1] . La portavoce della Camera Nancy Pelosi, democratica della California, non ha attualmente a disposizione i voti necessari per far approvare la riforma passando per il Congresso.
    La Casa Bianca ha annunciato ai democratici che farà di tutto pur di far approvare la legge, perché essa sarebbe una manna per chi verrà dopo Obama. Nessuno dei presidenti progressisti che l’hanno preceduto – Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Jimmy Carter o Bill Clinton – sono stati capaci di conseguire l’obiettivo essenziale di ogni governo liberal: la nazionalizzazione della sanità.
    Tuttavia, l’ambizione sfrontata di Obama sta spingendo la sua amministrazione verso una corruzione sempre più aggressiva, il crimine e l’abuso di potere. Le accuse dell’ex parlamentare Eric Massa, democratico di New York, aprono uno squarcio sull’atmosfera da cosca criminale che pervade l’Amministrazione.
    Massa è un politico senza scrupoli e un depravato. Possiamo chiamare diversamente un uomo che ha ammesso di aver fatto proposte sessuali, nel corso un ricevimento nuziale, a un uomo dello staff, non appena la moglie, influenzata, l’aveva lasciato solo? Massa ha anche ammesso di aver “stuzzicato” altri componenti maschi del suo team. Le cronache giornalistiche riferiscono che gli addetti allo staff si sono lamentati di aver subito palpeggiamenti da parte dell’ex deputato, la Commissione Etica della Camera ha aperto un’inchiesta ed Eric Massa ha dato le dimissioni.
    Il problema non è tanto la pur deplorevole e stravagante condotta di Massa – ha avuto il suo quarto d’ora di notorietà ed è scomparso –, quanto il fatto che l’apparato politico di Chicago resta in piedi. Le accuse di Massa contro il capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel minacciano il regime di Obama dalle fondamenta. Ecco perché i media liberal ci tenevano così tanto a distruggere la credibilità del deputato. Speravano infatti che una storia di molestie sessuali e di comportamento omosessuale potesse distrarre l’opinione pubblica da quel che invece ha fatto Emanuel.
    Eric Massa ha infatti detto che, mentre era nudo nelle docce della palestra della Camera, Emanuel lo ha affrontato, rimproverandogli la sua scelta di votare contro il bilancio dello Stato presentato dal Presidente. Massa sostiene pure che dirigenti sindacati, spalleggiati dalla Casa Bianca, lo hanno avvicinato minacciandolo di negargli contributi per la campagna elettorale se si fosse opposto all’Obamacare. Se tutto ciò risultasse vero – tentativo di corruzione e diffamazione –, sarebbe anche estremamente volgare. Risalgono a Emanuel tutti i cinici tentativi della Casa Bianca di comprare voti e di istituzionalizzare il metodo delle mazzette al fine di far approvare una legge profondamente impopolare.
    L’intero processo di “riforma” dell’assistenza sanitaria è segnato da scandali e da diffusa corruzione: il “Louisiana Purchase”, i 300 milioni di dollari extra riversati nei fondi del Medicaid per assicurarsi il voto della senatrice Mary L. Landrieu, democratica della Louisiana; il “Cornhusker Kickback”, i 100 milioni di dollari offerti per coprire i costi dell’espansione del Medicaid in Nebraska al fine di avere il supporto del senatore Ben Nelson; i 5 miliardi messi da parte per pagare l’esenzione della Florida dal Medicare per acquisire il voto favorevole del senatore Bill Nelson; e gli accordi speciali stipulati sull’high-cost – i cosiddetti piani assicurativi “Cadillac” – con dirigenti di influenti sindacati.
    L’Amministrazione sta prendendo di mira esponenti democratici-chiave della Camera: sta mettendo in pratica i “metodi da Chicago”, secondo cui: “prima usa la mazzetta e, se non basta, prova con la prepotenza”.
    Per esempio, a Jim Matheson, parlamentare dello Utah, che inizialmente aveva votato contro la legge sull’assistenza sanitaria, è stata fatta un’offerta che non poteva rifiutare: suo fratello Scott è stato proposto per la carica di giudice federale. Se questo non è un flagrante “quidpro quo….
    Al deputato Allan B. Mollohan del West Virginia, un panchinaro che non ha ancora deciso come votare, è stato dato un bell’incentivo a sostenere l’Obamacare: il Dipartimento di Giustizia ha appena annunciato di aver ritirato – mirabile coincidenza – la sua inchiesta sulla condotta etica del discusso parlamentare.
    Il deputato Burt Stupak del Michigan, un democratico a favore della vita che si oppone alla legge sul finanziamento federale degli aborti, è stato inaspettatamente coinvolto in una inchiesta parlamentare sulla liceità dell’uso di un appartamento ad affitto agevolato messogli a disposizione nel Distretto di Columbia da un gruppo cristiano. I leader democratici del Congresso sapevano benissimo anche prima qual era la sistemazione di Stupak: ma, guarda caso, solo adesso la cosa è diventata fonte di preoccupazione. Se non è la proverbiale pistola puntata alla tempia...
    Gli abusi di potere di Obama non riguardano solo il progetto di riforma dell’assistenza sanitaria. Il deputato democratico della Pennsylvania Joe Sestak ha accusato l’Amministrazione di avergli offerto un incarico di alto profilo nelle fila del governo se accetterà di non correre alle primarie democratiche contro il senatore Arlen Specter. Se fosse vero, la Casa Bianca avrebbe compiuto un reato piuttosto grave: è contro la legge infatti usare il potere federale allo scopo di interferire direttamente o di determinare l’esito di una elezione.
    Ecco perché al deputato repubblicano della California Darrell Issa, membro di spicco della Commissione di Garanzia e delle Riforme di Governo alla Camera, è stato chiesto di aprire una inchiesta ufficiale sulla materia.
    «Se la Casa Bianca forse pensa che questo sia il modo normale di far politica, è del tutto straordinario e spettacolare che un candidato – un membro del Congresso degli Stati Uniti, non uno qualunque – accusi liberamente ricevuta di una tale proposta», ha detto Issa. «Quasi sempre, i candidati si mostrano riservati su scambi di questo tipo, e a ragione, visto che sono contro la legge».
    Ogni rivoluzionario socialista di successo ha avuto un suo braccio destro cui affidare il lavoro sporco, qualcuno disposto a spaccare teste e a pescare nel torbido, mentre il leader, apparentemente al di sopra della mischia, formulava piani di giustizia economica e di armonia sociale. Vladimir Lenin ebbe il suo Josef Stalin, Fidel Castro suo fratello Raul: ora Obama ha Emanuel.
    La cosa più importante che abbiamo imparato dal ventesimo secolo è che l’utopismo conduce al gangsterismo. Obama sta disperatamente cercando di imporre la sua rivoluzione socialista progressista. Più resistenza incontra, più diventa determinato e più ha bisogno di fare affidamento su filibustieri alla Emanuel. Obama, che ha promesso di riformare Washington, sta al contrario governando più come un gangster che non come un uomo di Stato.


[1] La Democratic Blue Dog Coalition è un gruppo di 54 deputati democratici di orientamento moderato: conservatori su temi fiscali, sono in rivolta contro l’Obamacare (ndr)]

Jeffrey T. Kuhner è ospite tutti i giorni dalle 13 alle 15 della radio Internet WTNT 570-AM (http://www.talk570.com/) dove anima The Kuhner Show.

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