<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948</id><updated>2011-08-02T14:40:13.262+02:00</updated><title type='text'>.</title><subtitle type='html'>Notizie, commenti, analisi sulla politica americana di JEFFREY THOMAS KUHNER</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-7829671055419750268</id><published>2010-11-05T11:07:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T11:09:50.465+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNPRXvt86cI/AAAAAAAAAYc/z3y1ypxhWVI/s1600/obama_9286_s400x276.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="137" px="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNPRXvt86cI/AAAAAAAAAYc/z3y1ypxhWVI/s200/obama_9286_s400x276.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Un presidente monomandato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l Presidente Obama ha perso qualcosa di più che non una semplice elezione di medio termine: ha perso la sua legittimazione morale e politica. Martedì scorso [3 novembre 2010] gli elettori hanno del tutto ripudiato la politica socialista di Obama. I democratici hanno perso la Camera dei Rappresentanti sotto una storica valanga di voti contrari, e i repubblicani del GOP hanno conquistato almeno 60 seggi. Al Senato, la maggioranza democratica è stata considerevolmente ridimensionata e il programma di governo dei &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;è morto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha male interpretato il mandato elettorale ricevuto nel 2008, impegnandosi nel tentativo di creare uno Stato di diritto di stile europeo. Invece di risanare l’economia, ha scelto la strada della glorificazione personale e dell’arroganza, conquistandosi così la fama del presidente più radicale della storia degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La presidenza Obama è uno spartiacque in quanto, da rivoluzionario, egli ha invocato apertamente un cambiamento e una trasformazione del Paese. E i libri di storia mostreranno che, durante i primi anni della sua amministrazione, ci è riuscito, almeno temporaneamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il suo programma di stimolo economico&amp;nbsp;da 814 miliardi di dollari è stato un esperimento di neo-keynesianismo radicale. Il governo federale ha sostanzialmente nazionalizzato il settore dell’automobile, le imprese assicurative, il sistema bancario e i prestiti d’onore agli studenti. La riforma per il controllo della finanza, blindata perché “troppo grossa per fallire”, ha reso i “salvataggi” statali una struttura permanente dell’economia. La Environmental Protection Agency ha stabilito che il carbonio è un “inquinante” e ha spianato così la via a una massiccia legislazione ambientalista, che pesa sull’industria manifatturiera, raggiungendo l’obiettivo di partenza del “&lt;em&gt;cap-and-trade&lt;/em&gt;”, cioè ridurre le emissioni di carbonio e spingere in alto i costi del suo utilizzo, ma surrettiziamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, la spesa pubblica ammonta al 25% del nostro PIL. Il disavanzo di migliaia di miliardi di dollari prodotto da Obama sta seppellendo l’America sotto una marea d’inchiostro rosso. Il debito nazionale si sta avvicinando al 100% del PIL, cioè a un livello dal quale nessun Paese può riprendersi: siamo sulla soglia della bancarotta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In breve, Obama ha lasciato impresso il suo marchio progressista sulla società. Molti &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;guarderanno alla prima parte del suo mandato come a una sorta di età dell’oro, come al momento culminante del liberalismo radicale della &lt;em&gt;Great Society &lt;/em&gt;di Johnson e del &lt;em&gt;New Deal &lt;/em&gt;di Roosevelt. In effetti, in questi anni il partito democratico è stato preso in ostaggio dai radicali e dai fanatici ideologici post-sessantottini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Comunque, nonostante l’umiliante sconfitta, i &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;dei democratici non riescono — né lo vogliono — ad ammettere che devono cambiare rotta. Nella conferenza-stampa di mercoledì scorso, Obama ha insistito caparbiamente sostenendo che le sue più importanti decisioni sono state “difficili”, ma “giuste”. La versione della Casa Bianca è che gli elettori sono stati delusi dall’economia in sofferenza e dalla lentezza della ripresa, il che è in certa misura vero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma quello che gli elettori capiscono e che Obama non capisce è che è stata la sua politica a peggiorare di molto le cose. La spesa per gli stimoli all’economia non solo non è riuscita a tenere la disoccupazione al di sotto dell’8%, ma è stata anche un massiccio sperpero, un enorme dispendio di dollari dei contribuenti, ipotecando il futuro dei nostri figli e producendo &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;megagalattici. Il pesante portato dell’Obamacare, gli enormi aumenti di tasse e l’inasprimento del controllo sul settore finanziario hanno messo a rischio il &lt;em&gt;business &lt;/em&gt;e stornato il capitale d’investimento. Il settore privato, motore della crescita e dell’occupazione, è stato soffocato dal liberalismo statalista. Il risultato è che la disoccupazione è aumentata, mentre si profila lo spettro di una forte inflazione e l’inizio di una fase di stagnazione economica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La nazione sta perdendo speranza: Obama ha ereditato una recessione e l’ha trasformata in depressione, dimostrando ancora una volta che il liberalismo radicale è un disastro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma Obama non virerà verso il centro, come fece Bill Clinton agli esordi della rivoluzione repubblicana del 1994. Il comandante in capo è un ideologo ed è determinato a consolidare quello che ha realizzato in campo legislativo.&amp;nbsp;Ma si scaverà il terreno sotto i piedi, se respingerà i tentativi del GOP di ridimensionare il suo Stato progressista e controllore. Insieme al &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;della maggioranza senatoriale Harry Reid, Obama difenderà la sua eredità a tutti i costi. Non permetterà che l’Obamacare venga respinto, e neppure che sia in gran parte modificato. La spesa non sarà tagliata. Il disavanzo galoppante non sarà ridotto. La nazione dei “salvataggi” dello Stato continuerà a esistere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché Obama è destinato a essere un presidente “&lt;em&gt;one-term&lt;/em&gt;”, un presidente, cioè, "monomandato". E lo sa bene, benché paia non curarsene. Come ebbe modo di dire a un intervistatore nei primi tempi del suo mandato, Obama preferisce essere un “grande presidente monomandato”, piuttosto che un “mediocre” presidente “da doppio mandato”. E “grande”, per Obama, vuol dire: “che impone il socialismo utopistico”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La grande verità del liberalismo radicale — cosa che Obama, Reid e Nancy Pelosi afferrano tutti fin troppo bene — è che la politica può influenzare e modellare la cultura. E il liberalismo radicale favorisce la cultura della dipendenza e del vittimismo, secondo cui il potere dello Stato è la risorsa decisiva per la realizzazione dell’uomo e che, cioè, in essenza, sostituisce la fede nello Stato a quella in Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La grande verità del conservatorismo, invece, è che la cultura è più importante della politica, anche se, nonostante&amp;nbsp;questa consapevolezza, i conservatori si sono rivelati decisamente deboli nel combattere lo statalismo. I repubblicani hanno promesso che avrebbero respinto ogni significativa estensione del &lt;em&gt;Welfare State&lt;/em&gt;, ma non ci sono riusciti. Il &lt;em&gt;New Deal &lt;/em&gt;è stato mantenuto e la &lt;em&gt;Great Society&lt;/em&gt;, sebbene erosa ai margini, rimane intatta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La domanda è: possono i rinati repubblicani fare finalmente a Obama quello che non sono stati capaci di fare a Franklin Roosevelt e a Lyndon Johnson?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama scommette di no, e baserà la sua restante presidenza su questa scommessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ne consegue che gli elettori probabilmente dovranno finire nel 2012 il compito che hanno appena intrapreso: porre fine a questo storico assalto alle istituzioni americane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;del 5 novembre 2010]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-7829671055419750268?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/7829671055419750268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/11/un-presidente-monomandato-i-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7829671055419750268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7829671055419750268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/11/un-presidente-monomandato-i-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNPRXvt86cI/AAAAAAAAAYc/z3y1ypxhWVI/s72-c/obama_9286_s400x276.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-2815319223783596132</id><published>2010-11-04T11:50:00.000+01:00</published><updated>2010-11-04T11:51:08.859+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNKPzEqWfrI/AAAAAAAAAYY/4L--yTotOIc/s1600/Soros1.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" px="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNKPzEqWfrI/AAAAAAAAAYY/4L--yTotOIc/s200/Soros1.bmp" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;L’impero di Soros&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Il miliardario megalomane minaccia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;i valori americani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;iecco George Soros. Il noto miliardario sinistrorso ha scritto questa settimana una nota apparsa nella sezione degli editoriali del &lt;em&gt;Wall Street Journal &lt;/em&gt;in cui chiede la legalizzazione della &lt;em&gt;marijuana&lt;/em&gt;. Soros sostiene “Proposizione 19”, il &lt;em&gt;referendum &lt;/em&gt;californiano che si terrà [si è tenuto, con esito negativo per i proponenti (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;)] il 3 novembre, che vorrebbe legalizzare il possesso di modiche quantità di marijuana e consentire la sua coltivazione fra le mura domestiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Proposizione 19” è solo un importante passo verso la meta ultima di Soros: la legalizzazione di quasi tutte le droghe pesanti, incluse la cocaina e l’eroina. Si tratta di una causa che Soros ha sposato e finanziato per decenni e che, se vinta, avvicinerebbe l’America al suo modello di socialdemocrazia permissiva di stampo europeo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La diffusione delle droghe, distruggendo la vita (e il cervello) di milioni di americani, minaccia la fabbrica stessa della nostra società. E favorisce l’abuso sui bambini, la violenza domestica, il crimine, le nascite illegittime, l’AIDS e il degrado sociale: è un flagello pubblico e il suo uso non dovrebbe essere né incoraggiato, né sanzionato legalmente, bensì sradicato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Soros non importa nulla che la legalizzazione si traduca in una crescita delle morti per droga e in più alte percentuali di dipendenza, specialmente fra bambini e adolescenti:&amp;nbsp;Soros è un esponente della "cultura della morte". Aborto, ateismo, pornografia, matrimonio omosessuale, eutanasia e suicidio assistito sono tutti punti-chiave del programma progressista di Soros.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le &lt;em&gt;élite &lt;/em&gt;mediatiche danno scarso risalto a Soros e alle sue nefaste attività perché ne condividono la filosofia politica. Ecco perché rifiutano di far luce sul suo comportamento clandestino, rapace e immorale. Sono suoi complici che ne coprono i loschi, manipolatori e deleteri traffici e velano le sue opinioni neo-marxiste radicali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Soros è il “paparino”del Partito Democratico e della sinistra moderna. Il suo patrimonio netto, che ammonta a più di sette miliardi di dollari, fa di lui uno dei più ricchi e dei più influenti uomini al mondo. E q&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;uasi tutte le maggiori organizzazioni, &lt;em&gt;think tank &lt;/em&gt;o canali mediatici &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;sono stati beneficiati dalla liberalità di Soros: il periodico &lt;em&gt;The Nation&lt;/em&gt;, Mother Jones, Media Matters, MoveOn.org, NPR e il Center for American Progress nel complesso hanno ricevuto milioni di dollari dal finanziere. Essi fungono da gruppi di frangia e da veicoli di propaganda per promuovere il tipo di socialismo transnazionale che piace a Soros.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Soros ha versato centinaia di milioni di dollari al vecchio blocco comunista. L’ex impero dei &lt;em&gt;Soviet &lt;/em&gt;era diventato addirittura l’impero di Soros: era lui che lavorava dietro le quinte per destabilizzare e per influenzare Stati come la Croazia, la Slovacchia, la Serbia, la Georgia, il Kosovo e l’Ucraina, in cambio delle loro risorse naturali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Soros è un imperialista &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;che opera per&amp;nbsp;instaurare un governo unico mondiale; è rabbiosamente contro il capitalismo; è in favore dell’innalzamento delle tasse, della spesa pubblica esagerata, dello statalismo del &lt;em&gt;welfare&lt;/em&gt;, di una massiccia ridistribuzione della ricchezza ai poveri e di uno stretto controllo del sistema finanziario internazionale. Disprezza il senso nazionale e l’eredità giudeo-cristiana dell’Occidente. Il suo obiettivo è quello d’introdurre il mondo a un nuovo ordine globale basato sul materialismo scientifico e sull’ingegneria sociale progressista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Soros è&amp;nbsp;un deciso sostenitore dell’amnistia per gl’immigranti illegali e dell’abbattimento delle frontiere con il Messico e con il Canada; secondo lui, la religione, gli Stati-nazione e la famiglia sono istituti repressivi e antiquati che vanno aboliti; è così il nemico della democrazia e dell’America.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Durante la presidenza di George W. Bush, Soros chiese un “&lt;em&gt;regime change&lt;/em&gt;” e spese quasi 25 milioni di dollari nella speranza di sconfiggere Bush nel 2004, non riuscendovi solo per un pelo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il miliardario sta favorendo il caos finanziario per svalutare la nostra moneta. Soros sta scommettendo contro il dollaro Usa, cercando di minarne il valore sui mercati globali: distruggete il dollaro e la potenza economica dell’America crollerà con esso. Soros vuol ripetere il suo leggendario assalto del 1992 alla sterlina britannica, con il quale quasi riuscì a far fare bancarotta alla Banca centrale e provocò una crisi economica che costrinse i contribuenti inglesi a pagarne un caro conto. Soros fece allora la figura del bandito, intascando quasi un miliardo di dollari dal suo piano di manipolazione delle valute.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Soros è altresì uno scaltro studioso di storia: come Leon Trotsky, uno dei padri della Rivoluzione bolscevica del 1917, egli crede che fomentare la crisi permanente aiuti la rivoluzione permanente: una prolungata crisi economica, infatti, decimerebbe la classe media e comporterebbe l’accettazione di un intervento statale senza precedenti: questo è quanto egli ha sperato accadesse negli scorsi anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Soros è un ipocrita: vuole tasse più alte sulla ricchezza e una più stretta regolamentazione delle &lt;em&gt;corporation&lt;/em&gt;. Ma il suo fondo d’investimento è registrato nelle Antille Olandesi, il che gli consente di schivare le tasse sui redditi e sui dividendi imposte dallo Zio Sam. I suoi investimenti e il suo denaro sono custoditi in conti &lt;em&gt;offshore&lt;/em&gt;, lontano dagli artigli dell’Internal Revenue Service o dall’occhio vigile della Securities and Exchange Commission. Nel 2002, è stato imputato in Francia per &lt;em&gt;insider trading&lt;/em&gt;. Non solo: Soros ha interessi finanziari legati ai cartelli della droga latinoamericani. Per esempio, è stato detto che abbia una partecipazione di maggioranza nel Banco de Colombia, istituto noto come lavanderia del denaro dei signori della droga: in breve, Soros pensa che le regole a lui non si applichino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Egli&amp;nbsp;è in sostanza un megalomane amorale disconnesso dalla realtà. Si autodefinisce “il &lt;em&gt;boss &lt;/em&gt;dei papi”, ammettendo di provare impulsi messianici. &lt;em&gt;«Immagino me stesso come una sorta di dio»&lt;/em&gt;, ha detto una volta. E ha continuato sottolineando che &lt;em&gt;«in verità, mi fanno compagnia fin dall’infanzia alcune fantasie messianiche abbastanza potenti, che mi accorgo di dover controllare, per evitare che mi creino problemi»&lt;/em&gt;. Ma Soros sostiene che ha imparato a venir a patti con esse, nel momento in cui ha abbracciato il suo destino storico mondialista. &lt;em&gt;«È una sorta di malattia quando uno si considera in qualche modo figlio di dio, il creatore di tutto: ma adesso non ho più problemi, poiché ho cominciato a esserlo»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il fatto che Soros sia la potenza alle spalle del regime di Obama rivela la bancarotta morale e intellettuale di questo e quanto sia profondo il fallimento del liberalismo. Invece che essere considerato un eroe e un benefattore, Soros dovrebbe costituire ovunque un fattore d’imbarazzo per i &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;, dal momento che egli si pone come chiaro e immediato pericolo per la repubblica e per i suoi valori fondativi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Se i repubblicani riprenderanno il controllo del Congresso [come è accaduto], dovrebbero lanciare una inchiesta sulle attività politiche nefaste e sulle losche manovre finanziarie di Soros. Soros ha dichiarato guerra ai conservatori e ora tocca a noi dichiarare guerra contro di lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;del 28 ottobre 2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-2815319223783596132?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/2815319223783596132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/11/limpero-di-soros-il-miliardario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2815319223783596132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2815319223783596132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/11/limpero-di-soros-il-miliardario.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TNKPzEqWfrI/AAAAAAAAAYY/4L--yTotOIc/s72-c/Soros1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-6313482115325740124</id><published>2010-10-23T18:50:00.000+02:00</published><updated>2010-10-23T19:15:48.551+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Annientare i democratici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli elettori si preparano a vendicarsi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dello strafare di Obama&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TMMPT4LBHYI/AAAAAAAAAYU/64E1swdD1wo/s1600/socialist-obama-democrats-change-vote-election-boob-barack-demotivational-poster-1223267401.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TMMPT4LBHYI/AAAAAAAAAYU/64E1swdD1wo/s200/socialist-obama-democrats-change-vote-election-boob-barack-demotivational-poster-1223267401.jpg" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; democratici sono alla vigilia di una sconfitta storica. Due anni giusti or sono, il partito sembrava dar vita a una coalizione di governo del tutto maggioritaria, controllando il Congresso, governatorati-chiave e molti organi legislativi degli Stati. E con l’elezione del 2008 del presidente Obama, i democratici riuscirono a occupare anche la Casa Bianca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Il Paese si era spostato verso il centro-sinistra. Gli elettori erano disgustati dell’aministrazione Bush, specialmente del malgoverno dei repubblicani, della dura recessione economica e del protrarsi delle guerre in Medio Oriente. Il repubblicanismo di Bush e di Cheney aveva danneggiato il marchio conservatore. I democratici ebbero così un’opportunità d’oro per instaurare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;sulle macerie repubblicane &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;un duraturo regime liberale pragmatico .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Ma l’hanno sciupata. Invece di concentrarsi sulla ripresa economica, sulla creazione di posti di lavoro e sulla vittoria nella guerra contro il terrorismo, l’amministrazione Obama ha usato la sua imponente maggioranza al Congresso per espandere i poteri dello Stato. Di fatto, se Obama avesse esercitato una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;leadership&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; responsabile — tagliando la spesa, accorciando il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;disavanzo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, portando avanti politiche di crescita e operando riduzioni di tasse &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;permanenti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;alla classe media — sarebbe oggi in una condizione assai diversa. L’economia sarebbe in crescita. I sondaggi a suo favore non sarebbero un fiasco totale. E il suo partito non sarebbe di fronte a un’ondata politica ostile che sembra una marea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Obama è un ideologo radicale: preferisce il socialismo al pragmatismo e vuole rifare l’America invece che rivitalizzarla. Fin dal principio, il suo obiettivo è stato creare una socialdemocrazia basata su interessi corporativi, ovvero un conglomerato di organi pubblici di scala mai vista in America e che ricorda le dittature marxiste. Nei primi venti mesi della sua presidenza è stato ovunque e dappertutto: a ricevere il premio Nobel per la Pace (anche se non ha fatto un bel niente), è apparso a più riprese sulla copertina dei settimanali nazionali e in trasmissioni televisive, beneficiando dell’instancabile adulazione servile da parte dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;media&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; istituzionali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Tuttavia, mentre i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;media&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; lo incoronavano nuovo imperatore (di sinistra), lo scontento dei suoi sudditi, sottoposti al giogo imperiale dei democratici, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;cresceva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. Obama si è alienato le simpatie della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Middle America&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; per un’unica e semplice ragione: la sua politica sta salassando il Paese fino all’ultima goccia e sta “spezzando le reni” alla nazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Obama ora è visto, a ragione, come un individuo che ha pericolosamente perso contatto con la realtà, talmente è consunto dal potere, dalla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;hybris&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; e dall’arroganza da non vedere il disprezzo che gli riservano molti degli americani. Ma questi lo vedono per quello che egli è realmente: un rivoluzionario progressista post-nazionale, che cerca di insediare una nuova classe dirigente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;liberal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;: questa è l’essenza della sua presidenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Obama ha fatto ingoiare l’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Obamacare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; al Congresso e alla maggioranza del popolo americano, abusando delle procedure legislative, rifiutando di sottoporre all’esame del suo grandioso programma sanitario dalle commissioni congressuali. La sua amministrazione si è impegnata in palesi operazioni di tangenti e di corruzione per far pressione sugli elettori-chiave: lo dimostrano i casi “Louisiana Purchase”, “Cornhusker Kickback”, nonché l’offerta di posti di giudice a fratelli di deputati. Ma, cosa peggiore di tutte, Obama ha mentito: ha promesso che la sanità statalizzata avrebbe abbassato i costi e non incrementato il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;deficit&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Mentre lo smisurato “diritto alla salute” costerà ai contribuenti almeno mille miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, se non molto di più. Imporrà il razionamento delle cure e ne abbasserà la qualità. L’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Obamacare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; non è altro che l'ennesimo costoso piano di allargamento dei diritti che non possiamo permetterci.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Obama ha promesso che la sanità sarebbe stata un fattore della vittoria dei democratici a novembre. Ma si è rifiutato di farne oggetto di campagna elettorale. E questo perché persino lui sa che è un tema profondamente impopolare. Ha chiesto ai suoi amici democratici, molti dei quali non volevano, di sbrigarsi a votare la legge, poi li ha abbandonati a nuotare in acque infestate da squali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Obama ha aggredito quasi tutti i settori della società: ha nazionalizzato l’industria automobilistica, il settore finanziario e il sistema di prestiti d’onore agli studenti dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;college&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. Il suo regime ha proposto la regolamentazione dell’uso di Internet. I suoi alleati in Congresso vogliono mettere il bavaglio alle radio conservatrici facendo passare la cosiddetta “dottrina della imparzialità”. Ha nominato parecchi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;zar&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; politici con poteri a livello di Gabinetto, aggirando la normale procedura di conferma senatoriale. Il suo Dipartimento della Giustizia sta mettendo sotto inchiesta l’Arizona per aver tentato di proteggere i suoi cittadini dai cartelli della droga messicani e dagl’immigrati clandestini criminali. Ha tagliato i fondi al programma di popolamento dello spazio della NASA, facendo venir meno la posizione di vantaggio strategico che l’America aveva nella corsa allo spazio. I soli tagli di spesa che ha effettuato sono stati la riduzione di 100 miliardi di dollari del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;budget&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; del Pentagono, indebolendo così la nostra capacità militare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Ma il suo peggior crimine, l’unico per il quale egli non può e non deve mai essere dimenticato, è aver accumulato un mastodontico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;deficit&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; pubblico. La sua amministrazione ha fatto approvare a rate un disavanzo di migliaia di miliardi di dollari: ha accresciuto più lui il debito pubblico che non tutti i presidenti prima di lui, da George Washington a Ronald Reagan, messi insieme. È in via di accumulare 10mila miliardi di dollari di debito nei prossimi dieci anni, una cifra incredibile, che nessuno Stato può mai sostenere. In breve, la politica di spesa-indebitamento di Obama sta seppellendo l’America sotto una montagna di inchiostro rosso [con cui si segnano le cifre negative]. La nostra sicurezza finanziaria e nazionale di lungo termine è minacciata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; I risultati sono stati disastrosi: i piani d’incentivo da 800 miliardi di dollari non sono riusciti a ripristinare la crescita, salvo quella del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;big government&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;; l’inflazione sta salendo; il disavanzo commerciale si sta allargando; il dollaro crolla; la disoccupazione rimane ferma al 10 per cento circa; i capitali d’investimento e di affari sono in fuga; i pignoramenti di abitazioni continuano; la classe media affonda: sta subentrando la disperazione, mentre il Paese è alla deriva e la gente sta perdendo speranza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Ecco perché i democratici a novembre subiranno una disfatta. Se i numeri dei sondaggi odierni tengono, i repubblicani rivinceranno non solo alla Camera ma forse anche al Senato. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; E sarà un duro e umiliante ripudio del programma radicalsocialista di Obama, che ha commesso il peccato capitale della politica: ha esagerato. E adesso arriva la resa dei conti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;i&gt;The Washington Times&lt;/i&gt; il 14 ottobre 2010]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-6313482115325740124?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/6313482115325740124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/10/annientare-i-democratici-gli-elettori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6313482115325740124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6313482115325740124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/10/annientare-i-democratici-gli-elettori.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TMMPT4LBHYI/AAAAAAAAAYU/64E1swdD1wo/s72-c/socialist-obama-democrats-change-vote-election-boob-barack-demotivational-poster-1223267401.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-9050874495449743974</id><published>2010-10-11T11:53:00.000+02:00</published><updated>2010-10-11T11:53:57.466+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TLLbs_5VGCI/AAAAAAAAAYQ/u4LI_FhtgnQ/s1600/Michael_Savage.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="137" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TLLbs_5VGCI/AAAAAAAAAYQ/u4LI_FhtgnQ/s200/Michael_Savage.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il conservatorismo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; di Michael Savage&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Il conduttore di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;talk show&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; scrive che l’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Obamanomics &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;equivale a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;impoverire i poveri»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; M&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;ichael Savage&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=4665386363777189948#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; ha scritto un libro attuale e importante. Il fiero conduttore di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;talk radio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, il cui programma &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;The Savage Nation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; [&lt;i&gt;La nazione di Savage&lt;/i&gt;, oppure, con un facile gioco di parole, &lt;i&gt;La nazione selvatica&lt;/i&gt;] vanta quasi dieci milioni di ascoltatori alla settimana, ha scatenato un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;autentico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;jihad&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; politico contro il presidente Obama.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Impoverire i poveri: fermiamo l’assalto di Obama alle nostre frontiere, alla nostra economia, alla nostra sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, pubblicato da Harper Collins, è un grido di dolore conservatore, un appassionato manifesto contro il programma radicalsocialista di Obama. Secondo Savage, il presidente è un sinistroide ancora in età adolescenziale, un narcisista la cui megalomania e i cui piani grandiosi minacciano di distruggere l’America tradizionale: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;«Il presidente Obama è come un bimbo spaccatutto che butta per terra un orologio di valore inestimabile che gli è stato dato in mano con estrema cura»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, scrive. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;«Senza rispetto per il valore di quello che tiene nella mano, con noncuranza lo frantuma sul pavimento e poi non riesce più a rimetterne assieme i pezzi»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Savage chiama il presidente "Obama il Distruttore", perché il suo obbiettivo è quello di smantellare la sovranità e il libero mercato americani per instaurare al loro posto una socialdemocrazia multiculturale. Savage rivela che le politiche di Obama sono fondamentalmente non-americane e che Obama è il primo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;leader&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; post-nazionale nella storia degli Usa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Egli avverte altresì che, lungi dall’essere un miope scolastico marxista, il presidente sta perseguendo una sistematica e deliberata strategia volta a plasmare uno Stato-bàlia all’europea. Obama non è semplicemente un progressista ingenuo, ma piuttosto un socialista rivoluzionario che professa una sorta di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;"pan-leninismo". Come il fondatore della Rivoluzione bolscevica del 1917, Vladimir Lenin, Obama è un uomo dell’internazionale rossa, il cui sogno è quello di coinvolgere l’America in un grande disegno ideologico. Ecco perché ha fatto passare — contro la volontà del popolo americano — un nuovo sistema sanitario all’europea imperniato sullo Stato. Ecco perché sostiene con zelo le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;carbon taxes&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, la legislazione sul &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;cap-and-trade&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, i massicci aumenti delle imposte sui redditi, la nazionalizzazione delle case automobilistiche e di gran parte del settore finanziario, gli enormi programmi di spesa e il finanziamento federale dell’aborto. Lo fa perché vuole che l’America diventi una fotocopia dell’Europa. Di fatto, Savage è convinto che il presidente sia un progressista transnazionalista, che crede fino in fondo in un governo mondiale universale basato sulle Nazioni Unite. Il capitalismo, lo Stato-nazione e l’eredità ebraico-cristiana dell’America vanno pertanto tutti gettati nella pattumiera della storia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Savage rivela che Obama sta decimando la classe media. La sua politica di tassazione e spesa sta creando una "povertà indotta". Milioni di americani stanno perdendo il lavoro, la casa e i mezzi di sostentamento per colpa della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Obamanomics&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. L’America sta diventando un Paese a due livelli, uno popolato dai poveri che dipendono dai sussidi statali, l’altro, la nuova classe dirigente. Obama e i democratici, insieme ai loro alleati progressisti nel mondo dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;media&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, dei sindacati e di Hollywood, cercano solo di rafforzare il loro potere. Non sono animati né da compassione, né da altruismo, ma solo dall’ambizione e dalla cruda e sfrenata brama di controllo della società.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Il conservatorismo stile "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;one nation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;" di Savage non sta bene a molti esponenti dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;media&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; o addirittura della destra stessa. Egli è stato emarginato per anni, denunciato da molti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;liberal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; e da conservatori come un burino &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;di destra o un bombarolo irresponsabile. Il suo vero crimine è tuttavia solo quello di essere, sebbene conservatore, un vero e proprio cane sciolto che non vuole far parte del decrepito e venale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;establishment&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; del Great Old party (GOP). Savage sostiene che i repubblicani &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;[...] &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;hanno violentato la signora Libertà per otto anni» &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;durante &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;l’amministrazione di George W. Bush: in breve, Savage non è il cagnolino del GOP.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Non vi è alcunché di educato o di cauto nella sua politica: è un guerriero culturale, che non ha paura di sfidare la dominante ortodossia secolaristica e multiculturale. È contro l’aborto, tranne nel caso in cui la vita della madre sia a rischio. Pretende la chiusura della frontiera meridionale dispiegandovi migliaia di soldati americani. Vuole deportare tutti gl’immigrati illegali condannati per crimini di violenza. Crede che l’inglese debba essere la lingua ufficiale del Paese.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;È&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;convinto che l’Occidente ha ingaggiato una lotta mortale contro l’islam radicale e che debbano essere usati tutti i metodi disponibili — inclusa l’analisi del comportamento – per vincere la guerra. In poche parole, Savage è una rarità nell’odierno Nuovo Ordine Mondiale: è un coriaceo nazionalista schierato per "la lingua, le frontiere e la cultura".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Savage è disposto a dire in pubblico ciò che molti conservatori si limitano a sussurrare in privato. Ecco perché i suoi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;fan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; lo adorano e i suoi nemici lo disprezzano. È un uomo di un’altra generazione e di un altro tempo. La trasmissione &lt;i&gt;The Savage nation&lt;/i&gt; è uno degli ultimo ridotti di libera espressione nei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;media&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, un ridotto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;incontaminato dal &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;politically correct&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;. Savage è unico fra i principali conduttori conservatori di trasmissioni radio: non è un filo-repubblicano amante delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;corporation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;, né un libertario materialista ossessionato dal profitto e dal porno, e neppure un sostenitore del liberismo senza frontiere. Al contrario, è un conservatore tradizionalista, schierato per Dio, la Patria e la famiglia. La sua popolarità continua a volare, a dispetto delle implacabili campagne di diffamazione scatenate contro lui, perché molti americani riconoscono che questa è la visione del mondo che ha fatto grande la nostra nazione e che è essenziale per restaurare la Repubblica. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;br clear="all" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;i&gt;The Washington Times &lt;/i&gt;del 7-10-2010]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;br clear="all" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr align="justify" size="1" width="33%" /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ftn1"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=4665386363777189948#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Savage conduce un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;talk-show&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt; per la Associated Press Radio di Washington DC&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-9050874495449743974?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/9050874495449743974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/10/il-conservatorismo-di-michael-savage-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/9050874495449743974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/9050874495449743974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/10/il-conservatorismo-di-michael-savage-il.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TLLbs_5VGCI/AAAAAAAAAYQ/u4LI_FhtgnQ/s72-c/Michael_Savage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-2338771711285247346</id><published>2010-09-20T17:09:00.000+02:00</published><updated>2010-09-20T17:10:06.637+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-2338771711285247346?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/2338771711285247346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/09/berlusconi-vuoto-populista-i-n-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2338771711285247346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2338771711285247346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/09/berlusconi-vuoto-populista-i-n-un.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-2649038391884793505</id><published>2010-08-06T16:56:00.000+02:00</published><updated>2010-08-06T16:58:08.310+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFwhJ160tMI/AAAAAAAAAXw/FtAP9UFvWFc/s1600/amd_board_mosque_2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFwhJ160tMI/AAAAAAAAAXw/FtAP9UFvWFc/s320/amd_board_mosque_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;BENVENUTI NEGLI STATI &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;UNITI &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;D'ARABIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;America è vicina alla resa nella guerra contro l’islam radicale. È questo il vero senso della decisione di costruire una moschea e un centro culturale islamico di tredici piani a meno di duecento metri da Ground Zero. Una commissione comunale di New York City ha dato il via libera martedì al progetto, nonostante la forte opposizione di molte famiglie delle vittime degli attacchi suicidi dell’11 settembre 2001. La maggior parte dei newyorkesi e degli americani non vuole che la moschea sia eretta: sarebbe un monumento-simbolo del trionfo dell’islamismo negli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ground Zero è qualcosa di più del luogo dov’è crollato il World Trade Center: non è solo dove è stato commesso un enorme crimine,&amp;nbsp;ma piuttosto il luogo di un atto di guerra, un terreno sacro che contiene il sangue di tremila esseri umani, in gran parte americani, assassinati in quel giorno fatale. Come Pearl Harbor, è un santuario nazionale da dedicare alla memoria delle vittime, un eterno memoriale dell’atrocità perpetrata dal fascismo islamico su suolo statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli attacchi dell’11 settembre sono stato commissionati in nome della guerra santa contro l’Occidente da estremisti musulmani che&amp;nbsp;hanno usato il &lt;em&gt;Corano &lt;/em&gt;e i principi dell’islam per giustificare le loro azioni. Il loro scopo era di portare il &lt;em&gt;jihad&lt;/em&gt; in America, scatenando lo scontro di civiltà. In tutto il mondo gl’islamisti cercano d’imporre un impero mondiale musulmano basato sulla legge della &lt;em&gt;sharia&lt;/em&gt;. Ground Zero è dove la Guerra è tornata di casa in America.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché costruire questa moschea è un sacrilegio, uno schiaffo intenzionale sul volto delle vittime, delle loro famiglie e di tutti gli americani. Ecco perché gli &lt;em&gt;sponsor &lt;/em&gt;di questo progetto rifiutano di fare marcia indietro. Sanno infatti qual è la posta in gioco: la moschea getterà una gigantesca ombra oscura su Ground Zero, fungendo da attestato della conquista islamistica dell’America. Se I’islamismo può imporre la sua volontà nei pressi del luogo dell’11 settembre, allora può imporre il suo volere ovunque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’imam che promuove l’iniziativa, Feisal Abdul Rauf, è un militante musulmano incallito, un compagno di strada degl’islamisti, ilquale ha detto pubblicamente che &lt;em&gt;«la politica statunitense è stata complice»&lt;/em&gt; degli attacchi dell’11 settembre. In altri termini, secondo lui, gli americani avrebbero attirato quelle atrocità su di loro. È un difensore di Hamas, che giustifica l’omicidio di massa di ebrei (e palestinesi) innocenti. Ha richiesto l’introduzione in America delle corti di giustizia secondo la &lt;em&gt;sharia&lt;/em&gt;. In breve, propugna apertamente l’islamizzazione dell’America.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Rauf è il tipico islamista ipocrita che usa la Costituzione americana per domandare il libero esercizio della religione, nel momento stesso in cui reclama la shariah, che confonde chiesa e stato e cerca di asservire i non musulmani. Gl’islamisti stanno usando le nostre libertà nello sforzo di distruggerle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, molti dei cento milioni di dollari per la moschea vengono dall’Arabia Saudita. Riyadh ha sostenuto attivamente la costruzione di madrasse e di moschee nel mondo. Il regime saudita promuove il wahhabismo, una forma particolarmente virulenta di islam. Per esempio, le chiese cristiane e le sinagoghe sono vietate nell’Arabia Saudita e la persecuzione religiosa è furibonda. Ma nessuno, né il sindaco di New York Michael Bloomberg, né il Procuratore generale dello Stato Andrew Cuomo né altri i&lt;em&gt; &lt;/em&gt;bigotti &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;sostenitori della moschea di Ground Zero, si è preso la briga d’indagare sulle origini dei fondi di Rauf. Vi sono i wahhabisti ditero la moschea? Se è così, essa diventerà probabilmente un &lt;em&gt;forum&lt;/em&gt; di odio e di estremismo, prioprio come la moschea finanziata dai sauditi nel Nord Virginia dove il chierico Anwar al-Awlaki, legato ad al-Qaeda, predicava le virtù del jihadismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Invece di farsi carico del problema, i &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;come Bloomberg si ammantano della bandiera della libertà religiosa. &lt;em&gt;«Il luogo del World Trade Center avrà sempre un posto speciale nella nostra città e nei nostri cuori»&lt;/em&gt;, ha detto il sindaco. &lt;em&gt;«Ma saremmo infedeli alla parte migliore di noi stessi e di chi è newyorchese e americano, se dicessimo di no alla moschea a Lower Manhattan».&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/em&gt;Rauf sostiene anche che la sua finalità è eminentemente la tolleranza: per promuovere “mutua comprensione” fra le culture e il dialogo interreligioso. Oltre a ciò, argomentano i sostenitori della moschea di Ground Zero, il centro culturale sarebbe costruito non sul luogo esatto del World Trade Center, ma due isolati più in là. Ma il vero problema è la vicinanza. La moschea di Ground Zero fa infuriare così tanta gente perché l’edificio che l’ospiterebbe è stato danneggiato materialmente dai detriti del crollo delle torri durante l’assalto dell’11 settembre. La sua collocazione è fra le macerie, cade all’interno del campo di battaglia, nell’immediata cerchia in cui gli attacchi si sono verificati. Ecco perché il problema esacerba così gli animi di molte persone ferite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;a libertà religiosa è un diversivo. I musulmani sono liberi di costruire moschee ovunque tranne che a New York o in America. Se Rauf fosse affidabile sul fatto di consolidare la pacifica convivenza delle religioni, potrebbe e dovrebbe scegliere un’altra e più ideale collocazione nella comunità dei residenti. La reazione è stata furibonda e appassionata: il timore e la rabbia tra le famiglie delle vittime sono stati palpabili. Ma i loro sentimenti non sono stati presi in considerazione. Sono stati ignorati e persino ammoniti. Rauf potrebbe porre fine a tutto ciò con un gesto di rispetto e di buona volontà. Ma non lo farà, e questo equivale a parlare meglio di interi volumi, anche se il suo programma ideologico proclama compassione e senso comune. La battaglia sulla moschea di Ground Zero è qualcosa di più di una battaglia della guerra culturale calda. È uno spartiacque: è il punto nel quale il multiculturalismo &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;ha capitolato nei confronti della inarrestabile marcia dell’islam politico. I musulmani radicali in tutto il mondo vedranno giustamente tutto ciò come un trionfo sull’inetto americano infedele. Persino il luogo del più mortale attacco portato contro l’America non è libero dalla incombente presenza dell’slam. Questo avvenimento significa la perdita e la sconfitta della volontà e dell’impegno americani nella lotta contro il &lt;em&gt;jihad&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non è una coincidenza che il nome della moschea, Cordoba House, sia ripreso dalla città della Spagna meridionale che segnò una delle più grandi conquiste del radicalismo islamico in Europa nel corso del Medioevo. Cordoba è stato il centro principale del califfato mondiale che è incorso di realizzazione da parte degli islamisti che imperversano ai nostri giorni: proprio quel califfato che Osama bin Laden e i suoi alleati cercano di restaurare. Una moschea gigantesca è stata costruita sulle rovine di una chiesa cattolica. Per gl’islamisti, erigere moschee sui territori degli sconfitti è un segno di soggezione, la sottomissione degl’infedeli alla vera legge di Allah.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La triste ironia del caso è che la maggior parte delle vittime del fascismo islamico sono i musulmani stessi, i correligionari, massacrati da barbari medievali. La moschea di Ground Zero li disonora nella stessa misura che disonora ogni altra persona. Bloomberg avrebbe fatto la cosa giusta se si fosse opposto alla costruzione della moschea. Ma il suo comportamento mostra che il progressismo è privo di difese al cospetto del suprematismo islamico così come accade in tutta Europa. Gli Stati Uniti di Arabia sono arrivati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato in &lt;em&gt;The Washington Times del &lt;/em&gt;5 agosto 2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-2649038391884793505?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/2649038391884793505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/08/benvenuti-negli-stati-uniti-di-arabia-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2649038391884793505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2649038391884793505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/08/benvenuti-negli-stati-uniti-di-arabia-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFwhJ160tMI/AAAAAAAAAXw/FtAP9UFvWFc/s72-c/amd_board_mosque_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-7234089881833982257</id><published>2010-08-01T13:08:00.000+02:00</published><updated>2010-08-01T13:08:31.112+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: large;"&gt;L’ARIZONA DOVREBBE &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: large;"&gt;FARE SECESSIONE?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFVTlFoYnsI/AAAAAAAAAXo/Yaf9dxW1Pfs/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFVTlFoYnsI/AAAAAAAAAXo/Yaf9dxW1Pfs/s320/untitled.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;attivismo della magistratura sta spingendo l’America fino al punto di rottura. Questa settimana, un giudice federale ha bloccato articoli essenziali della legge sull’immigrazione emanata dall’Arizona, ponendosi così contro la volontà del popolo. La sentenza è di cattivo auspicio e le sue conseguenze si faranno sentire negli anni a venire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il giudice in questione, Susan Bolton, nominata dal presidente Bill Clinton, è una progressista, membro di una &lt;em&gt;élite&lt;/em&gt; che si autopresume illuminata, che crede che l’imperialismo giudiziario sia l’asso di bastoni della democrazia. La sua sentenza stabilisce che la polizia locale non può accertare se coloro che vengono arrestati o fermati per aver violato la legge controllare hanno la condizione di immigrato o no. Secondo lei, farlo equivarrebbe a un abuso contro le libertà civili e concederebbe all’Arizona una facoltà spettante al solo &lt;em&gt;federal immigration system&lt;/em&gt;. E stabilisce anche che ai residenti non può essere richiesto di esibire prove del loro &lt;em&gt;status&lt;/em&gt; legale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La decisione della Bolton colpisce al cuore la legge dell’Arizona denominata “S. B. 1070”. Voluta dal Dipartimento per la Giustizia del presidente Obama e dalla American Civil Liberties Union, la sentenza pone le premesse per una lunga battaglia legale. Il governatore dell’Arizona signora Jan Brewer assicura che si appellerà con ogni mezzo contro la sentenza, fino ad arrivare alla Corte Suprema, se necessario e che, nel frattempo, il popolo dell’Arizona e dell’America continuerà a resistere all’aggressione dell’immigrazione illegale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La decisione di Obama di citare in giudizio l’Arizona è un tradimento del patto costituzionale che prevede di rendere sicura una frontiera come la nostra, ormai piena di buchi. La tesi dell’Amministrazione è che la "frontiera non è mai stata così sicura". E punta all’incremento massiccio delle guardie di frontiera e delle risorse dedicate alle tecnologie necessarie per far applicare la legge. Ma la realtà resta: i clandestini continuano ad attraversare tutti i giorni. L’Arizona è la casa di oltre mezzo milione di immigrati illegali. Phoenix è diventata la capitale americana dei rapimenti. I signori della droga messicani commissionano assassini di sceriffi dell’Arizona. Il crimine violento è ormai invasivo. Invece di aiutare la gente bisognosa di protezione, Obama si è messo di fatto dalla parte dei fuorilegge.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con la legge dell’Arizona Obama sta giocando la carta della politica razziale. Sta deliberatamente soffiando sul fuoco delle tensioni etniche e tal fine dipinge falsamente la legge come un passo tale da portare a uno Stato repressivo di polizia nei confronti gl’ispanici. Ma la legge mette apposta al bando ogni caratterizzazione razziale: al contrario di quanto ha asserito mentendo il presidente, a un ispanico non può essere chiesto di mostrare il documento di residenza quando sta prendendo un gelato con i suoi bambini. Dirlo è un modo di fare discriminazioni razziali e manipolazione della peggiore specie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Amministrazione e i democratici al Congresso stanno facendo il seguente calcolo strategico: pensano che la legge dell’Arizona possa diventare popolare in breve tempo non solo lì ma in tutto il Paese, anche se sono convinti che a lungo andare la legge avrà un ritorno vantaggioso per i repubblicani, specialmente con un blocco elettorale ispanico in netta ascesa. Obama, demonizzando l’Arizona, crede di corteggiare con aggressività il voto dei latino. È il classico radicalismo alla Saul Alinsky &lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;: la politica del &lt;em&gt;divide et impera&lt;/em&gt;, che mette le razze e le classi una contro l’altra al servizio del potere dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sentenza della Bolton accelera il programma radicale di Obama. La sua sentenza afferma in sostanza che l’America non può proteggere la sua sovranità nazionale. Il che equivale a un invito aperto agl’immigranti clandestini a venire a loro discrezione e con la massima garanzia dell’impunità. L’America, così, non è più un vero Stato nazionale capace di difendere i suoi confini geografici, la sua identità culturale e i suoi interessi nazionali. Al contrario si sta riducendo a una colonia del nuovo ordine modiale, caratterizzato dalla globalizzazione economica, dall’internazionalismo delle grandi &lt;em&gt;corporation&lt;/em&gt;, dagli enti sovranazionali e dall’erosione delle frontiere, almeno di quelle degne di questo nome. La classe dirigente &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;vuole sradicare lo Stato-nazione per realizzare la sua utopia globalista e socialista: ecco perché disprezza le leggi federali sull’immigrazione e rifiuta di accettarle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sentenza Bolton impedisce anche allo Stato di difendersi: è una forma di disarmo unilaterale del popolo dell’Arizona di fronte a un nemico pericoloso. Il governo federale ha mostrato a più riprese che non è in grado né è disposto a rendere sicure le frontiere. La legge dell’Arizona ha il sostegno della stragrande maggioranza degli arizoniani (70 per cento), come pure degli americani. È l’espressione collettiva della volontà popolare di difendere dai criminali le proprie case, la proprietà e la vita. È un modo per incorporare democraticamente in una legge la garanzia dei diritti derivanti da Dio alla vita, alla libertà e all’autogoverno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma il giudice Bolton e l’amministrazione Obama stanno instaurando una prassi neo-aristocratica, in cui giudici di sinistra, ovvero attivisti elitaristi in abito nero, passano sopra la legittimità democratica. E questo si traduce in una forma di autoritarismo morbido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In risposta alla controversa sentenza di John Marshall, Chief Justice della Corte Suprema nel 1832, il presidente Andrew Jackson ritenne di dire: &lt;em&gt;«John Marshall ha emesso la sua sentenza, ora vediamo se gli riesce&amp;nbsp;di farla rispettare»&lt;/em&gt;. La Brewer dovrebbe prendere una pagina del taccuino di Old Hickory &lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e dire: il giudice Bolton ha emesso la sua sentenza, ora vediamo se è capace di farla rispettare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il governatore dell’Arizona dovrebbe appoggiarsi allo zoccolo duro dei principi che sanciscono i diritti degli Stati e l’autogoverno democratico e imporre che la legge S. B. 1070 entri in vigore nonostante il divieto federale, cosa che farebbe aprire un confronto costituzionale fra la signora Brewer e Obama, l’Arizona e Washington. Che cosa farebbe allora il Dipartimento alla Giustizia? Porterebbe via in manette la signora Brewer e la getterebbe in prigione? In altri termini, il popolo dell’Arizona dovrebbe impegnarsi in una pacifica forma di disobbedienza civile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per troppo tempo, i &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;hanno usato i tribunali per imporre la loro ingegneria sociale radicale a una popolazione recalcitrante: aborto, “matrimonio” fra omosessuali, pornografia, quote razziali, iniziative egualitaristiche, divieto di pregare nella scuola pubblica: tutte questioni che sono state risolte attraverso misure imposte da un corpo giudiziario imperialista schierato contro i desideri della maggioranza. La legge dell’Arizona è la riaffermazione dell’autogoverno democratico contro il Leviatano federale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Arizona è il luogo dove la vecchia repubblica resisterà in piedi oppure crollerà. Si tratta di uno scontro alla &lt;em&gt;Mezzogiorno di fuoco&lt;/em&gt;: o l’America torna al suo sistema costituzionale basato sul federalismo autentico, sui diritti degli Stati, sulla libertà individuale e sulla decentralizzazione del potere, oppure continuerà a scivolare verso le tenebre di un Superstato socialista. Washington, con la sua burocrazia straripante, con la sua arroganza imperiale, con la sua dirompente corruzione e con il suo pericoloso distacco dal cittadino comune, è divenuta oggetto di disprezzo e di sfiducia per molti americani, che si traduce in una secessione morale e in una profonda alienazione del popolo dalla classe &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;al potere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In futuro, molti Stati, compresa l’Arizona, potranno dover decidere di non avere altra scelta se non di distaccarsi dall’Unione. La scelta diventa sempre più chiara: o &lt;em&gt;devolution &lt;/em&gt;o dissoluzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt; Saul David Alinsky (1909-1972), agitatore socialista di origini russo-ebraiche, di Chicago, uno degl’ispiratori culturali di Obama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt; Soprannome (“noce americano”, albero dal legno molto duro) di Jackson (1767-1845), settimo presidente degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;[L'articolo è statopubblicato su &lt;em&gt;The WashingtronTimes&lt;/em&gt; il 29-7-2010]&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-7234089881833982257?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/7234089881833982257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/08/larizona-dovrebbe-fare-secessione-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7234089881833982257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7234089881833982257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/08/larizona-dovrebbe-fare-secessione-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TFVTlFoYnsI/AAAAAAAAAXo/Yaf9dxW1Pfs/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-2504889250458864495</id><published>2010-07-26T10:30:00.000+02:00</published><updated>2010-07-26T10:36:16.997+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;FERMIAMO IL GOLPE SOCIALISTA &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;DEL PRESIDENTE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TE1DZeuc_QI/AAAAAAAAAXg/4fl1YUYejFc/s1600/tppro2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TE1DZeuc_QI/AAAAAAAAAXg/4fl1YUYejFc/s320/tppro2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Martin Luther King: "Io ho un sogno"; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;il cittadino americano: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;con Obama &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;"abbiamo un incubo"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l presidente Obama è coinvolto in un numero elevato di crimini e reati di Stato. La maggioranza democratica al Congresso è a rischio perché gli americani rifiutano il suo programma. Eppure c’è da fare ancora qualcosa: chiedere l’&lt;em&gt;impeachment &lt;/em&gt;di Obama, perché&amp;nbsp;e&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;gli sta lentamente costruendo — un pezzo doloroso dopo l’altro — una dittatura di stampo socialista. Non siamo ancora a quel punto, ma Obama sta avviando l’America su quel pericoloso percorso. Sta minando il nostro sistema costituzionale di controlli incrociati, sovvertendo le procedure democratiche e lo Stato di diritto,&amp;nbsp;presiedendo un regime corrotto e gangsteristico e dando l’assalto ai pilastri fondamentali del capitalismo tradizionale. Proprio come l’uomo forte di sinistra del Venezuela, Hugo Chavez, Obama è deciso a imporre dall’alto una rivoluzione che polarizzi l’America lungo tre linee: razziale, politica e ideologica. Obama è il presidente più divisivo dai tempi di Richard Nixon. La sua politica stanno balcanizzando il Paese: è ora che se ne vada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Egli ha infatti abusato della sua funzione e violato il giuramento di rispettare la Costituzione. La sua revisione del sistema sanitario è stata estorta al Congresso, ma vi si opponeva e continua a opporvisi la maggioranza del popolo: è passata solo ricorrendo a mazzette e a intimidazioni politiche. Il "Louisiana Purchase", il "Cornhusker Kickback", i cinque miliardi di dollari per il Medicaid stanziati apposta per favorire il senatore Bill Nelson nel suo collegio in&amp;nbsp;Florida: così il denaro dei contribuenti è stato usato praticamente come un fondo nero con cui comprare voti incerti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come se non bastasse, la legge è manifestamente incostituzionale. Il governo federale non ha il diritto di costringere ogni cittadino ad acquistare un bene o un servizio: questo diritto non è riconosciuto nella Costituzione e rappresenta una espansione di potere senza precedenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma il risvolto più nocivo dell’Obamacare è il finanziamento federale dell’aborto. I &lt;em&gt;pro-life &lt;/em&gt;sono ora costretti a vedere le tasse che pagano usate per finanziare piani assicurativi che includono l’assassinio dei bambini non nati. Questo è qualcosa di più di un infanticidio di Stato: esso viola i diritti di coscienza dei cittadini religiosi. I tradizionalisti — evangelicali, cattolici, battisti, musulmani ed ebrei ortodossi — sono resi complici di un abominio che va contro i loro valori religiosi più profondi. All’entrata in vigore della legge (come in Pennsylvania) le conseguenze di questi stanziamenti per l’aborto diventeranno sempre più evidenti e&amp;nbsp;il risultato sarà una guerra civile culturale. Inoltre, i&amp;nbsp;&lt;em&gt;pro-life &lt;/em&gt;saranno sempre più resi estranei alla società:&amp;nbsp;in molti, sta già maturando una secessione interiore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta anche muovendo un assalto frontale contro il diritto di proprietà. La fuoriuscita di petrolio della BP è un esempio in materia. La BP è chiaramente responsabile della perdita e del massiccio danno economico e ambientale inflitto al Golfo. Mentre&amp;nbsp;è in corso&amp;nbsp;un processo legale per giudicare le denunce, Obama si è comportato in maniera più simile a quella di un Chavez o di un Vladimir Putin,&amp;nbsp;intimando con un gesto di prepotenza alla BP di istituire un fondo di 20 miliardi di dollari per i risarcimenti, che sarà amministrato da un funzionario nominato da Obama. In altre parole, i beni di una compagnia privata vengono rapinati per finanziare un programma politico. Miliardi di dollari verranno così distribuiti arbitrariamente, come indennizzo per le vittime della fuoriuscita di petrolio, e la maggior parte andrà agli elettori democratici: questo si chiama favoritismo e autoritarismo strisciante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il socialismo multiculturale di Obama, creando un sistema di assistenza sanitaria a controllo statale rigido, nazionalizzando di fatto le grandi banche, il settore finanziario, l’industria automobilistica e i sistemi di prestiti d’onore agli studenti, cerca di strappare l’America dalle sue radici tradizionali. La prossima tappa&amp;nbsp;sarà l’approvazione della legge sulle emissioni di gas “cap-and-trade”, che porterà tutto il settore industriale e manifatturiero sotto il tallone del &lt;em&gt;big government&lt;/em&gt;. Lo Stato sta infatti intervenendo in ogni ambito della vita americana, andando ben oltre i limiti previsti dalla Costituzione: sotto Obama la Costituzione si è trasformata in un inutile mucchietto di carta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per fornirsi delle truppe d’assalto necessarie al suo &lt;em&gt;golpe &lt;/em&gt;socialista, Obama chiede una “riforma globale dell’immigrazione”, che garantirebbe l’amnistia a dodici milioni di immigrati illegali su un totale di venti. Questa mossa&amp;nbsp;darebbe palesemente vita a una maggioranza elettorale democratica permanente, che suonerebbe&amp;nbsp;come rintocco funebre per la nostra sovranità nazionale. L’amnistia premia l’illegalità e il comportamento criminale e significa che le nostre già permeabili frontiere meridionali si apriranno a una massiccia invasione di clandestini. Tutto questo si traduce nella morte degli Stati Uniti come nazione: noi non saremo più un Paese, ma la colonia di un impero socialista globale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Invece di difendere la propria terra, il Dipartimento di Giustizia di Obama ha fatto causa all’Arizona per la sua legge sull’immigrazione,&amp;nbsp;schierandosi con i criminali invece che con i cittadini americani. Le azioni di Obama profanano il giuramento presidenziale, prestato sulla Costituzione, di proteggere i cittadini degli Stati Uniti dai nemici interni ed esterni.&amp;nbsp; E, visto che Washington si rifiuta di proteggere i nostri confini,&amp;nbsp;incoraggiando una immigrazione illegale ancora maggiore, la decisione di Obama in questo ambito ha i connotati del tradimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In quanto Presidente, ci si aspetta che Obama rispetti lo Stato di diritto: ma, al contrario, la sua amministrazione ha fatto cadere le accuse di intimidazione elettorale formulate contro membri del Nuovo Partito delle Pantere Nere, malgrado il comportamento incriminato — uomini in abiti militari che brandivano bastoni e minacciavano i bianchi nei pressi dei seggi elettorali — fosse stato filmato e registrato. Un avvocato del Dipartimento della Giustizia coinvolto da vicino nel caso, J. Christian Adams, ha dato le dimissioni in segno di protesta. Adams sostiene che, con Obama, si è di fronte a una nuova politica: per i casi giudiziari che vedono imputate persone&amp;nbsp;di colore e come vittime bianchi non vi è più luogo a procedere, indipendentemente da quanto le vittime alzeranno la voce per ottenere giustizia. Questo è più di un razzismo istituzionalizzato: è l’abrogazione delle leggi per i diritti civili. Il comportamento del Dipartimento di Giustizia è illegale. Esso costituisce una minaccia diretta contro l’integrità della nostra democrazia e contro il carattere inviolabile dei nostri procedimenti elettorali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La corruzione nell’Amministrazione è in forte crescita. A Washington non siede più un governo, ma un regime gangsteristico. I “metodi di Chicago” sono diventati i metodi di Washington. Il capo dello &lt;em&gt;staff &lt;/em&gt;presidenziale Rahm Emanuel è un politico d’assalto, che agisce in maniera amorale e senza scrupoli: fu lui che andò a cercare Joe Sestak, democratico della Pennsylvania per offrirgli un incarico di alto livello nella speranza di persuaderlo a non sfidare alle primarie il senatore Arlen Specter. Lo stesso Emanuel ha offerto un’altra posizione di governo a Andrew Romanoff per fare la stessa cosa alle primarie per il Senato del Colorado. Ed è stato sempre lui — come è emerso nel corso del processo riguardante l’ex-governatore dell’Illinois Rod Blagojevich — ad agire come intermediario per far “paracadutare” Valerie Jarrett sul seggio senatoriale che era di Obama. La sola questione è: che cosa ha voluto Blagojevich in cambio?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questa non è semplicemente la politica delle manovre squallide, stile Chicago: è anche sistematica violazione della legge attraverso la corruzione, il tentativo di interferire e di manipolare le elezioni usando posti stipendiati con il denaro dei contribuenti, con il commercio d’influenze e con l’abuso di potere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’errata percezione diffusa a destra è che Obama sia un altro Jimmy Carter, cioè un progressista incompetente la cui presidenza è destinata ad cadere in briciole sotto i colpi di un fallimento dopo l’altro. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;È vero, invece, l’esatto opposto: Obama è il più coerente fra i presidenti del nostro tempo, uno che cerca di trasformare l’America in qualcosa che i nostri padri fondatori troverebbero non solo irricevibile, ma addirittura ripugnante. Come tutti i rivoluzionari radicali, Obama non pensa altro che al potere, a mantenerlo e a esercitarlo massimizzandone l’efficacia: questo Stato di nuovi banditi voluto da Obama va assolutamente fermato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Se i Repubblicani riconquisteranno il Congresso a novembre, dovrebbero — e probabilmente lo faranno — aprire formali inchieste su questa amministrazione criminale e tormentata da scandali. Darrell Issa, repubblicano della California e autorevole membro della Commissione per la Tutela e le Riforme del Governo, ha promesso di farlo. Obama ha tradito il popolo americano e l’&lt;em&gt;impeachment&lt;/em&gt; è l’unica risposta possibile: questo usurpatore va rovesciato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The WashingtonTimes &lt;/em&gt;il 23 luglio 2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-2504889250458864495?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/2504889250458864495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/fermiamo-il-golpe-socialista-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2504889250458864495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2504889250458864495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/fermiamo-il-golpe-socialista-del.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TE1DZeuc_QI/AAAAAAAAAXg/4fl1YUYejFc/s72-c/tppro2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-1366446841923432751</id><published>2010-07-16T15:23:00.000+02:00</published><updated>2010-07-16T15:29:59.839+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TEBW23-whKI/AAAAAAAAAXY/Vrs9oGqD1oU/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TEBW23-whKI/AAAAAAAAAXY/Vrs9oGqD1oU/s320/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;IL BANDO DEI CONSERVATORI &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CONTRO&amp;nbsp;MICHAEL SAVAGE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;islam radicale ha conseguito una delle sue maggiori vittorie nella sua guerra contro l’Occidente. Ma il suo trionfo non è avvenuto sul campo di battaglia, né dopo che è esplosa una bomba, né dopo che è stato siglato un trattato di pace oppure&amp;nbsp;presi ostaggi: si è tradotto nella resa di uno Stato e di una intera nazione ai neri artigli della “&lt;em&gt;political correctness&lt;/em&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il nuovo governo di coalizione britannico, guidato dal primo ministro conservatore David Cameron, ha deciso di mantenere il bando contro Michael Savage, il popolare ospite di &lt;em&gt;talk-show &lt;/em&gt;alla radio. Savage, che vive a San Francisco, vanta più di otto milioni di ascoltatori su circa quattocento stazioni. Il suo è il terzo più gettonato &lt;em&gt;talk-show &lt;/em&gt;in America. (In confidenza ho ospitato Savage ed egli mi ha ospitato in diverse occasioni.) Londra ha annunciate che il bando non sarà rimosso finché Savage non ripudi "precedenti dichiarazioni" ritenute "lesive" della sicurezza pubblica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cameron ha&amp;nbsp;mantenuto in vigore la decisione presa dal suo predecessore di sinistra, l’ex &lt;em&gt;premier &lt;/em&gt;Gordon Brown, d'inserire Savage nella lista dei personaggi "poco desiderabili", che fà sì che il focoso conservatore possa entrare nel Regno Unito. Questa lista di persone ostili comprende anche noti estremisti islamici (inclusi terroristi di Hamas), neo-nazisti, un vecchio stregone del Ku Klux Klan e alcuni &lt;em&gt;skinhead &lt;/em&gt;russi colpevoli di aver ucciso più di dieci immigrati. Secondo funzionari britannici, Savage fa parte della lista per un solo motivo: per incitamento "all’odio" e alla "violenza fra comunità". Per qusto si tratta di una pericolo pubblico che dev’essere tenuto lontano dalle spiagge britanniche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il bando&amp;nbsp;contro Savage rappresenta un assalto frontale contro la libertà di parola. Nel “mondo nuovo”&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt; inglese, le parole di un ospite di &lt;em&gt;talk-show &lt;/em&gt;sono considerate alla stessa stregua dei&amp;nbsp;bombaroli suicidi e dei &lt;em&gt;gangster&lt;/em&gt;:&amp;nbsp;le idee devono essere messe fuorilegge e i crimini di coscienza soppressi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, non c’è ombra di prova che Savage abbia mai o anche solo una volta incitato all’odio o esortato alla violenza contro chicchessia:&amp;nbsp;le accuse in tal senso sono non solo prive di fondamento ma anche diffamatorie: si tratta di semplici bugie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per anni, l’odio dei gruppi &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;come Media Matters&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt; ha cercato di dipingere falsamente Savage e altri conservatori ospiti di trasmissioni radio (inclusa la vostra fedele radio) come virulenti neo-fascisti che sognano un regime di &lt;em&gt;apartheid &lt;/em&gt;di destra che prenda a calci donne, minoranze, omosessuali e musulmani. E questa&amp;nbsp;contorta e perversa caricatura propagandata dai sinistri è stata volontariamente “bevuta” dal governo inglese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Incapaci di vincere la battaglia delle idee, costoro ricorrono alla denigrazione e alla demonizzazione da quattro soldi. Lo scopo è delegittimare e criminalizzare chi pensa conservatore: oggi tocca a Savage, domani sarà il turno di Glenn Beck o di Sean Hannity&amp;nbsp;di essere inseriti nella lista dei nemici pubblici dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mettendo di proposito il nome di Savage a fianco di quello di assassini e di criminali, Londra gli ha dipinto un enorme bersaglio sulla schiena: estremisti islamici squilibrati potrebbero essere tentati di assassinarlo, pur di segnare un punto per il &lt;em&gt;jihad&lt;/em&gt;. Savage è un uomo braccato: delle &lt;em&gt;fatwa &lt;/em&gt;sono state emeses contro di lui:&amp;nbsp;è il Salman Rushdie dei nostri giorni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;a decisione di Cameron manifesta che la Gran Bretagna si è arresa all’ondata crescente dell’islam radicale. In alcune e-mail governative dell’anno scorso, si rivelava che funzionari britannici, legati all’ufficio di Brown, avevano già deciso di mettere Savage nell’elenco solo per "controbilanciare" l’alto numero di militanti musulmani. Lo scopo non era proteggere la Gran Bretagna, ma piuttosto si trattava di placare la sensibilità della sempre più forte e sempre più esigente comunità islamica del Paese. Savage è stato sacrificato sull’altare del multiculturalismo &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per molti membri dell’&lt;em&gt;establishment &lt;/em&gt;conservatore, Cameron è un modello per il GOP [Great Old Party, i repubblicani]. Ma è un secchione attraente, che ha trasformato il Partito Conservatore in un partito favorevole al &lt;em&gt;big-government&lt;/em&gt;, all’ambientalismo e al progressimo sociale. È un falso "centrista" che attrae donne, abitanti dei sobborghi e minoranze. Rappresenta il laburista &lt;em&gt;light&lt;/em&gt;, cioè&amp;nbsp;un “&lt;em&gt;tory&lt;/em&gt;” rosso che non ha la maldestra incompetenza di Brown. Cameron vuole iniettare altri miliardi nell’istruzione e nella sanità; sta chiedendo aumenti delle tasse per ridurre l’incredibile &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;inglese; rifiuta anche di prendere posizione contro la massiccia immigrazione illegale e contro la minaccia dell’islam politico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Ancor prima che mi venisse detto che i conservatori inglesi avrebbero mantenuto il bando nei miei confronti, sapevo che questo giorno sarebbe venuto»&lt;/em&gt;, ha detto Savage in una intervista. &lt;em&gt;«Apparentemente, in Inghilterra non vi è stato nulla&amp;nbsp;più di un cambiamento di manichino&amp;nbsp;nel reparto»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Savage ha ragione: Cameron è un falso conservatore, un coniglio sinistrorso mascherato da “thatcheriano” modernizzato. Il suo successo politico dovrebbe suonare come un avvertimento per i conservatori americani. Una socialdemocrazia all’europea porta alla creazione di un regime progressista permanente, dove il solo punto di scontro fra i due partiti maggiori non è se lo Stato-balia debba esistere, ma chi è più capace di governarlo. È un segnale pericoloso che molti strateghi repubblicani si stiano facendo araldi del genere di conservatorismo di Cameron.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dalla fine della Guerra Fredda, il GOP e il Partito Democratico si sono andati trasformando in una oligarchia statalista&amp;nbsp;basata sulle grandi &lt;em&gt;corporation&lt;/em&gt;&amp;nbsp;che si batte per le frontiere aperte e per il libero commercio. Il risultato è stato la graduale dissoluzione dell’America. Le nostre frontiere sono una piaga sanguinante; l’immigrazione incontrollata è sfrenata; la nostra infrastruttura industriale si riduce; le fabbriche e i posti di lavoro sono appaltati all’estero; la classe media e la classe operaia stanno affondando; la spesa pubblica è fuori controllo; il debito pubblico sta esplodendo; e interessi di parte dominano a Washington: l’America tradizionale sta morendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A differenza della maggior parte dei conservatori, Savage non è un globalista: è un nazionalista del tipo “sangue e terra”, che capisce che la salvezza dell’America riposa sul ritorno alle sue profonde radici giudeo-cristiane, allo Stato costituzionale, alla famiglia, alla fede e al patriottismo: non è disposto ad adatatrsi né alla globalizzazione economica, né ai miti del multiculturalismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ed è&amp;nbsp;questo il vero crimine: sia per la sinistra internazionalista,&amp;nbsp;sia per la destra globalista, le sue vedute tradizionaliste sono fuori moda e fuori del tempo e anche un tantino pericolose. In ultima analisi, ecco perché Cameron ha deciso di confermare il bando. E anche il motivo per cui la maggior parte dei repubblicani e dei conservatori mantiene un silenzio assordante: Savage non è uno dei loro. Ecco perché non alzeranno un ditto in sua difesa:&amp;nbsp;il suo roccioso nazionalismo non è il benvenuto nel GOP di oggi di Newt Gingrich, di Karl Rove e di Rush Limbaugh.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;[&lt;em&gt;Il fatto&lt;/em&gt;] &lt;em&gt;dovrebbe rappresentare una lezione per chiunque pensi che se i repubblicani vinceranno il prossimo novembre vi sarà un cambiamento reale»&lt;/em&gt;, ha detto Savage. &lt;em&gt;«Proprio come i conservatori inglesi che hanno continuato la politica fallimentare del sinistrorso Gordon Brown, la maggior parte dei repubblicani proseguirà nella stessa politica devastante che il [Presidente] Obama ha avviato»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Se ciò è vero, allora il Partito Repubblicano merita di finire nella spazzatura della storia. Il GOP dovrebbe insistere affinché il Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton faccia pressione su Londra perché revochi il bando. La libertà di parola e quella di espressione sono le pietre angolari della civiltà occidentale. Se non saranno difese, morranno di una morte lenta, altra vittima dell’inarrestabile marcia di conquista islamista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[1] &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;em&gt;Brave new world &lt;/em&gt;è il titolo originale del romanzo di Aldous Leonard Huxley (1894-1963) &lt;em&gt;Un mondo nuovo &lt;/em&gt;(trad. it., &lt;em&gt;Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo&lt;/em&gt;, traduzione di Lorenzo Gigli, Mondadori, Milano 1991), che immagina l’Inghilterra del futuro sotto un regime tecnocratico, totalitario e poliziesco (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;em&gt;Media matters &lt;/em&gt;è un sito web progressista che monitora i &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;americani (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;del 15 luglio 2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-1366446841923432751?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/1366446841923432751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/il-bando-dei-conservatori-contro-savage.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1366446841923432751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1366446841923432751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/il-bando-dei-conservatori-contro-savage.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TEBW23-whKI/AAAAAAAAAXY/Vrs9oGqD1oU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-8412403269417481337</id><published>2010-07-10T19:33:00.000+02:00</published><updated>2010-07-10T19:34:36.895+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;PERCHE' OBAMA E' CULTURALMENTE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;UN MUSULMANO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDirF0-wwzI/AAAAAAAAAXQ/HAt8MZof5AE/s1600/obamagrouphy6.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDirF0-wwzI/AAAAAAAAAXQ/HAt8MZof5AE/s320/obamagrouphy6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;l presidente Obama sta tradendo gli ebrei. Da un punto di vista culturale è un musulmano che, nella lotta per la vita o per la morte contro Israele, parteggia per il mondo islamico. A meno che gli ebrei americani non si sveglino e assumano una posizione franca contro la politica filoaraba e antiisraeliana di Obama, lo Stato ebraico si di fronte alla possibilità di una guerra nucleare e persino di un possibile annientamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama si è incontrato in settimana col Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L'obiettivo: riparare le crepe diplomatiche tra Washington e Gerusalemme. &lt;em&gt;«Il legame tra gli Stati Uniti e Israele è inscindibile»&lt;/em&gt;, ha detto Obama. &lt;em&gt;«Riguarda i nostri interessi di sicurezza nazionale, i nostri interessi strategici, ma, cosa ancora più importante, il legame fra due democrazie che condividono un insieme di valori comuni e i cui popoli sono cresciuti, col passare del tempo, sempre più stretti l'uno accanto all'altro»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non gli credete. Di fronte ai giornalisti, Obama può anche elogiare lo Stato di Israele. Ma, a sipario abbassato, sta vendendo gli ebrei “giù al fiume”, cioè a mani basse. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Secondo una notizia recente riferita da &lt;em&gt;World Tribune&lt;/em&gt;, un importante sito &lt;em&gt;web &lt;/em&gt;di &lt;em&gt;intelligence&lt;/em&gt;, funzionari governativi hanno assicurato alla famiglia reale saudita che Obama intende&amp;nbsp;far pressioni su Netanyahu perché accetti uno Stato palestinese, che comprenda la Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama, come molti nel mondo arabo, crede che la chiave perla pace in Medio Oriente stia nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Ma non è così. Piuttosto, una Palestina indipendente sarà come un picchetto islamico conficcato nel cuore dello Stato ebraico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il ritiro di Israele entro i confini precedenti al &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;1967 renderà Gerusalemme del tutto vulnerabile a un assalto militare. Gli arabi avranno i mezzi strategici per realizzare la loro ambizione di sempre dalla creazione Israele nel 1948: spazzare via gli Ebrei.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il regime democraticamente eletto di Hamas, che governa sulla Striscia di Gaza, invoca apertamente la distruzione degli ebrei. L'Autorità Palestinese nella Cisgiordania guidata dal presidente Mahmoud Abbas indottrina sistematicamente i palestinesi sul «malvagio Stato sionista».&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La televisione, le scuole e i &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;controllati dallo Stato, tutti predicano che Israele è uno Stato intrinsecamente «illegittimo», che&amp;nbsp;dev'essere «eliminato». La stragrande maggioranza dei palestinesi (e degli arabi) non vuole la pace: vuole la conquista.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lidea di due Stati in cui ebrei e palestinesi vivano fianco a fianco in coesistenza pacifica è un'illusione. Se i palestinesi abbandonassero le loro armi, sarebbe la pace. Se fossero gli israeliani ad abbandonare le loro, sarebbe il genocidio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La causa alla radice della violenza in Medio-Oriente non ha nulla a che vedere con il conflitto israelo-palestinese. Esso serve solo a distrarre l'attenzione, è una comoda scusa usata in maniera coerente dai despoti arabi per nascondere il vero morbo che affligge la regione: l’Islam radicale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fin dai suoi esordi, la civiltà islamica è stata in guerra coi suoi vicini. La fede musulmana si è diffusa attraverso i secoli con la spada e il &lt;em&gt;jihad&lt;/em&gt; violento, la guerra santa. Per questo durante il Medioevo cristiani ed ebrei sono stati trucidati ed espulsi dalle terre arabe. Per questo i turchi ottomani hanno invaso e conquistato la Spagna, il Portogallo, i Balcani e parte della Francia e dell’Italia, arrivando fino alle porte di Vienna.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per questo, al giorno d’oggi, i sauditi continuano a spendere miliardi di dollari per finanziare madrasse estremiste in tutto il mondo. Per questo gl’islamo-fascisti, come i talebani e Al Qaeda, sono alla ricerca di un califfato mondiale basato sulla legge della &lt;em&gt;sharia&lt;/em&gt;. Per questo i &lt;em&gt;mullah &lt;/em&gt;sciiti rivoluzionari dell’Iran sono in marcia verso il possesso della bomba atomica.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’islam politico è stato in guerra contro l’Occidente fin da principio, dapprima contro la cristianità e, ora, contro la sua variante secolarizzata moderna, la democrazia liberale. Non c’è via di scampo né per Israele, né per l’America. Gli islamisti disprezzano lo Stato ebraico, perché è il baluardo strategico dell’Occidente in Medio-Oriente. Un avamposto democratico in una regione caratterizzata da arretratezza economica, autoritarismo e da fanatismo religioso. Gli Stati Uniti sono il bastione del mondo libero e l’ultima grande potenza dell’Occidente. Ecco perché, per gli islamici radicali, queste due nazioni devono essere annientate. È una battaglia all’ultimo sangue e solo una delle due fazioni potrà ergersi vittoriosa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Malgrado tutte le sue manchevolezze (ed erano un bel po’), l’ex-presidente George W. Bush aveva compreso questa verità fondamentale. Ecco perché decise di combattere la guerra contro il terrorismo islamico ed è stato il &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;più filo-israeliano nella storia degli Stati Uniti. Aveva capito una semplice verità: la lotta d’Israele è la dell’Occidente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è l’anti-Bush. È virulentemente anti israeliano e paladino dell’&lt;em&gt;appeasement &lt;/em&gt;nei confronti dell’islam radicale. La ragione di ciò sta nel &lt;em&gt;background &lt;/em&gt;e nella visione del mondo obamiane, che lo rendono la persona meno adatta a continuare la guerra contro il terrorismo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In gioventù, Obama è stato allevato ed educato come un musulmano. Suo padre e il suo patrigno erano musulmani. Quando Obama frequentava una scuola cattolica in Indonesia era registrato come cittadino indonesiano e “musulmano”. Nelle scuole pubbliche era identificato come praticante l’islam. Con il nome di “Barry Soetoro” era obbligato a prendere lezioni di dottrina islamica quotidiane, a recitare preghiere, a studiare il Corano e a imparare l’arabo. I suoi vecchi compagni di classe e insegnanti lo ricordano come un musulmano devoto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per esempio, Rony Amir, un amico di infanzia del giovane "Barry", ha descritto Obama come &lt;em&gt;«un tempo del tutto devoto all’Islam»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;«All’epoca, lo invitavamo spesso nella camera di preghiera attigua alla casa»&lt;/em&gt;, ha detto Amir. &lt;em&gt;«Quando vestiva il &lt;/em&gt;sarong [un indumento che si indossa attorno alla vita in occasioni particolari o per cerimonie religiose]&lt;em&gt; sembrava davvero buffo&lt;/em&gt;».&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E la simpatia di Obama per la cultura islamica non&amp;nbsp;si limita agli anni della giovinezza. In un’intervista al &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;, Obama descriveva l’appello musulmano alla preghiera come &lt;em&gt;«uno dei suoni più belli che si possono ascoltare al tramonto sulla Terra»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Il &lt;em&gt;Times &lt;/em&gt;notava anche Obama recitava i primi versi dell’appello musulmano alla preghiera &lt;em&gt;«con un accento [arabo] ineccepibile»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Questi alcuni dei primi versi: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;«Allah è il Supremo!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Allah è il Supremo!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Allah è il Supremo!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Allah è il Supremo!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Testimonio che non c’è altro dio se non Allah&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Testimonio che non c’è altro dio se non Allah&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Testimonio che Maometto è il suo profeta…»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sostiene di essere un cristiano praticante. Eppure, non si può negare che il suo retaggio musulmano e il suo &lt;em&gt;background &lt;/em&gt;islamico influenzino i suoi pensieri e le sue azioni. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Culturalmente, è il primo Presidente musulmano d’America. Si rifiuta di ammettere che c’è una guerra contro il terrorismo islamistico; il suo consigliere per le attività di antiterrorismo, John Brennan, nega addirittura che il &lt;em&gt;jihad &lt;/em&gt;è un motore per l’estremismo musulmano; in pubblico critica aspramente Israele perché costruisce alloggi per ebrei a Gerusalemme Est; poi invita all’“impegno” e al “dialogo” con l’Iran; cerca un riavvicinamento con la Siria, facendo finta di non vedere i suoi rapporti con Teheran e con Hezbollah; sta spingendo le truppe statunitensi fuori dall’Iraq prima del tempo e imponendo regole d’ingaggio talmente paralizzanti, che la vittoria in Afghanistan è pressoché impossibile, e questo per paura che dei civili vengano uccisi e di “far infuriare” i musulmani; chiede che Gitmo [Guantanamo] sia chiusa e vuole che terroristi come Khalid Sheikh Mohammed, la mente dell’11 settembre, siano processati da tribunali civili;&amp;nbsp;ha ordinato che la missione “prioritaria” della NASA non sia l’esplorazione dello spazio, ma l’estensione al mondo islamico; infine abbraccia in maniera adamantina la causa dello Stato palestinese, sebbene ciò comporti un rischio mortale per Israele.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In breve, Obama cerca di coccolare il mondo islamico: il risultato è che l’Iran è a un passo dal procurarsi la bomba:&amp;nbsp;il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad – come tutti I fanatici – fa sul serio. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Ha giurato di ammazzare tutti gli ebrei d’Israele una volta per tutte.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama non ha la stoffa del grandioso pacificatore. Piuttosto è un ingenuo, sciocco sinistrorso che,&amp;nbsp;accecato dai suoi paraocchi ideologici, fa esattamente il gioco che da lui si aspettano i nemici dell’America dalle mani insanguinate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;['articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; l'8 luglio 2010].&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-8412403269417481337?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/8412403269417481337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/perche-obama-e-culturalmente-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8412403269417481337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8412403269417481337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/perche-obama-e-culturalmente-un.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDirF0-wwzI/AAAAAAAAAXQ/HAt8MZof5AE/s72-c/obamagrouphy6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-598550926863152542</id><published>2010-07-07T10:46:00.000+02:00</published><updated>2010-07-07T10:49:20.989+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CHI HA PERSO IN AFGHANISTAN?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDQ5iI0GPJI/AAAAAAAAAXI/CLhEF5TCzXw/s1600/kal-lex-Afgan-war-web.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: left; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="155" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDQ5iI0GPJI/AAAAAAAAAXI/CLhEF5TCzXw/s200/kal-lex-Afgan-war-web.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;America sta per incappare in una colossale disfatta in Afghanistan. Salvo un drastico mutamento di politica e di &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt;, gli Stati Uniti patiranno il più&amp;nbsp;catastrofico insuccesso militare della loro storia, che segnerà la fine dell’era americana e la perdita del loro &lt;em&gt;status &lt;/em&gt;di superpotenza agli occhi del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il presidente Obama ha correttamente esonerato il generale Stanley A. McChrystal dal comando in capo in Afghanistan. Nessun ufficiale, per quanto capace o alto in grado, deve permettersi di mancare pubblicamente di rispetto al suo capo civile, specialmente se si tratta del comandante in capo e del vice-presidente. Si tratta di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;un comportamento che demoralizza le truppe sul campo e veicola confusione fra il settore civile e quello militare dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il generale McChrystal ha dimostrato ben poco giudizio nel permettere a un &lt;em&gt;reporter &lt;/em&gt;della rivista &lt;em&gt;Rolling Stone &lt;/em&gt;di ottenere un accesso pressoché illimitato al la sua cerchia di collaboratori più interna. Ha permesso ai suoi aiutanti di spalancare la bocca davanti a un cronista anti-militarista di una rivista che fa parte della controcultura pacifista. Avrebbe dovuto sapere che così preparava un fiasco in ambito di pubbliche relazioni e uno scontro con la squadra incaricata della sicurezza nazionale di Obama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il vice-presidente Joseph R. Biden Jr. è stato schernito e l’ambasciatore americano in Afghanistan Karl W. Eikenberry deriso come un opportunista pronto ad accoltellarti alla schiena, mentre l’inviato speciale Usa nella zona, Richard Holbrooke, è stato definito un incompetente e il consigliere per la Sicurezza Nazionale James L. Jones chiamato "pagliaccio". Gli aiutanti di campo più vicini al generale McChrystal hanno rivelato altresì la delusione patita dal generale dopo i suoi primi incontri con Obama. Il primo della serie è stato solo l’occasione —&amp;nbsp;dieci minuti in tutto — per prendere fotografie; si dice poi che il generale abbia esternato che il presidente, in un altro &lt;em&gt;meeting &lt;/em&gt;di fronte agli alte sfere militari, era apparso "disimpegnato", nonché "imbarazzato e intimidito".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo può essere ben vero: ma aver detto tutto ciò in pubblico ha messo il generale McChrystal in una posizione insostenibile ma&amp;nbsp;inevitabile: le norme dell’etica militare impongono infatti che nessuno possa apertamente criticare i propri superiori, anche se questi si rendono ridicoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma le dimissioni forzate del generale McChrystal rivelano il fallimento radicale della &lt;em&gt;leadership &lt;/em&gt;bellica di Obama. Il generale McChrystal aveva votato per lui: era il successore designato dal presidente per guidare la campagna militare in Afghanistan; insieme a Obama il generale McChrystal aveva formulato e sottoscritto la strategia di controguerriglia che è ora in atto e aveva concordato sulle severe regole d’ingaggio, che impediscono ai nostri soldati di combattere efficacemente contro i talebani per paura di colpire i civili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In breve il generale McChrystal era l’uomo del presidente: il guerriero &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;desideroso di attuare il processo di &lt;em&gt;nation building &lt;/em&gt;e di conquistare i cuori e le menti della popolazione afghana. Egli aveva il compito di tradurre in pratica il modo di far la guerra postmoderno di Obama, cioè di trasformare le truppe americane in un corpo armato di pace: i soldati statunitensi non hanno cioè il compito di uccidere i terroristi e di bombardare i loro “santuari”, ma,&amp;nbsp;invece, d'impegnarsi a costruire strade, canali e impianti idrici, dando una mano con progetti di sviluppo economico e fraternizzando con i locali. Uno stile che si potrebbe chiamare "guerra attraverso i lavori socialmente utili".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel frattempo, la battaglia-chiave per la conquista di Marjah rimane aperta e la maggior offensiva della guerra, quella finalizzata alla presa della roccaforte talebana di Kandahar, è stata (di nuovo) posposta. Le perdite degli Stati Uniti e della Nato sono in forte crescita. Il presidente afghano Hamid Karzai non crede più che le forze statunitensi abbiano la volontà e la potenza sufficienti per vedere la fine della guerra: Karzai ha perso fiducia nell’America. Sta cercando di interrompere le trattative per la condivisione del potere con le fazioni talebane. Il potere e il prestigio degli Stati Uniti sono in declino non solo in Afghanistan, ma in tutta la regione. La frustrazione del generale McChrystal è un sintomo di grossolana incompetenza: la sua, ma, cosa ancor più importante, anche quella del presidente Obama e del suo &lt;em&gt;team&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;i quali sono incapaci di vincere la guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La nomina del generale David H. Petraeus al posto del precedente delegato al comando supremo in Afghanistan è un atto disperato. È l’ultima spiaggia di Obama, una scommessa disperata per salvare lo sforzo bellico cambiando l’uomo che ha invertito l’onda di sconfitta in Iraq. Ma è un tentativo destinato all’insuccesso. Obama sta cambiando le poltrone di coperta sul Titanic: ma, fregandosene di quello che fa il capitano, gli &lt;em&gt;iceberg &lt;/em&gt;jihadisti stanno per affondare la nave da battaglia americana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Afghanistan non è l’Iraq: è il "cimitero degl’imperi", una nazione dall’aspro terreno e pieno di svariati signori della guerra e di tribù, ideale per la guerra di guerriglia. La famosa Armata Rossa sovietica vi è stata schiacciata negli anni 1980. L'Inghilterra imperiale vi fu sconfitta, non una sola volta ma due, durante il XIX secolo. E la ragione è che entrambe furono attirate in una lunga guerra di logoramento:&amp;nbsp;alla fine, le montagne selvagge e primitive, le caverne e&amp;nbsp;i combattenti afghani sono riusciti a fiaccare forze di molto superiori, dissanguandole lentamente fino a ucciderle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’America sta ripetendo gli errori del passato. Il problema in Afghanistan non è di personale, ma di strategia. È irrilevante che sia il generale McChrystal o il generale Petraeus a condurre la guerra: si tratta di una strategia profondamente viziata in radice, che non dipendende da chi ne è responsabile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La decisione di Obama di annunciare l’inizio del ritiro delle truppe per il luglio del 2011 è il sigillo che la guerra non può essere vinta. I talebani stanno solo aspettando che l’America sia fuori dal territorio afghano; le loro forze militari stanno aumentando la portata degli attacchi, perché sanno che uccidendo un numero sempre più alto di soldati americani accelereranno il ritiro. Inoltre, il popolo afghano non ha incentivi a cooperare con le forze americane e della Nato perché sa che, una volta che l’occidente se ne sarà andato, saranno lasciati nelle peste. I talebani e al Qaeda non se ne andranno, ma gli &lt;em&gt;Yankee &lt;/em&gt;sì: e la ricompensa islamista per la collaborazione con gl’infedeli sarà rapida, brutale e senza misericordia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ancora, la decisione di non dispiegare massicciamente forze aeree e truppe di terra americane nel vicino Pakistan, specialmente nelle aree dove la frontiera è&amp;nbsp;porosa, cioè&amp;nbsp;nelle province lungo il confine nord-occidentale, ha garantito ai talebani un rifugio sicuro dal quale lanciare una prolungata campagna di guerriglia contro gli occidentali. Finché gl’insorti islamisti nonsaranno scacciati dal Pakistan, il conflitto in Afghanistan si protrarrà insensibilmente, senza scopo, tragicamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;l vicepresidente Biden ha annunciato che "molte truppe" "lasceranno" l’Afghanistan nell’estate del 2011. L’Amministration ha già, in sostanza, sventolato la bandiera bianca della resa. Gli Stati Uniti lasceranno l’Afghanistan da sconfitti, umiliati sulla scena mondiale come una "tigre di carta", come nazione incapace e che si autocommisera, non in grado di portare il peso della &lt;em&gt;leadership &lt;/em&gt;globale. La sconfitta americana in Afghanistan rappresenterà una vittoria storica delle forze del fascismo islamico, perché l’islam radicale avrà messo in ginocchio il gigante americano proprio nel luogo, l’Afghanistan, dove gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stati prefigurati e pianificati, e questo equivarrà alla morte del predominio americano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;del 24-6-2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-598550926863152542?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/598550926863152542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/chi-ha-perso-in-afghanistan-l-america.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/598550926863152542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/598550926863152542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/07/chi-ha-perso-in-afghanistan-l-america.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TDQ5iI0GPJI/AAAAAAAAAXI/CLhEF5TCzXw/s72-c/kal-lex-Afgan-war-web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-3237998973529104894</id><published>2010-06-21T10:33:00.000+02:00</published><updated>2010-06-21T10:33:11.807+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;LA CAPITOLAZIONE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;DELLA CAPITALE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TB8ehxJSOxI/AAAAAAAAAXA/VoKGWdINiBM/s1600/imagesCA39WX47.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TB8ehxJSOxI/AAAAAAAAAXA/VoKGWdINiBM/s320/imagesCA39WX47.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l Presidente Obama è diventato una calamità nazionale: i suoi quasi diciotto mesi di presidenza mostrano chiaramente la sua incapacità a ricoprire in maniera efficace la carica di capo del potere esecutivo del Paese. In breve, è un colossale fallimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si pensi a come ha affrontato la fuoriuscita di petrolio dall’impianto BP. Ha provato maldestramente ad aggiustare alla bell’e meglio la risposta del governo alla più grande catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti. Non era certo lui il responsabile dell’esplosione avvenuta presso l’impianto di trivellazione Deepwater Horizon, né dei milioni di barili di petrolio grezzo zampillanti dal fondo dell’oceano che hanno devastato le sponde del Golfo del Messico e il loro prezioso ecosistema.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua colpa sta nel non esser stato capace di contenere e ripulire la fuoriuscita. Obama è il presidente degli Stati Uniti. Suo dovere primario è quello di proteggere la nostra sicurezza nazionale, sia dai terroristi assassini, sia dalle tonnellate di liquame nero che decimano mestieri e mezzi di sostentamento dei cittadini della Gulf Coast. Invece di dichiarare lo stato di emergenza, nel “Giorno Uno” della crisi, Obama ha tentennato e&amp;nbsp;la sua intera amministrazione se ne è stata con le mani in mano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il Segretario alla Sicurezza Nazionale Janet Napolitano ha aspettato più di una settimana prima di chiamare la Marina e la Guardia Costiera, perché la Napolitano ha candidamente ammesso di non avere idea che la Marina era in possesso dell’equipaggiamento necessario a far fronte alla falla. Il compito di Obama dovrebbe consistere nel coordinare le varie forze che interagiscono per affrontare la crisi: ci sono invece volute settimane prima che all’ammiraglio Thad Allen della Guardia Costiera fossero finalmente dati i poteri e le responsabilità necessari e fosse individuata una catena di comando. Obama, inizialmente, aveva fatto affidamento sul fatto che la BP sarebbe riuscita a fare una cosa che invece toccava a lui, cioè bloccare la fuoriuscita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua risposta è stata tardiva e patetica. Sono passate settimane prima che Obama si recasse in visita nel Golfo, quasi che non potesse perdere tempo nell’affrontare una catastrofe ecologica sulle coste americane, impegnato com’è a&amp;nbsp;costruire l’utopia progressista. A un socialista visionario non può piacere il difficile compito del governare: non lo considera alla sua altezza:&amp;nbsp;che ci pensino i lacché della burocrazia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come se non bastasse, Obama ha aumentato l’entità del danno economico nel Golfo. La sua decisione di imporre una moratoria di sei mesi sui permessi per le trivellazioni in acque profonde costerà migliaia di posti di lavoro, farà aumentare i costi dell’energia prodotta in patria e aumenterà il fabbisogno di petrolio estero, specialmente di quello proveniente da "petrolstati" antiamericani come l’Arabia Saudita, la Russia e il Venezuela. Obama non è solo un incompetente, ma uno che fa un sacco di danni.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il governatore repubblicano della Louisiana Bobby Jindal ha giustamente osservato che il governo federale si è rifiutato di intraprendere un’azione decisa per contenere la fuoriuscita ed evitare che il liquame nero raggiungesse la costa: non si è fatto un uso adeguato dei macchinari di aspirazione più sofisticati;&amp;nbsp;si è deciso troppo tardi e a casaccio di&amp;nbsp;alzare quelle lunghe barriere di sabbia che erano invece di vitale importanza;&amp;nbsp;si è pensato di non mobilitare tutti i mezzi a disposizione della Marina e della Guardia Costiera, né si è voluto ricorrere agli efficaci macchinari di contenimento offerti da altri Paesi, come la Norvegia e gli Stati del Golfo Persico, con i quali si&amp;nbsp;era riusciti in passato ad arginare analoghe fuoriuscite di petrolio in acque alte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha piuttosto cercato di sfruttare l’incidente petrolifero della BP per accelerare i tempi di attuazione del suo programma radical-progressista ed espandere i poteri dello Stato-controllore. Egli ha strumentalizzato a fini politici la fuoriuscita di petrolio, applicando la regola di Saul Alinsky, il teorico della nuova sinistra degli anni 1960, sfruttando cioè un incidente per accelerare la distruzione del capitalismo, ovvero: crisi permanente al servizio della rivoluzione permanente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché, nel discorso teletrasmesso dall’Oval Office martedì scorso, Obama ha rilanciato l’appello per un “New Deal” verde, chiedendo che l’America smetta di fare affidamento sui combustibili fossili e si converta a un’economia fondata sull’“energia pulita”. Obama vuole 160 miliardi di dollari per finanziare una politica che promuova l'“industria verde”, cioè vuole attuare massicci incentivi governativi per stimolare l’uso di energia solare ed eolica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Spinge perché il Senato approvi leggi radicalmente innovative del tipo "&lt;em&gt;cap-and-trade", &lt;/em&gt;nonché&amp;nbsp;per istituire una tassa nazionale sull’energia e imporre alle imprese di porre un freno alle emissioni di anidride carbonica. Tutto ciò provocherà un aumento dei costi per l’energia — specialmente benzine e gas naturali — che costringerà i cittadini a ridurre drasticamente i consumi. E questo potrebbe mettere a rischio lo &lt;em&gt;standard &lt;/em&gt;di vita americano e rappresenterebbe inoltre la maggior estensione del potere statale della storia degli Stati Uniti,perché il governo inquadrerebbe e controllerebbe direttamente l’industria. Obama mira infatti a instaurare uno Stato assistenziale "verde" basato sulla pianificazione centralizzata e sui grandi apparati burocratici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il presidente sta conducendo un assalto frontale contro lo Stato di diritto e i tradizionali diritti di proprietà. La BP dovrebbe pagare l’intero costo dei danni della falla e delle operazioni di ripulitura, dal momento che il guaio l’ha fatto lei. La BP è anche responsabile delle profonde conseguenze economiche per la regione: la perdita del lavoro e dei mezzi di sostentamento di coloro che vivono di pesca, lo sconquasso nell’industria del turismo e il disastro delle comunità colpite. Il colosso petrolifero è pienamente responsabile e dovrebbe pagare fino all’ultimo spicciolo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma ottenere questo è compito dei tribunali: il processo giudiziario esiste proprio per questo. Obama, invece, sta procedendo in maniera illegale e inaudita: vuole costringere la BP a stanziare venti miliardi di dollari su un conto-deposito, che sarebbe amministrato da un funzionario nominato da lui e dovrebbe risarcire le vittime della fuoriuscita. La BP ha accettato di costituire questo fondo, spinta dall’enorme pressione politica: in altre parole&amp;nbsp;il colosso petrolifero ha capitolato dinanzi alla prepotenza furfantesca dell’amministrazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un comportamento del genere sarebbe più&amp;nbsp;degno di&amp;nbsp;un Vladimir Putin o&amp;nbsp;di un Hugo Chavez che non&amp;nbsp;di un presidente americano. Obama sta in sostanza conducendo un’operazione di razzia di beni privati di una società commerciale, perché un suo compare asservito a un’agenda politica possa elargire pagamenti, facendolo sembrare un &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;in carica. La BP e i suoi azionisti devono essere sacrificati sull’altare dell’immagine delle pubbliche relazioni di Obama. Ma questa non è &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt;: è totalitarismo strisciante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nessuna delle iniziative di Obama — il conto-deposito di venti miliardi di dollari, il divieto di trivellazione, la diffamazione di BP,&amp;nbsp;il &lt;em&gt;cap-and-tax &lt;/em&gt;sulle emissioni di gas, l’appello donchisciottesco all’uso di mulini a vento e di automobili a energia solare — farà la sola cosa necessaria e che gli era stata chiesta: turare la falla. In altre parole, Obama non è capace di risolvere il problema che ha per le mani, oppure non ha alcuna intenzione di farlo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel suo discorso del martedì sera, Obama ha praticamente ammesso di non sapere con precisione che cosa deve fare per risolvere nell’immediato il disastro dovuto alla falla petrolifera. Ha invitato, comunque, gli americani ad auspicare un non meglio precisato futuro che vedrà l’inverarsi di un’utopia verde. &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Anche se non possiamo esattamente a che cosa assomiglierà&lt;/em&gt; — ha detto —&lt;em&gt;, anche se non sappiamo precisamente come ci arriveremo: sappiamo solo che ci arriveremo»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Agli americani non interessano soporifere lezioni sull’energia pulita, quando le loro coste sono devastate,&amp;nbsp;la loro patria è sotto attacco,i suoi cittadini vivono una situazione disperata. Il presidente ha completamente mancato di raccogliere la sfida, perché è fuori della sua portata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; il 17-6-2010].&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-3237998973529104894?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/3237998973529104894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/la-capitolazione-della-capitale-i-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/3237998973529104894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/3237998973529104894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/la-capitolazione-della-capitale-i-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TB8ehxJSOxI/AAAAAAAAAXA/VoKGWdINiBM/s72-c/imagesCA39WX47.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-5204271642511848026</id><published>2010-06-14T16:53:00.000+02:00</published><updated>2010-06-14T16:53:47.598+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;UNA PRESIDENZA &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;DI SCARSA CLASSE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TBZBYBBG4GI/AAAAAAAAAW4/PqcU0WcgHYA/s1600/oil_spill_0002.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="143" qu="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TBZBYBBG4GI/AAAAAAAAAW4/PqcU0WcgHYA/s200/oil_spill_0002.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l presidente Obama ha ancora una volta svilito il suo ufficio di presidente. Oggetto di aspre critiche per l’inettitudine con la quale sta trattando il problema del pozzo petrolifero BP in avaria, Obama ricorre all’arma della volgarità, sperando così di apparire “tosto” al pubblico americano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In una recente intervista al &lt;em&gt;Today Show &lt;/em&gt;della NBC, Obama ha risposto alle critiche secondo le quali la sua azione contro la perdita di petrolio avrebbe dovuto essere più impegnata ed energica, dicendo: &lt;em&gt;«Sono stato laggiù un mese fa, prima che la maggior parte degli attuali chiacchieroni si fosse nemmeno accorta del Golfo (del Messico); e non me ne sto seduto a far niente: se parlo solo con gli esperti è perché mi trovo in un seminario accademico: questi signori teoricamente hanno le risposte migliori, quelle che mi indicano chi devo prendere a calci nel culo»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; È davvero così? Obama dovrebbe vergognarsi. I presidenti americani storicamente hanno spesso usato un linguaggio pepato, perfino un linguaggio blasfemo in discussioni private: Andrew Jackson, Harry Truman e Richard Nixon sono i più indiziati. Ma nelle dichiarazioni pubbliche, essi comprendevano che bisognava esprimere la dignità e il decoro dell’Oval Office. Tutti i presidenti hanno fatto così: fino a Obama.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La presidenza non è solo la carica più alta della nostra terra: essa contiene ed esprime altresì la volontà collettiva della democrazia americana. Obama occupa una posizione sacra e nobile, che gli è stata affidata dal popolo americano. I suoi commenti rivelano un completo disprezzo per la carica che egli ricopre. Il suo è un linguaggio da bandito di strada, che sta meglio in bocca a un attivista comunitario della parte sud di Chicago che non in bocca al leader del mondo libero. Ma il suo è solo il tentativo di assumere un atteggiamento politico che simuli una leadership di tipo decisionista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per settimane, Obama è stato messo sotto il torchio dai suoi alleati di sinistra affinché scatenasse il demagogo che è in lui nell’affrontare il problema del pozzo della BP nel Golfo del Messico. Volevano che mostrasse più empatia, passione e sdegno. Volevano che esprimesse maggiore solidarietà verso i pescatori, i piccoli imprenditori e la vita selvatica della regione. Invece il presidente, di fronte al peggior disastro ambientale nella storia americana, si è mostrato distaccato, disimpegnato e freddo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come una barca in avaria, persino molti dei suoi più decisi &lt;em&gt;supporter &lt;/em&gt;si sono voltati verso di lui, sorpresi. Maureen Dowd, Chris Matthews, Rachel Maddow, tutti questi personaggi della sinistra stanno accorgendosi con orrore che Obama è un incompetente. Il loro messia politico si sta rivelando un impostore. Invece che guidare l’America verso la terra promessa dei &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;, si sta schiantando contro le rocce della realtà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La pecca di fondo di Obama è che manca di ogni esperienza operativa. Non è capace di governare perché non ha mai dovuto farlo. Non ha mai gestito una impresa, una città o uno Stato. In effetti egli non ha mai gestito neppure un carretto di limonate. Tutta la sua vita adulta è stata spesa all’interno del mondo della burocrazia: è stato attivista di comunità, professore radicale o politico. È stato parte del segmento non produttivo della società, popolato di quei parassiti che vivono della ricchezza prodotta dal settore privato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Immerso nel socialismo multiculturale e in un virulento anti-americanismo, Obama disprezza di cuore il suo Paese: il suo sistema di libero mercato, la sua eredità giudeo-cristiana, il suo eccezionalismo storico. Obama è capace di fare una conferenza, di rimproverare e di scusarsi. In altri termini sa parlare ma non sa governare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama può amare dipingersi come il presidente dei calci nel culo, ma il solo culo che viene preso a calci è il suo. Il disastro del Golfo è diventato l’uragano Katrina di Obama, un momento rivelatore in cui rimangono fissati come nel cristallo l’impotenza e la debolezza del presidente di fronte a una vera catastrofe economica ed ecologica. La fanghiglia nera sta lambendo non solo sulle spiagge della Louisiana ma anche la presidenza di Obama, incatramando la sua credibilità e ricoprendo i numeri di coloro che lo approvano. Se non riesce a tappare una perdita di petrolio, come sarà capace di affrontare il dittatore nazista persiano dell’Iran, di tirar fuori l’America dalla sua Grande Recessione o di governare un sesto della sua economia tramite il sistema sanitario nazionalizzato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha cercato di politicizzare il caso del petrolio BP fin dall’inizio, deplorando tutti tranne se stesso. Ha chiesto di far fuori il Chief Executive Officer della BP Tony Hayward. Il Segretario agli Interni Ken Salazar si è vantato del fatto che l’amministrazione Obama avrebbe "tenuto il suo piede sul collo" della BP. Obama ha richiesto un’indagine criminale sulla condotta della BP, anche se non c’era prova, neppure un barlume, del fatto che l’esplosione al pozzo Deepwater Horizon fosse stato altro che un incidente. Ha imposto una moratoria sulle trivellazioni petrolifere a grandi profondità nel Golfo, il che ha solo contribuito a danneggiare ulteriormente l’economia locale. Ha cancellato i progetti di trivellazione sulla costa orientale e nel nord dell’Alaska.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il suo modo di agire farà impennare i costi della produzione nazionale di petrolio, portando alla perdita di migliaia di posti di lavoro in patria e accrescendo la nostra dipendenza dal petrolio straniero, facendo sicuramente sì che un maggior numero di dollari finisca per andare a sostenere “petrolstati” anti-americani e anti-occidentali come l’Arabia Saudita, la Russia e il Venezuela. In breve, Obama ha fatto di tutto tranne che contenere le perdite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per ironia della sorte, un problema ambientale, cioè un problema che tocca&amp;nbsp;un’area in cui si presume che la sinistra eccella, sta rivelando chiaramente che Obama è un incompetente. Invece di additare continuamente il proprio predecessore come colpevole, demonizzando i repubblicani e disonorando la sua carica con il turpiloquio, Obama farebbe meglio a elevarsi all’altezza della situazione e a offrire una guida coraggiosa al Paese. Ma il fatto che non vi riesca rivela che la sua consueta roboante retorica è poco più che il pistolotto immaginifico di un adolescente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L’articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washignton Times &lt;/em&gt;il 10-6-2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-5204271642511848026?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/5204271642511848026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/una-presidenza-di-scarsa-classe-i-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/5204271642511848026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/5204271642511848026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/una-presidenza-di-scarsa-classe-i-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TBZBYBBG4GI/AAAAAAAAAW4/PqcU0WcgHYA/s72-c/oil_spill_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-1763835753076707752</id><published>2010-06-06T10:52:00.000+02:00</published><updated>2010-06-06T10:54:24.545+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;LA GUERRA DI HOLLYWOOD&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CONTRO IL CRISTIANESIMO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAtgiOqxReI/AAAAAAAAAWw/MKqQmKfm39o/s1600/south_park.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: right; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAtgiOqxReI/AAAAAAAAAWw/MKqQmKfm39o/s320/south_park.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;ncora una volta, il fanatismo anticristiano sta alzando pericolosamente la cresta. L’emittente televisiva Comedy Central — del gruppo di cui fa parte anche MTV — sta preparando una nuova serie di cartoni animati chiamata &lt;em&gt;JC&lt;/em&gt;. La trama prevede che Gesù Cristo, allontanatosi dal padre solitario e noioso, vada a New York e incorra in avventure nella Grande Mela. Cristo verrà descritto come un furbacchione di città cinico e senza radici, esposto alle tentazioni e alle bizzarrie della vita urbana moderna. Avrà a che fare con prostitute e spacciatori. Lo si vedrà fare uso di marijuana e avere rapporti omosessuali. Massacrerà malviventi in scontri di strada, usando preferibilmente un machete. Cristo sembrerà &lt;em&gt;Pulp fiction&lt;/em&gt;, seppure in cartone animato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Hollywood chiama tutto questo “intrattenimento”, ma si tratta invece di faziosità anti-religiosa, cui i cristiani — e la gente di tutte le fedi — dovrebbero esigere che si ponga fine. &lt;em&gt;South park &lt;/em&gt;è un tentativo deliberato di schernire e d’insudiciare l’essenza del cristianesimo: la natura divina di Cristo. Il suo scopo è di degradare Gesù a una figura di oggi, impazzita di sesso, dall'agire permissivo e violento. Non è solo blasfemo, ma è anche moralmente ripugnante e culturalmente perverso. Svilisce e distorce completamente Cristo solo per qualche risata a buon mercato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non è la prima volta che Comedy Central dipinge Cristo in maniera malefica e deforme. Lo &lt;em&gt;show South Park &lt;/em&gt;ha ripetutamente mostrato Cristo nel più abietto dei modi: mentre guarda come un deficiente materiale pornografico in Internet; mentre si ferisce al collo in modo che il sangue schizzi copioso dappertutto; comportandosi come un guerriero &lt;em&gt;ninja&lt;/em&gt; assassino che uccide il Papa lanciandogli un pugnale che lo trancia in due; e defecando sull’ex Presidente George W. Bush e sulla bandiera americana. Contro il cristianesimo, per &lt;em&gt;South Park&lt;/em&gt; la stagione di caccia è sempre aperta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia, quando si tratta d’islam, Comedy Central tace: il profeta Muhammad non è mai stato preso in giro apertamente né messo in ridicolo per sfruttare l’effetto-sorpresa. Di fatto, l’emittente, per paura di offendere i musulmani, si autocensura. Per esempio, nell’episodio n. 200 di &lt;em&gt;South Park&lt;/em&gt;, i produttori avevano cercato raffigurare Muhammad vestito con una pelle d’orso, ma le proteste dei gruppi per i diritti dei musulmani li hanno costretti a tagliare la scena per loro offensiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo è un uso flagrante di due pesi e due misure: l’islam non può essere ridicolizzato o attaccato, ma il cristianesimo sì, spesso e volentieri. Gli ipocriti di Hollywood capiscono bene che Muhammad è &lt;em&gt;off-limits &lt;/em&gt;per un solo motivo: per la paura di una &lt;em&gt;fatwa&lt;/em&gt;, il decreto religioso islamico che autorizza l’assassinio di chiunque diffami l’immagine del profeta musulmano. I liberal di Hollywood sono dei codardi, che si accaniscono su Gesù perché sanno che i cristiani non reagiranno. Troppo spesso li vedono infatti guardare inerti mentre il loro Salvatore viene crocifisso culturalmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le nostre &lt;em&gt;élite &lt;/em&gt;progressiste continuano a ripetere, fino alla nausea, che l’islam è una “religione di pace”. Il fatto che vi siano milioni di estremisti islamici che abbraccino il &lt;em&gt;jihad &lt;/em&gt;e il terrorismo, usando il Corano come base teologica per la guerra santa contro l’Occidente, per la maggior parte dei &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;laicisti è irrilevante. Il loro dogma, il multiculturalismo, impone loro di negare questa fondamentale realtà. Ma essi, si sa, preferiscono le fantasie ideologiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La vera religione della pace è invece il cristianesimo: non ci sono in giro suore cattoliche che dirottano aerei facendoli schiantare contro edifici. Non ci sono pastori protestanti che si fissano al petto candelotti di dinamite e fanno saltare in aria uomini, donne e bambini musulmani innocenti. Non ci sono vescovi ortodossi che affermano autorevolmente che la Bibbia giustifica il massacro di non cristiani. In breve, il cristianesimo non mira a instaurare un impero mondiale con la spada: l’islam radicale sì.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mentre è precisamente la sottolineatura cristiana della non-violenza e della coesistenza religiosa pacifica che Hollywood sta sfruttando. I produttori di Comedy Central sono consapevoli di un fatto fondamentale: potranno deridere Gesù come e quando vogliono, poiché non c’è alcun &lt;em&gt;jihadista &lt;/em&gt;cristiano che li farà saltare in aria: è infatti facile e privo di rischi tirare colpi a casaccio — pateticamente — contro Cristo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In essenza, il progressismo laicista moderno si basa sull’odio nei confronti del cristianesimo. Per decenni, i &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;militanti hanno tentato di sradicare il nostro retaggio giudeo-cristiano dalla sfera pubblica. Bandendo le preghiere dalle scuole pubbliche, proibendo che nelle Corti di Giustizia venga esposta la Tavola dei Dieci Comandamenti — il reale fondamento della legge e dell’etica in Occidente —, legalizzando l’omicidio di massa tramite aborto di circa cinquanta milioni di bambini americani non nati, cercando di metter fine alle celebrazioni ufficiali del Natale e della Pasqua, facendo pressioni perché il comportamento omosessuale divenga moralmente accettabile e legalizzando il matrimonio fra persone dello stesso sesso: tutto questo è guerra culturale, una guerra in atto contro l’America profonda e sua tradizionale fede cristiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La cristianofobia è la forma di fanatismo oggi di moda. Hollywood fa da baluardo del fronte anticristiano. Si considerino film quali &lt;em&gt;Il codice Da Vinci &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Angeli e Demoni&lt;/em&gt;. Il loro messaggio di fondo è che la Chiesa Cattolica è un’istituzione primitiva, sinistra e superstiziosa, il cui perno è una gigantesca cospirazione tramata nel cuore stesso del cristianesimo: aver nascosto che Gesù non era celibe ma sposato e padre di numerosi figli. Non c’è uno straccio di prova a supporto di questa calunnia oltraggiosa, ma Hollywood spaccia tutto ciò per “arte” coraggiosa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I cristiani devono difendere con vigore la propria fede. Se Comedy Central vuole fare un &lt;em&gt;serial &lt;/em&gt;che descrive Cristo come un teppista di strada, è suo diritto farlo. Ma è pure diritto dei cristiani sentirsi offesi ed esprimere il proprio risentimento. La libertà di parola è un’arma a doppio taglio. I cristiani dovrebbero rendere noto che non solo boicotteranno tutti i programmi di Comedy Central, ma — cosa più importante — tutti i prodotti che essa pubblicizza. Le &lt;em&gt;corporation &lt;/em&gt;che hanno contratti pubblicitari con Comedy Central, infatti, stanno sponsorizzando, direttamente o indirettamente il fanatismo anticristiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tutto ciò non sarà più tollerato: i cristiani non staranno più zitti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; del 3 giugno 2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-1763835753076707752?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/1763835753076707752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/la-guerra-di-hollywood-contro-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1763835753076707752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1763835753076707752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/06/la-guerra-di-hollywood-contro-il.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAtgiOqxReI/AAAAAAAAAWw/MKqQmKfm39o/s72-c/south_park.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-6036580183767049960</id><published>2010-05-29T17:07:00.000+02:00</published><updated>2010-05-29T17:37:30.070+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;IL &lt;em&gt;WATERGATE&lt;/em&gt; DI OBAMA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAEoNQL1tfI/AAAAAAAAAWk/RYZumDRhDF8/s1600/Nixon_resignes.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAEoNQL1tfI/AAAAAAAAAWk/RYZumDRhDF8/s320/Nixon_resignes.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;a Casa Bianca è alle prese con un grosso scandalo, uno scandalo che minaccia di disarcionare Obama dalla presidenza. Uno scandalo che potrebbe diventare il suo &lt;em&gt;Watergate&lt;/em&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1].&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’uomo al centro della tempesta politica che si sta avvicinando è il deputato Joe Sestak, democratico della Pennsylvania. Questa settimana ha confermato la sua accusa secondo cui un autorevole funzionario della Casa Bianca gli avrebbe offerto un posto di alto livello in cambio del suo ritiro dalle elezioni primarie del partito democratico per il Senato. È ampiamente noto che la posizione offerta fosse quella di segretario alla Marina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sestak era in gara con il senatore Arlen Specter, fortemente supportato da Obama. Specter aveva abbandonato il &lt;em&gt;Great Old Party &lt;/em&gt;(GOP), i repubblicani, l’anno scorso, consentendo ai democratici di superare la soglia di sessanta voti, cioè la maggioranza richiesta per bloccare qualunque tentativo ostruzionistico in Senato. A Washington niente si fa per niente. Quello di Specter era sicuramente un “quid&lt;em&gt; pro quo&lt;/em&gt;”: io cambio partito, ma niente concorrenti alle primarie. La Casa Bianca si è prestata gentilmente allo scambio, sforzandosi di fare a Sestak una proposta indeclinabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma in realtà Sestak l’ha rifiutata e, ironia della sorte, è riuscito a sconfiggere il candidato dell’&lt;em&gt;establishment &lt;/em&gt;Specter.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Casa Bianca è adesso in cattive acque. O Sestak mente, il che significa che è inadatto a rappresentare il popolo della Pennsylvania, oppure dice la verità, cioè che la Casa Bianca gli ha offerto una posizione di alto livello. Sestak ha raccontato&amp;nbsp;senza contraddirsi la medesima storia per mesi: non ha motivo di mentire. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Se quanto riferito è vero — e credo che lo sia —, allora l’amministrazione Obama ha commesso un grave illecito, rendendo la Casa Bianca&amp;nbsp;autrice di "&lt;em&gt;high crimes and misdemeanors&lt;/em&gt;"&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;, cioè di illeciti puniti con la destituzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’offerta di un posto di lavoro fatta a Sestak non solo è immorale ma anche illegale. Cercare di corrompere un pubblico funzionario attraverso un&amp;nbsp;lavoro o usare metodi analoghi nel tentativo d’interferire in o di manipolare pubblicamente una elezione è un crimine federale, punito con un massimo di un anno di reclusione. La Casa Bianca ha visibilmente commesso parecchi illeciti a base di corruzione e di collusione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il deputato Darrell Issa, repubblicano della California e membro autorevole del Comitato di Controllo della Camera e di Riforma del Governo ha chiesto a un pubblico ministero speciale d’indagare sulle accuse di Sestak.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Issa ha detto: &lt;em&gt;"Il deputato Sestak ha continuato a ripetere la stessa storia tutte le volte che gli è stato richiesto, senza variazioni rispetto alla versione originale"&lt;/em&gt;. E ancora: &lt;em&gt;"La Casa Bianca ha invece ritenuto con arroganza e a torto che le riuscisse di scopar via lo sporco nascondendolo sotto il tappeto"&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I repubblicani non dovrebbero chiedere solo un’inchiesta indipendente, ma dovrebbero incentrare sulla questione la loro campagna per le elezioni del prossimo novembre. Il GOP dovrebbe sottolineare con insistenza che, qualora riconquistasse il controllo della Camera e del Senato, porterebbe avanti questa controversia senz’altro fino alle procedure d’&lt;em&gt;impeachment&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo scandalo Sestak è l'emblem dell’arroganza e della corruzione che regnano nella Casa Bianca di Obama. Lo “stile Chicago” è arrivato a Washington. Obama si è circondato di squallidi &lt;em&gt;gangster&lt;/em&gt;, a partire dal capo del suo &lt;em&gt;staff &lt;/em&gt;Rahm Emanuel e dal consigliere politico David Axelrod: due “&lt;em&gt;Chicago boys&lt;/em&gt;” che pensano che la politica sia&amp;nbsp;blindare e&amp;nbsp;mantenere il potere. Per costoro, il fine giustifica i mezzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La squadra di Obama si è impegnata in un’azione di corruzione senza precedenti pur di attuare pezzi importanti del programma socialista del presidente. Per esempio, durante il dibattito sul servizio sanitario, ha usato miliardi di dollari del contribuente, in un contesto di collusione, per comprare i voti dei congressisti. Il “&lt;em&gt;Louisiana Purchase&lt;/em&gt;”&lt;span style="color: #990000;"&gt;[3]&lt;/span&gt;, il “&lt;em&gt;Cornhusker Kickback&lt;/em&gt;”&lt;span style="color: #990000;"&gt;[4]&lt;/span&gt;, l’offerta di una poltrona di giudice al fratello del deputato democratico Jim Matheson dello Utah, il far convergere fondi federali su progetti locali, come la costruzione di aeroporti “in onore” del deputato democratico Bart Stupak nel suo distretto elettorale del Michigan: tutte queste iniziative sono un colossale imbroglio nei confronti del popolo americano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta costruendo cleptocrazia progressista fatta di corruzione trabordante al servizio del liberalismo statalista, uno Stato di canaglie al servizio dello Stato-balia. Offrire un posto di alto livello per impedire a un congressista di sfidare un senatore in carica non è un atto degno di una amministrazione che si fonda nello Stato di diritto e nella democrazia costituzionale: pare piuttosto un atto da regime gangsteristico del Terzo Mondo, che crede di essere al di sopra della legge e che pensa che ogni funzionario pubblico abbia un prezzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo la promessa di presiedere la più "trasparente" amministrazione della storia americana, Obama sta disperatamente cercando di bloccare il crescente interesse dei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;allo scandalo. Il suo portavoce Robert Gibbs assicura che gli avvocati della Casa Bianca hanno verificato le chiamate telefoniche e che “nulla di inappropriato” vi sarebbe contenuto. Gibbs pretende che gli crediamo sulla parola. Ma questo non solo è arroganza: è una copertura. Se non è accaduto nulla d’improprio, allora perché la Casa Bianca non divulga tutti i dettagli delle conversazioni?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La domanda cruciale è: chi, nella Casa Bianca di Obama ha avvicinato Sestak? È pressoché impossibile che una proposta di tali dimensioni, specialmente quella di una posizione a livello di gabinetto come il segretariato alla Marina, sia sta formulata senza che ciò venisse a conoscenza del presidente e avesse il suo assenso. Obama sapeva? e quando ha saputo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In essenza, il &lt;em&gt;Watergate &lt;/em&gt;fu uno scandalo provocato dalla criminosità e dall’abuso di potere che pervadevano la Casa Bianca di Nixon: e alla fine ha distrutto l’amministrazione di Richard Nixon.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo scandalo Sestak è il &lt;em&gt;Watergate &lt;/em&gt;di Obama, un cancro politico destinato a divorare lentamente la sua presidenza. Prima consumerà gli "uomini del presidente", perché stanno cercando disperatamente di contenere il danno e molti potranno anche cadere sotto le loro lame. Ma questo cancro minaccia di diffondersi in breve al vertice, reclamando Obama come suo genitore e vittima ultima.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; del 27-5-2010]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Note&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt; Lo scandalo “Watergate” — un &lt;em&gt;residence &lt;/em&gt;di Washington che ospitava il quartier generale elettorale del Partito Democratico — scoppiò nel 1972 e portò all’&lt;em&gt;impeachment&lt;/em&gt; e poi alle dimissioni dell'allora Presidente repubblicano degli Stati Uniti Richard Nixon (1913-1994), accusato di aver usato i servizi segreti per spiare l’avversario politico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt; La frase è contenuta nella IV sezione del II Articolo della Costituzione americana, che recita: &lt;em&gt;"Il Presidente, il Vice Presidente e tutti i funzionari civili degli Stati Uniti, saranno rimossi dai loro uffici se incriminati e dichiarati colpevoli di tradimento, corruzione o altri alti (gravi) crimini e malefatte"&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[3]&lt;/span&gt; L’acquisto di voti di deputati della Louisiana; l’ironia sta nell’usare l’identica terminologia con cui si denomina l’acquisto del territorio della L. dalla Francia di Napoleone nel 1804. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[4]&lt;/span&gt; Noto anche come “&lt;em&gt;Nebraska Compromise&lt;/em&gt;” è uno scambio proposto nel dicembre del 2009 dal &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;della maggioranza democratica al Senato americano Harry Reid al senatore democratico del Nebraska Ben Nelson al fine di assicurarsi il suo voto a favore del disegno di legge "Patient Protection and Affordable Care Act", voto che avrebbe fornito ai democratici i sessanta voti richiesti per bloccare l’ostruzionismo repubblicano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-6036580183767049960?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/6036580183767049960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/il-watergate-di-obama-l-casa-bianca-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6036580183767049960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6036580183767049960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/il-watergate-di-obama-l-casa-bianca-e.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/TAEoNQL1tfI/AAAAAAAAAWk/RYZumDRhDF8/s72-c/Nixon_resignes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-5478136909525352838</id><published>2010-05-23T10:21:00.000+02:00</published><updated>2010-05-24T10:31:36.268+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_jlZ9YJocI/AAAAAAAAAWM/gL20MkISa1s/s1600/imagesCA43P2JX.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="120" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_jlZ9YJocI/AAAAAAAAAWM/gL20MkISa1s/s200/imagesCA43P2JX.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;OBAMA IL PACIFICATORE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Iran è in marcia. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ancora una volta sfidato l’Occidente e il presidente Obama nel&amp;nbsp;suo piano per acquisire armi nucleari. L’uomo forte&amp;nbsp;fascista persiano è a pochi passi dal dotare di armi nucleari il suo regime rivoluzionario sciita al fine di distruggere Israele e di ricattare l’Occidente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In settimana, l’Iran ha sottoscritto un importante accordo nucleare con la Turchia e con il Brasile che autorizza Teheran a tenere in deposito le sue scorte di uranio a basso arricchimento in un Paese terzo in cambio del 20% di uranio arricchito che&amp;nbsp;andrà ad alimentare un reattore destinato alla ricerca medica. L’accordo è molto simile a quello offerto dall’amministrazione Obama in ottobre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Anche se c’è una differenza cruciale: avendo fatto grossi passi avanti nella possibilità di dotarsi di uranio arricchito, l'Iran ha scorte nucleari a sufficienza per costruirsi una bomba. In altre parole l’accordo dà all’Iran la copertura diplomatica necessaria a sostenere di stare collaborando con la comunità internazionale mentre, ciononostante, sta perseguendo le sue ambizioni nucleari.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ahmadinejad ha ancora una volta manipolato Obama. Il dittatore nazi-persiano si è mostrato più scaltro e più muscoloso delle colombe della sinistra transnazionale. Sul programma nucleare iraniano è riuscito a dividere l’opinione pubblica mondiale. Invece che isolarsi sempre più diplomaticamente, l’Iran sta attirando dalla sua parte Paesi tradizionalmente alleati degli Stati Uniti come la Turchia e il Brasile. La politica d'impegno diplomatico di Obama ha fallito miseramente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La reazione del Segretario di Stato&amp;nbsp;Hillary Clinton è stata quella di fare ulteriori pressioni perché l’ONU approvi un piano di sanzioni contro l’Iran. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;L’Amministrazione si vanta di avere conquistato l’appoggio di Cina e Russia. Resta il fatto che quelle sanzioni sono per lo più simboliche: una dimostrazione dell’unità delle grandi potenze contro la spinta di Teheran per procurarsi la bomba. Ma non mostra abbastanza i denti&amp;nbsp;da convincere i &lt;em&gt;mullah &lt;/em&gt;irariani ad abbandonare i loro programmi nucleari. È il trionfo dell’apparenza sulla sostanza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel corso degli ultimi sedici mesi, la politica estera di Obama è stata all’insegna della diplomazia del nucleare. A differenza del “&lt;em&gt;cowboy &lt;/em&gt;unilateralista”, l’ex presidente George W. Bush, Obama ha auspicato di assicurare la pace al mondo mediante&amp;nbsp;la diplomazia del multilateralismo. L’amministrazione Obama aveva promesso che l'uso del “potere morbido” — negoziati e pressioni di natura economica — avrebbe tenuto l’Iran a bada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché Obama ha diminuito il sostegno dell’America al movimento dissidente democratico iraniano che ha messo in discussione l'esito fraudolento delle elezioni dell’anno scorso e si rifiuta di condannare lo Stato islamico di polizia di Teheran. La sua mano è rimasta tesa, nonostante Ahmadinejad lo abbia pubblicamente e costantemente criticato fino allo scherno in pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha sacrificato i diritti umani e la promozione della democrazia sull’altare dell'&lt;em&gt;appeasement&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il risultato è un Iran ancora più forte. La mossa diplomatica di Obama sta conducendo a un disastro geopolitico. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Negli ultimi sedici mesi l’Iran ha triplicato le scorte di uranio arricchito. Ha acquistato&amp;nbsp;componenti-chiave per le armi nucleari come i meccanismi d'innesco di una bomba. Ha acquisito la capacità di sviluppare in maniera autosufficiente un sistema di missili nucleari. Sta costruendo sottobanco un numero sempre maggiore di impianti nucleari. Ha rinforzato la sua presa su Hamas e su Hezbollah e ha trasformato il sud del Libano in uno mini-Stato controllato da Hezbollah. Ha fatto della Siria una sorta di vassallo politico. Aiuta i talebani in Afghanistan. Si sta ritgliando una sfera di influenza in Iraq. Sta&amp;nbsp;costruendo un’alleanza anti-americana con il Venezuela di Hugo Chavez. In breve, il vuoto di potere statunitense in Medio Oriente è riempito dal radicalismo islamico espansionista di Teheran.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ahmadinejad è l’Hitler del nostro tempo. Il tiranno nazi-persiano è uno sciita rivoluzionario che vuole instaurare un impero musulmano mondiale. Il suo obiettivo confessato è di favorire, facendogli da apripista, la venuta del messia islamico, il cosiddetto “Imam nascosto” che arriverà solamente quando la Terra sarà consumata in “una grande palla di fuoco”.&amp;nbsp;E&amp;nbsp;sarà il fuoco dell’Armageddon nucleare. Per Ahmadinejad, l’Iran deve ottenere la bomba al fine di garantire la vittoria finale dei musulmani sugli infedeli. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché ha auspicato la “cancellazione di Israele dalle carte geografiche”. Per la stessa ragione&amp;nbsp;invoca la distruzione dell’Occidente e specialmente del suo paladino più forte, l’America. Ahmadinejad non è un tradizionale imperialista persiano, e nemmeno un dittatore mediorientale di vecchio stampo: è un pazzo apocalittico, che vuole diffondere la &lt;em&gt;sharia &lt;/em&gt;sui “cadaveri imputriditi” degli ebrei e dei cristiani. Il suo regime costituisce una minaccia mortale per il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama si è rivelato un pasticcione proprio con la più seria delle sfide di politica estera che si è trovato ad affrontare da quando ha assunto l’incarico. Il tempo per la diplomazia è finito. Solo l'azione militare ora può fermare Ahmadinejad. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; il 21-5-2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-5478136909525352838?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/5478136909525352838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/obama-il-pacificatore-l-iran-e-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/5478136909525352838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/5478136909525352838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/obama-il-pacificatore-l-iran-e-in.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_jlZ9YJocI/AAAAAAAAAWM/gL20MkISa1s/s72-c/imagesCA43P2JX.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-4996856526330627144</id><published>2010-05-16T19:37:00.000+02:00</published><updated>2010-05-23T10:26:43.548+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;OBAMA, IL DISTRUTTORE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_gUfo9pNiI/AAAAAAAAAWE/QP3oNaVLBcc/s1600/Kagan.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="133" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_gUfo9pNiI/AAAAAAAAAWE/QP3oNaVLBcc/s200/Kagan.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;l Presidente Obama sta rivoluzionando la Corte Suprema. La sua recente nomina all’Alta Corte del procuratore generale Elena Kagan è quella di una sinistrorsa radicale in linea con il programma di trasformazione socialista di Obama: la Kagan infatti non è un membro della Corte indipendente e autorevole, bensì solo un clone ideologico di Obama. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Corte Suprema è il corpo giurisprudenziale più elevato della nazione. Esso rappresenta il vertice di un potere separato dello Stato incaricato di svolgere il ruolo-chiave di meccanismo di controllo reciproco dei poteri esecutivo e legislativo. Il funzionamento di una democrazia fondata sullo Stato di diritto dipende da una magistratura indipendente e in special modo dall’esistenza di un’assise suprema immune dalle grinfie corrosive del potere politico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché i dittatori e gli autocrati socialisti cercano spesso di controllare la corte suprema del loro Paese: imponendo la loro volontà all’alta corte possono piegare il potere giudiziario nazionale al loro dominio. Dominare l’alta corte significa rimuovere uno dei maggiori baluardi istituzionali per consolidare il proprio potere sullo Stato. Ecco perché, i nostri Padri Fondatori ritenevano che i membri della Corte Suprema dovessero essere individui della massima intelligenza, carattere, integrità morale, indipendenza politica, equanimità. Essi non sono e non dovrebbero mai essere mercenari di parte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La signora Kagan è inadatta a sedere nell’alta corte: è un funzionario di apparato incompetente, il cui unico fine è di far progredire ciecamente il progressismo rivoluzionario di Obama. Non possiede alcuna esperienza giudiziaria: non è stata giudice nemmeno una volta. Il suo bagaglio di&amp;nbsp;processi affrontati è misero. Non è né un avvocato completo, né un giurista: non è certo&amp;nbsp;un nuovo Oliver Wendell Holmes&lt;span style="color: #660000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I suoi apologeti &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;sostengono che la Kagan ha una mentalità giuridica di prim’ordine. È un’accademica, è stata rettore della Harvard Law School: il che si pretende basti a qualificarla&amp;nbsp;come membro della Corte Suprema. Ma non è così: a differenza di altri costituzionalisti, la Kagan non ha scritto un solo libro. La sua bibliografia è limitata e superficiale. Al di là di parecchi articoli e recensioni, non ha prodotto alcunché di significativo: è un mediocre burocrate, che si è segnalata per lo più nell’arrampicarsi sul palo scivoloso della politica accademica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, la Kagan è stata un amministratore corrotto, che ha chiuso un occhio sui plagi attuati da importanti membri della facoltà di Harvard. Di fronte alla prova schiacciante che gli studiosi Laurence Tribe e Charles Ogletree — due dei &lt;em&gt;leader liberal &lt;/em&gt;del &lt;em&gt;campus &lt;/em&gt;— avevano estratto parola per parola materiali dagli scritti di altri autori, si è limitata in concreto a dar loro una punizione simbolica. Se uno studente avesse commesso lo stesso illecito, sarebbe stato giustamente sospeso o espulso. La Kagan ha avallato che esista un sistema a due livelli: delle regole valide per gli accademici di sinistra e delle altre per il corpo studentesco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In qualità di rettore ha impedito l’accesso al &lt;em&gt;campus &lt;/em&gt;ai propagandisti militari. Ragione: era contraria alla politica del “non domandarlo, non dirlo” applicata nei confronti degli omosessuali nell’esercito. La sua opposizione attiva al reclutamento militare è avvenuta in tempo di guerra, quando le truppe americane stavano combattendo e morendo in Iraq e in Afghanistan e avevano bisogno di ogni soldato e ufficiale utile. Ma il liberalismo dogmatico della Kagan s'è infischiato del patriottismo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La vera e unica ragione per la quale la Kagan è stata prescelta è che si tratta di una ideologa faziosa. Ha lavorato come assistente politico nell’Amministrazione Clinton. È il procuratore generale di Obama, che discute davanti alla Corte Suprema i processi in cui è coinvolto il governo: aborto, diritti dei &lt;em&gt;gay&lt;/em&gt;, “&lt;em&gt;affirmative action&lt;/em&gt;”&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;, preghiera a scuola, guerra al terrore, legittimità costituzionale dell’Obamacare: la Kagan seguirà la linea di Obama in ogni frangente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Kagan non è semplicemente una &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;tradizionale. Come il suo capo Obama, è una che si sforza di costruire uno Stato socialista all’europea. È anti-capitalista, nella sua tesi di laurea ha tessuto le glorie delle agitazioni socialiste avvenute in America nella prima parte del XX secolo, in cui si confermava che la sua meta finale è il rifiuto del libero mercato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; È anche una strenua sostenitrice delle leggi anti-discriminazione all’europea. In un articolo del 1996 nella &lt;em&gt;University of Chicago Law Review&lt;/em&gt;, la Kagan ha fatto appello alla “normalizzazione della parola”. Sulle orme della sinistra europea, ha fatto chiesto al governo di limitare o proibire i discorsi che possano provocare "danno" sia direttamente, sia incitando altri a commettere atti di violenza. In altre parole, vuole che sia dato alle classi protette, cioè a &lt;em&gt;gay &lt;/em&gt;e lesbiche, mussulmani, minoranze, donne, uno &lt;em&gt;status &lt;/em&gt;privilegiato limitativo del diritto alla libertà di parola. Queste leggi contro l’incitazione all’odio sono state finora usate per delegittimare e per criminalizzare le opinioni conservatrici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nello stesso articolo, la Kagan sostiene&amp;nbsp;pure che il governo ha il "diritto" di "razionalizzare" la "sovrabbondanza di idee" che c’è nel mercato. In altri termini, se c’è un’idea che all’&lt;em&gt;élite liberal &lt;/em&gt;al governo non piace, allora il dibattito a riguardo può essere "normalizzato" per garantire una maggiore equità. E in questo si sente l'eco di quel&amp;nbsp;disegno a lungo covato dalla sinistra di abbattere il predominio dei conservatori nei &lt;em&gt;talk show&amp;nbsp;&lt;/em&gt;radiofonici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il liberalismo occidentale sta slittando verso la tirannia multiculturale. In Europa, il totalitarismo morbido sta diventando una realtà. Il cristianesimo viene epurato dallo spazio pubblico; le opinioni autenticamente conservatrici sono emarginate; lo statalismo si è radicato. E il Cavallo di Troia di questa aggressione alla libertà dell’uomo sono le cosiddette leggi contro l’incitamento all’odio. Usando una magistratura “imperialista”, gli attivisti di sinistra si stanno impegnando in un esperimento d’ingegneria sociale di massa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo stesso sta accadendo in America. Se la Kagan sarà confermata, Obama farà&amp;nbsp;un altro passo verso la riforma della Corte Suprema a sua immagine. La sua prima nomina, il giudice Sonia Sotomayor, la "saggia latina", è ai già suoi comandi: la Kagan lo sarà prossimamente. Obama ci sta lentamente trasformando in una Europa. Quando avrà conquistato nella Corte Suprema la maggioranza dei giudici, la sua rivoluzione sarà completa. E l’America tradizionale non esisterà più. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Trebuchet MS;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;il 14-5-2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Note&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Oliver Wendell Holmes, Jr. (1841-1935)&amp;nbsp;è stato&amp;nbsp;un celebre giurista americano, membro della Suprema Corte dal 1902 al 1932.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; L’&lt;em&gt;affirmative action &lt;/em&gt;è uno strumento politico che mira a ristabilire e promuovere principi di equità razziale, etnica, sessuale e sociale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-4996856526330627144?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/4996856526330627144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/obama-il-distruttore-i-l-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4996856526330627144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4996856526330627144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/obama-il-distruttore-i-l-presidente.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S_gUfo9pNiI/AAAAAAAAAWE/QP3oNaVLBcc/s72-c/Kagan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-8482721815570097696</id><published>2010-05-10T10:59:00.000+02:00</published><updated>2010-05-10T10:59:59.290+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;LA PSICOSI DI OBAMA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-fJQrTLI6I/AAAAAAAAAVs/GUZA5SN4UHw/s1600/times-square-car-bomb-nyha1jpg-fc7eb0267533fbad_large.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="131" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-fJQrTLI6I/AAAAAAAAAVs/GUZA5SN4UHw/s200/times-square-car-bomb-nyha1jpg-fc7eb0267533fbad_large.jpg" tt="true" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l Presidente Obama è in lotta con la realtà: questo è il problema centrale della sua presidenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’arresto del sospetto terrorista di Times Square Faisal Shahzad viene celebrato dai &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;dell’&lt;em&gt;establishment &lt;/em&gt;progressista come un trionfo dell’amministrazione Obama: è stata infatti impedita un’atrocità terroristica; Shahzad è stato catturato prima che il suo aereo potesse decollare per Dubai. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma le colonne dei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;non tengono conto di un fatto sostanziale: siamo stati fortunati. La sola ragione per cui l’autobomba di Shahzad non è scoppiata nel cuore di Manhattan-centro durante un trafficato sabato sera è stata l’imperizia dell’attentatore: il detonatore non ha funzionato come doveva. Altrimenti, vi erano tutti i requisiti — il Pathfinder parcheggiato in una posizione strategica, le bombole di gas, le latte di propano e fertilizzante — per la riuscita di un mortale attentato &lt;em&gt;jihadista &lt;/em&gt;inteso a provocare quante più vittime possibile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ciò è inaccettabile: l’attentato esplosivo rivela ancora una volta l’incapacità di Obama di proteggere l’America dal terrorismo islamistico. Durante il suo mandato sono aumentati gli assalti terroristici e i mancati attentati sul suolo americano. Gli estremisti musulmani hanno preso di mira sinagoghe a New York ed edifici federali a Dallas; nel settembre scorso è stato sventato un piano per far esplodere una bomba nella sotterranea di New York; in novembre il massacro di Fort Hood ha provocato l’uccisione di tredici militari in servizio. La vigilia di Natale quello che è stato chiamato “il terrorista delle mutande” è arrivato a un pelo dal far saltare un volo della United Airlines in avvicinamento a Detroit. Ciascuno di questi atti, che sia abortito o meno, rappresenta un palese ripudio della politica di &lt;em&gt;appeasement &lt;/em&gt;di Obama. Invece di inaugurare una nuova era di pace e di coesistenza, la distensione multiculturale sta incoraggiando le forze del &lt;em&gt;jihad &lt;/em&gt;globale: i vari Shahzad in giro per il mondo avvertono giustamente la debolezza americana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al cuore della dottrina Obama sta l’illusione che non esista una guerra contro il terrore. Secondo Obama e l’&lt;em&gt;élite liberal&lt;/em&gt;, il fascismo islamico è un parto della fervida immaginazione di George W. Bush, un teorema concepito dai neoconservatori militaristi per giustificare l’invasione dell’Iraq e l’imposizione dell’impero americano al Medio Oriente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché Obama ha cercato di sopprimere la maggior parte dell’eredità di Bush: le truppe statunitensi saranno richiamate dall’Afghanistan la prossima estate e il Presidente afghano Hamid Karzai abbandonato; Israele è minacciato; nessuno sostiene più la democrazia e i diritti umani nel mondo arabo; Washington è in cerca di un riavvicinamento con Iran e Siria; Guantanamo sarà chiusa; i terroristi verranno giudicati da tribunali civili. Mentre Obama chiede perdono per le "ingiustizie" americane commesse in Medio Oriente, termini come "musulmano”,"islam" o "estremismo islamico" vengono censurati nei documenti della sicurezza nazionale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In breve, il presidente sta trasmettendo al Paese l’idea che l’America non vede più nell’islam radicale un nemico. Obama vuole disperatamente andar d’accordo con tutti, ma gl’islamisti, al contrario, non lo vogliono e rimangono sordi ai suoi proclami di speranza e di cambiamento: d&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;i fatto il loro disprezzo per lui e per l’America è in fase crescente. Come tutti i sinistrorsi postmoderni, Obama rifiuta di accettare la verità fondamentale della natura umana: la perenne esistenza del male. Non tutti vogliono andare d’accordo con gli altri: alcuni popoli, culture e ideologie sono irrimediabilmente malvagi e decisi a espandersi in maniera imperialistica e genocida. La loro voglia di potere e di dominazione non può essere frenata. La storia è piena di tali popoli: gli Unni, gli Aztechi, i Mongoli, i Turchi ottomani, la Germania nazionalsocialista, il Giappone imperialista, la Russia sovietica, la Cina comunista. In ultima analisi, l’unica soluzione con loro è reprimerli: l’appacificamento li esorta solo ad aggredire. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il bombarolo di Times Square rivela il narcisismo campanilistico che affligge il radicalismo contemporaneo. Shahzad sembrava il classico convertito al sogno utopistico dell’editorialista del &lt;em&gt;New York Times &lt;/em&gt;Thomas Friedman, cioè un mondo fondato sul consumismo e sulla globalizzazione. Shahzad è infatti un immigrato pakistano diventato cittadino americano. Il Paese che tradito e rifiutato gli ha fornito il visto d’immigrazione, una istruzione universitaria, un lavoro presso una prestigiosa ditta di &lt;em&gt;marketing&lt;/em&gt;, una casa nella cintura suburbana del Connecticut: in altre parole, gli ha offerto il sogno americano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Invece di essergli grato, è divenuto affiliato della &lt;em&gt;jihad &lt;/em&gt;globale nel natio Pakistan; ha preferito i campi di addestramento dei talebani a Peshawar a McDonald’s e a Blockbuster: la spada e la mezzaluna erano troppo affascinanti per lui. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fin dal VII secolo, l’islam radicale è in stato di guerra con l’Occidente: ha sgombrato la Penisola Arabica dalla presenza di quasi tutti i cristiani e gli ebrei. Durante il Medioevo ha conquistato ampie fette dell’Europa, dalla Spagna e da parte della Francia alla Sicilia e ai Balcani. Gl’islamisti odierni cercano di restaurare il califfato globale del Medioevo. I loro scopi non sono razionali o limitati, bensì totalitari e universali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vi è qualcosa di stranamente perverso in una visione del mondo che vede la maggior minaccia venire dalle vecchie signore dei raduni del Tea Party che alzano cartelli anti-Obama piuttosto che dagli omicidi di massa &lt;em&gt;jihadisti&lt;/em&gt;. Obama rifiuta di denunciare Shahzad — o altri — come terrorista islamico: il massimo che è riuscito a mettere insieme è che la cattura del pakistano-americano è "un altro segno dei tempi in cui viviamo che fa riflettere": dichiarazione, questa, non del tutto churchilliana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma quando si mette a bastonare il movimento dei Tea Party, Obama è più che disposto a battere i pugni sul pulpito e a suonare gli squilli di battaglia. Li ha chiamati "&lt;em&gt;tea baggers&lt;/em&gt;" [cioè qualunquisti di destra, che strillano talmente forte contro il governo da non vedere nemmeno i vantaggi che la sua politica crea loro; lo stesso termine è usato per una stravagante pratica erotica: di qui la sordidezza dell’appellativo che Kuhner sottolinea (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;)], con un termine sordidamente diffamatorio che lascia intendere che si tratta di cripto-razzisti, che potrebbero ripetere atti di violenza come quelli di Timothy McVeigh, il terrorista di Oklahoma City del 1995. I suoi alleati democratici nei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;li accusano a loro volta di essere dei “suprematisti bianchi" e degli "estremisti interni". Il sindaco di New York Michael R. Bloomberg, prima dell’arresto Shahzad, è arrivato a dire che forse il colpevole andava cercato fra gli avversari dell’Obamacare, il piano sanitario nazionale di Obama. E questo viene detto dal sindaco di una città che l’11 settembre 2001 ha perso tremila persone. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La voglia di equiparare gli attivisti del Tea Party — pacifici e rispettosi della legge, che non hanno mai commesso alcun crimine, né attentati a base di bombe o decapitazioni — a dei fanatici omicidi non è solo delirante: riflette anche una psicosi ideologica, un istinto di morte che rifiuta di affrontare la minaccia collettiva del fascismo islamico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La prossima volta potremmo non essere così fortunati. E la negazione dogmatica che Obama fa della guerra contro il terrore significa solo che altro sangue americano sarà versato nelle nostre strade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;del 7-5-2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-8482721815570097696?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/8482721815570097696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/la-psicosi-di-obama-i-l-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8482721815570097696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8482721815570097696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/la-psicosi-di-obama-i-l-presidente.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-fJQrTLI6I/AAAAAAAAAVs/GUZA5SN4UHw/s72-c/times-square-car-bomb-nyha1jpg-fc7eb0267533fbad_large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-1148329307529587760</id><published>2010-05-04T16:00:00.000+02:00</published><updated>2010-05-04T16:03:29.069+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;DIFFAMARE IL &lt;em&gt;TEA PARTY&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-AoV97aj_I/AAAAAAAAAVk/K3bGki9vPiE/s1600/Tpplogo.gif" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-AoV97aj_I/AAAAAAAAAVk/K3bGki9vPiE/s320/Tpplogo.gif" tt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;stanno &lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;presentando il movimento Tea Party&lt;span style="color: #660000;"&gt;[1]&lt;/span&gt; come propagatore di violenza e di sedizione. Nel corso di una recente apparizione al &lt;em&gt;The Chris Matthews Show &lt;/em&gt;della NBC Joe Klein, editorialista di &lt;em&gt;Time&lt;/em&gt;, ha detto che molta della retorica politica infiammata, &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;[...] &lt;em&gt;specialmente le &lt;/em&gt;[dichiarazioni] &lt;em&gt;provenienti da gente come Glenn Beck e, in certa misura, da Sarah Palin, sfiorano davvero la sedizione»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Naturalmente la sedizione è un crimine: è la rivolta o l’incitamento alla rivolta contro l’autorità dello Stato. Il messaggio di Klein è dunque chiaro: le critiche di parte conservatrice al Presidente Obama equivalgono a un tradimento, specialmente se vengono dagli adepti al Tea Party, i quali esprimono in genere la loro disapprovazione del governo con raduni di protesta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per non essere da meno, l’ex Presidente&lt;/span&gt; Bill Clinton ha sfruttato il quindicesimo anniversario dell’attentato terroristico di Oklahoma City&lt;span style="color: #660000;"&gt;[2]&lt;/span&gt; per paragonare il partecipanti al Tea Party a dei Timothy McVeigh in potenza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Forza, andate a combattere, fate quello che volete&lt;/em&gt; — ha detto Clinton nel suo discorso —&lt;em&gt;. Non dovete per forza essere gentili: potete essere anche duri. Ma dovete stare molto attenti a non far ricorso alla violenza e a non oltrepassare il segno»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In un intervento di opinione su &lt;em&gt;The New York Times &lt;/em&gt;ha poi scritto: &lt;em&gt;«Esiste una grande differenza fra criticare una politica o un politico e demonizzare il governo»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Queste prese di posizione di Klein e di Clinton sono fuori dalla realtà. Costoro sono ignoranti oppure propagandisti a buon mercato, nonché calunniatori deliberati degli attivisti del Tea Party. Il movimento del Tea Party è pacifico e rispettoso della legge. Si tratta di una pubblica manifestazione di rabbia contro l’espansione senza precedenti del potere dello Stato attuata da Obama&amp;nbsp;e di una forma di libera associazione legale e non violenta che è americana come la mamma e la torta di mele. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le accuse contro gli esponenti del Tea Party non sono solo false, ma anche sfacciatamente ipocrite. Durante la presidenza di George W. Bush, il &lt;em&gt;mantra&lt;/em&gt;, la litania, della sinistra era “il dissenso è la forma più alta di patriottismo”: apparentemente, questo vale però solo quando alla Casa Bianca abita un repubblicano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ancora, la sinistra contro la guerra si è espressa in passato in critiche così dense di odio da rendere i raduni del Tea Party simili a &lt;em&gt;picnic &lt;/em&gt;domenicali. Bush veniva abitualmente paragonato al dittatore nazionalsocialista Adolf Hitler e denunciato come criminale di guerra.&amp;nbsp;Le manifestanti del Code Pink&lt;span style="color: #660000;"&gt;[3]&lt;/span&gt; innalzavano simboli che incitavano a uccidere Bush, il quale veniva regolarmente accusato di essere un bugiardo, un imperialista e un fascista. Secondo la letteratura di sinistra il Partito Repubblicano aveva eretto una giunta militare di destra: “Bush-Cheney-Hitler-Halliburton&lt;span style="color: #660000;"&gt;[4]&lt;/span&gt;” era il grido del movimento contro la guerra. “Bush ha mentito, la gente è morta” [“&lt;em&gt;Bush lied, people died&lt;/em&gt;”], era un altro degli &lt;em&gt;slogan &lt;/em&gt;di allora: non erano i conservatori, ma i progressisti che attaccavano Bush ad adottare una retorica incendiaria e violenta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Klein e Clinton tacquero quando Hollywood demonizzava Bush, per esempio nel film spregevole e apertamente falso di Michael Moore &lt;em&gt;Fahrenheit 9/11 &lt;/em&gt;e così fecero quando l’ex Vice Presidente Al Gore sosteneva che Bush aveva “tradito questo Paese”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I democratici e i loro alleati nei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;hanno cercato di screditare e di delegittimare la crescita del movimento del Tea Party. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Hanno tentato di dipingerlo come un gruppo di scontenti razzisti, estremisti, omofobi, assertori della supremazia dei bianchi,&amp;nbsp;nonché di vecchi&amp;nbsp;segretamente nostalgici dei tempi di Jim Crow&lt;span style="color: #660000;"&gt;[4]&lt;/span&gt;. Ma tutto questo non è servito: ecco perché la nuova mossa di attacco è di sussurrare che i sostenitori del Tea Party sono simpatizzanti di Timothy McVeigh: fanatici del diritto alle armi e jihadisti anti-governativi che complottano per abbattere con la violenza l’amministrazione Obama. La carta della razza è stata sostituita dalla carta della violenza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli attacchi contro il Tea Party sono un segnale di disperazione, sono l’ansimare selvaggio e furibondo di un regime &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;corrotto e sclerotico, traballante e sulla via del crollo. L’agenda radicalsocialista di Obama è diventata profondamente impopolare e la maggioranza degli americani crede che la sua politica statalistica sia fallita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma l’obamismo è qualcosa di più che un tentativo d’imporre il liberalismo statalista del &lt;em&gt;big government &lt;/em&gt;a una popolazione che non lo vuole: è una forma di liberalfascismo che minaccia di staccare per sempre l’America dalle sue radici tradizionali e costituzionali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Contrariamente alla nozione consueta, fascismo e marxismo non sono opposti ideologici, ma piuttosto gemelli politici maligni, ciascuno dei quali rappresenta una variante di socialismo. Invece di proporsi come campione del proletariato internazionale e della rivoluzione della classe operaia,&amp;nbsp;questo fascismo esalta il primato del collettivismo economico e della razza. È anti-capitalista e anti-semita; propugna una politica basata sull’identità razziale e sullo stato corporativo; si fonda sulla rivoluzione permanente, prendendo di mira un’intera classe della società accusandola di essere composta da rozzi reazionari che ostacolano il progresso della nazione e la modernizzazione della società. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cosa più importante, crede nel principio di autorità sul modello del &lt;em&gt;Führer&lt;/em&gt;: la nozione, cioè, secondo cui un &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;carismatico e messianico incarna le aspirazioni più alte e la volontà collettiva delle masse e opporsi al &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;equivale dunque a tradire o, nel gergo di Klein, a "sedizione". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Negli scorsi quindici mesi Obama ha coinvolto l’America in un disegno nazionalsocialista: ha &lt;em&gt;de facto &lt;/em&gt;nazionalizzato le grandi banche, il settore finanziario, il sistema sanitario, i fabbricanti di auto e i prestiti agli studenti. Adesso vorrebbe porre l’economia sotto il controllo federale per mezzo della legge del “&lt;em&gt;cap-and-trade&lt;/em&gt;”. La sua politica sta instaurando una sorta di corporativismo: l’alleanza del grande capitale e dei ceti lavoratori più forti sotto un regime statalizzato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; All’estero, Obama sostiene apertamente dittatori socialisti come il venezuelano Hugo Chavez e il cubano Fidel Castro, che esalta l’&lt;em&gt;Obamacare &lt;/em&gt;come un “grande" successo. Sta cercando di istituire una &lt;em&gt;partnership &lt;/em&gt;con la Cina comunista e con la Russia di Vladimir Putin. È il presidente più anti-israeliano della storia degli Usa, in quanto cerca di stornare il sostegno americano dallo Stato ebraico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In casa, i suoi sostenitori stanno erigendo il culto della sua personalità, denigrando l’opposizione a Obama definendola motivata da ragioni razziali e illegittima. I &lt;em&gt;media liberal &lt;/em&gt;sono ossessionati dal colore della pelle e dal numero di bianchi, neri e ispanici che partecipano ai raduni del Tea Party. La politica dell’uguaglianza razziale è diventata la lente ideologica attraverso la quale la sinistra pro-Obama guarda: costoro vedono dappertutto la razza e proiettano la loro ossessione sui critici di Obama, cercando di diffamarli. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Opporsi al socialismo, a un debito pubblico stellare e alla spesa statale a ruota libera non è tradimento o razzismo: è invece patriottismo razionale e ispirato al buon senso. I tentativi di demonizzare il Tea Party si riducono solo nell’indebolire ulteriormente la credibilità di Obama e la sua stima presso il popolo americano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Note&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&amp;nbsp; [1] &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Movimento popolare di protesta contro&amp;nbsp;l'attuale governo federale americano che s'ispira al "Boston Tea Party", ossia all'assalto delle navi inglesi cariche di tè, che&amp;nbsp;nel 1776 fu la scintilla che fece scoppiare la Guerra d'Indipendenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&amp;nbsp; [2]&lt;/span&gt; A Oklahoma City vi fu un attacco terroristico il 19 aprile 1995 contro un edificio federale in cui morirono 168 persone e ne rimasero ferite oltre 800. Dell'attentato fu riconosciuto &lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;autore (1968-2001), reduce della Guerra del Golfo del 1991 che fu giustiziato l’11 giugno 2001 tramite iniezione letale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&amp;nbsp; [3]&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Associazione di donne contro la guerra americana in Iraq.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&amp;nbsp; [4]&lt;/span&gt;&amp;nbsp;La Halliburton è un'azienda multinazionale di Houston in Texas specializzato in lavori pubblici e nello sfruttamento dei giacimenti petroliferi,per la quale ha lavorato l’ex Vice Presidente Dick Cheney. L’azienda è stata accusata di avere spinto per l’impegno americano in Iraq per ragioni commerciali&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&amp;nbsp; [5]&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Le leggi dette “Jim Crow” — dalla caricatura del negro americano contenuta in una&lt;/span&gt; canzone popolare — furono delle leggi locali e dei singoli stati degli Stati Uniti d'America emanate tra il 1876 e il 1965 intese a mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di "separati ma uguali" per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;[23 aprile 2010]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-1148329307529587760?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/1148329307529587760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/diffamare-il-tea-party-i-liberal-stanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1148329307529587760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1148329307529587760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/diffamare-il-tea-party-i-liberal-stanno.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-AoV97aj_I/AAAAAAAAAVk/K3bGki9vPiE/s72-c/Tpplogo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-7785351523356265287</id><published>2010-04-30T15:46:00.000+02:00</published><updated>2010-05-10T15:47:04.089+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;LA POLITICA DI OBAMA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: large;"&gt;PORTA ALLO SCONTRO &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: large;"&gt;RAZZIALE?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-gNVqSCwHI/AAAAAAAAAV0/klPdLpbKbho/s1600/imagesCALJKR1K.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="149" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-gNVqSCwHI/AAAAAAAAAV0/klPdLpbKbho/s200/imagesCALJKR1K.jpg" tt="true" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;l Presidente Obama incita alla divisione razziale. Egli teme, a ragione, che i democratici subiranno forti perdite nelle elezioni di metà mandato per il Congresso che si terranno a novembre. I repubblicani sono a un passo dal riprendere il controllo sulla Camera dei Deputati e&amp;nbsp;anche la partita al Senato potrebbe rivelarsi aperta. La presa del partito di Obama sul potere è minacciata e, con essa, il programma radicalsocialista del Presidente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La paura alimenta la disperazione: ecco perché Obama ha deciso di ricorrere alla peggiore demagogia e di giocare la carta razziale. In un video indirizzato ai democratici, il Presidente ha fatto sue le prospettive della politica identitaria: a essere corteggiato è il voto dei neri, degli ispanici e delle donne a spese della classe media dei bianchi americani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Dipenderà da ciascuno di voi far sì che i giovani, gli afro-americani, i &lt;/em&gt;latinos &lt;em&gt;e le donne, che ci garantirono la vittoria nel 2008, lottino ancora una volta insieme»&lt;/em&gt;, ha detto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha studiatamente trascurato quell'ampia&amp;nbsp;fetta di elettori bianchi: i residenti delle periferie urbane, i professionisti piccolo-borghesi, gli ambientalisti, gl’iscritti al sindacato, che lo hanno votato in massa. Per le elezioni del 2010, i bianchi non gli interessano più, specialmente i bianchi maschi e cristiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nella storia recente, nessun presidente ha mai provato a mettere gruppi razziali o sessuali l’uno contro l’altro così intenzionalmente e alla luce del sole. Il Presidente non è solamente il &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;ufficiale di un partito o il capo di un governo:&amp;nbsp;è il capo dello Stato e incarna la volontà collettiva del popolo americano. È il Presidente di tutti gli americani, non solamente di certi segmenti della sua coalizione elettorale. La retorica di Obama è sconsiderata, alimenta il conflitto civile e l’ostilità razziale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Immaginatevi, per esempio, che putiferio mediatico si sarebbe scatenato se il Presidente George W. Bush&amp;nbsp;nel 2006 avesse fatto appello ai “bianchi, ai sudisti, ai cristiani e ai veterani” perché votassero il Partito Repubblicano! Bush sarebbe stato scorticato vivo, e a ragione, per aver manifestato tendenze razziste e settarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta frantumando l’America: sta facendo appello al primato della razza e del sesso al fine di portare avanti la sua rivoluzione nazionale e socialista e sta cavalcando il tribalismo revanscista, una politica che, calcando la mano sulle lamentele e sul vittimismo razziale, non può che minare la nostra comune identità nazionale. Proprio come il suo pastore di un tempo, il reverendo Jeremiah Wright, Obama è il mastino della razza, un mastino virulento e anti-americano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Invece di vedere davanti a sé solo americani, divide le persone in base alla razza e al sesso. Le attuali politiche identitarie di stampo &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;affondano le loro radici nella dottrina fascista. Il filosofo più influente del ventesimo secolo è stato Martin Heidegger e molti ritengono che &lt;em&gt;Essere e tempo&lt;/em&gt;, il classico saggio da lui scritto nel 1927, abbia profondamente influenzato il pensiero occidentale, in particolare la sinistra accademica e il postmodernismo&amp;nbsp;che essa sposa: esattamente la cultura dalla quale proviene, per sua stessa ammissione, Obama. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il pensatore tedesco ha sviluppato la teoria del primato della razza, del sangue e dell’identità di gruppo in un mondo secolare e relativistico. Heidegger rigettava gli eterni principi giudaico-cristiani degli assoluti morali per fare invece appello alla volontà di potenza attraverso le comunità razziali e la solidarietà tribale. Heidegger si opponeva in maniera rigida alla democrazia, al capitalismo e alla crescita economica improntata al libero mercato, denunciandoli come ingiusti e oppressivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si omette volutamente di ricordare che Heidegger è stato anche un nazionalsocialista appassionato,&amp;nbsp;ammiratore di Adolf Hitler, nonché membro del partito nazionalsocialista. Egli credeva che il fascismo — con i suoi razzismo, neopaganesimo, corporativismo economico, culto dello Stato, ambientalismo fanatico, e odio per la civiltà occidentale — rappresentasse il vero futuro: è triste dirlo, ma forse aveva ragione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le &lt;em&gt;élite &lt;/em&gt;radical-progressiste occidentali di oggi sono eredi di Heidegger. Per decenni, la sinistra americana è stata ossessionata dalla razza, dalla classe e dal sesso, mentre disprezzava la tradizione nazionale e la cultura comune degli americani. Il sogno dei Padri Fondatori di una repubblica basata sul governo limitato, su un indomabile individualismo, sulla Costituzione e sulla nozione di un “eccezione americana”, così anche le radici della nostra civiltà cristiana e anglofona basata su un’identità nazionale ben definita: tutti questi ideali devono essere soppressi in nome del progressismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Contrariamente a quanto comunemente si pensa, la presidenza di Obama non sta semplicemente dando vita a una democrazia di tipo europeo: è più insidiosa e pericolosa. È il tentativo di fondare un regime allo stesso tempo &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;e fascista, dove Heidegger “incontra” [la mentalità espressa dalla nota attrice progressista] Jane Fonda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ciò che ne risulta è simile a quanto caratterizza altri Stati “fascisti”&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;&lt;em&gt;media &lt;/em&gt;ipertrofici, forte controllo dello Stato su tutti gli aspetti della vita nazionale, un settore pubblico dilatato, la sclerosi economica, una economia corporativistica&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, disoccupazione permanentemente alta, tasse devastanti, ostilità nei confronti degli ebrei (nella fattispecie Israele), una crescente intolleranza nei confronti del dissenso, la demonizzazione della critica e un culto irrazionale della personalità del Presidente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La caratteristica che maggiormente contraddistingue questo modello, comunque, è l’incitamento al conflitto razziale. Il fascismo prospera quando può fomentare divisioni etniche e odio, prendendo di mira nemici razziali interni al fine di galvanizzare i sostenitori dinanzi ai loro &lt;em&gt;leader&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Ed è quello che Obama sta facendo oggi:&amp;nbsp;insieme ai suoi alleati democratici sta deliberatamente soffiando sul fuoco delle tensioni razziali scatenatesi intorno alla legge sull’immigrazione dell’Arizona.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo statuto dell’Arizona prevede solo maggiori poteri alla polizia locale al fine di far rispettare le leggi federali sull’immigrazione esistenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Travolti dai cartelli della droga messicani, da un’imponente ondata di criminalità e dai molti immigrati clandestini, le autorità dell’Arizona hanno preso misure atte a difendere i confini, vista l’inerzia del governo federale. La legge-quadro restrittiva sull’immigrazione è una semplice espressione di patriottismo del senso comune e del diritto di autodifesa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama, in ogni caso, l’ha liquidata come "fuorviante". I &lt;em&gt;media liberal &lt;/em&gt;riferendosi a quella legge, parlano di hitlerismo, di una forma di &lt;em&gt;apartheid &lt;/em&gt;e di supremazia bianca, probabilmente&amp;nbsp;a causa del suo modo di descrivere in termini razziali gli ispanici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il reverendo Al Sharpton ha organizzato un boicottaggio economico dello Stato. Attaccando la legge sull’immigrazione dell’Arizona si vorrebbe far credere agli ispanici che i bianchi dell’Arizona vogliono imporre un sistema di caste a base razziale. Si gioca così consapevolmente a contrapporre questo a quel gruppo razzialo solo&amp;nbsp;perché in novembre il voto delle minoranze possa ancor più massicciamente riversarsi su Obama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ne consegue la graduale balcanizzazione e frantumazione dell’America. I &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;di maggiore diffusione si rifiutano di riconoscere una realtà evidente: nelle proteste contro la legge dell’Arizona è esplosa la violenza razziale: in Arizona &lt;em&gt;gang &lt;/em&gt;di manifestanti ispanici hanno gettato pietre e bottiglie contro la polizia, sputando su di loro e chiamandoli “porci”. Questo fine settimana sono previste manifestazioni di massa nel Paese perché venga concessa l’amnistia ai clandestini. Gli organizzatori delle manifestazioni useranno la legge dell’Arizona come vessillo per incanalare la rabbia e l’odio etnici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta alimentando una polarizzazione razziale, politica e ideologica ancora più forte. Dai tempi della guerra civile&amp;nbsp;gli americani non sono mai stati così divisi. Obama sta gettando le fondamenta di una possibile guerra fra razze. Benvenuti nell’America “fascista” di Obama...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Kuhner usa il termine come sinonimo di totalitarismo, anche se il dibattito sul fascismo propende a farne piuttosto uno Stato autoritario con derive totalitarie; la miscela “liberalism” + fascismo sembra meglio illustrato dal concetto di "democrazia totalitaria" introdotto dal politologo americano&amp;nbsp;Jacob Leib Talmon (1916-1980).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Come ha più volte scritto, con questa espressione Kuhner non intende le corporazioni di arti e mestieri della vecchia Europa, bensì la democrazia controllata dai gruppi di pressione, in particolare dalle grandi &lt;em&gt;corporation&lt;/em&gt;&amp;nbsp; industriali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;[L'articolo è apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;il 30-4-2010]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-7785351523356265287?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/7785351523356265287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/la-politica-di-obama-porta-allo-scontro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7785351523356265287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7785351523356265287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/05/la-politica-di-obama-porta-allo-scontro.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S-gNVqSCwHI/AAAAAAAAAV0/klPdLpbKbho/s72-c/imagesCALJKR1K.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-8429705184956616941</id><published>2010-04-20T16:30:00.000+02:00</published><updated>2010-04-21T10:13:11.453+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S821kvh9DBI/AAAAAAAAAVc/D9TRS0rgpU0/s1600/100412225809resized_ap.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S821kvh9DBI/AAAAAAAAAVc/D9TRS0rgpU0/s320/100412225809resized_ap.jpg" wt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;OBAMA S'INCHINA &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: large;"&gt;AL MONDO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;l Presidente Obama ha di nuovo disonorato gli Stati Uniti. Durante il vertice nucleare di questa settimana a Washington, si è inchinato mentre salutava il presidente cinese Hu Jintao. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il gesto non è solo scioccante, ma rivelatore. Obama si è trovato esposto a forti critiche in passato per essersi inchinato ad altri &lt;em&gt;leader&lt;/em&gt;, quali&amp;nbsp;il re dell’Arabia Saudita e l’imperatore del Giappone. Ma mai prima iI capo supremo dell’America si è prostrato a un tiranno straniero su suolo statunitense. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inchinandosi, Obama ha degradato e sminuito il ruolo della presidenza; come capo supremo della nazione, quando s’incontra con altri capi di Stato, egli rappresenta ogni americano. E si presume ch'egli incarni anhe la dignità dell’Oval Office della Casa Bianca, in cui si riflette&amp;nbsp;il nostro patrimonio collettivo di repubblica costituzionale che si autogoverna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le repubbliche non riconoscono la supremazia dei signori imperiali. Questo è il principio che ha originato la Rivoluzione del 1776: gli americani non fanno salamelecchi a re o dittatori: la nazione è stata forgiata in opposizione al servilismo feudale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Forse Obama non ha appreso questa verità elementare durante la sua infanzia in Indonesia o nei suoi anni d’immersione nella teoria marxista post-colonialista alle superiori. Ma sta imparando ora che gli americani disprezzano i leccapiedi, specialmente se si tratta del loro presidente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tutte le volte che Obama s’inchina, i sondaggi registrano una caduta e il suo prestigio declina. Eppure rifiuta di smettere, anzi accusa un bisogno compulsivo, quasi patologico di farlo. Come mai? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I suoi atti riflettono un anti-americanismo fondamentale e ribadito, che esprime biasimo e odio profondi per il suo Paese. Obama s’inchina perché questo simbolizza il bisogno dell’America di “umiliarsi” sulla scena del mondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è il solo presidente in carica nella storia degli Stati Uniti il quale pubblicamente e ripetutamente si sia scusato per i “peccati” e per gli “errori” della sua nazione. In Europa ha lamentato l’“arroganza” americana;&amp;nbsp;nel medio Oriente ha condannato l’“imperialismo” e l'“ingiustizia” che gli americani hanno espresso in passato contro i musulmani; in&amp;nbsp;Cina ha salutato l’ascesa del Dragone Rosso a &lt;em&gt;partner &lt;/em&gt;economico degli Stati Uniti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In breve, Obama s’inchina al mondo, cercando d’instaurare un ordine multipolare post-americano in cui Washington sia solo una potenza fra le altre. È un uomo di sinistra radicale, che si augura la fine del ruolo degli Stati Uniti come superpotenza globale. Come alla maggior parte dei progressisti multiculturalisti, la stessa nozione di “eccezione americana” gli ripugna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La presidenza Obama si può ridurre in essenza a una cosa sola: Obama sta gestendo il declino dell’America, la lenta ma inarrestabile erosione della sua posizione economica, militare e culturale un tempo dominante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua visione mondiale è totalmente distaccata dalla realtà. Di più Obama sta spingendo avventatamente e pericolosamente il mondo verso un’altra conflagrazione internazionale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’America non è stata la causa delle cause della instabilità e dell’ingiustizia globali: l’America è stata il difensore dell’ordine e della libertà. Di fatto, nessun’altra nazione della storia,&amp;nbsp;nessuno, ha fatto di più degli Stati Uniti per far crescere la libertà. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’America ha guidato la lotta per liberare l’Europa dall’aggressione nazionalsocialista e dalla dominazione sovietica. L’America ha rovesciato le dittature fasciste in Afghanistan e in Iraq, liberando più di cinquanta milioni di musulmani da un governo totalitario. L’America ha bombardato&amp;nbsp;i ribelli fondamentalisti serbi, ponendo fine alla loro campagna di genocidio contro i musulmani della Bosnia e del Kosovo. L’America protegge le democrazie asiatiche dall’espansionismo militaristico della Cina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama si dovrebbe vergognare&amp;nbsp;di scusarsi a nome dell’America: è come se Madre Teresa si scusasse di non prendersi abbastanza cura dei poveri. È questa una forma di auto-negazione che confina con il masochismo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;I sinistrorsi multiculturalisti che circondano Obama sottolineano invece che tutto il suo inchinarsi e scusarsi è in realtà solo una efficace e lungimirante arte politica: l’ultima e più recente proiezione della diplomazia della “potenza morbida”.&amp;nbsp;I suoi gesti di buona volontà verso le altre culture presumibilmente aiutano a costruire una larga coalizione multinazionale che affronti le grandi minacce del nostro tempo, specialmente la proliferazione nucleare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma si sta verificando l’opposto: invece di impedire agli Stati più pericolosi del mondo di acquisire ordigni nucleari, la politica di Obama sta garantendo l'estensione del nucleare ai regimi-canaglia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo è il vero senso — e la vera tragedia — del vertice di Washington sulla sicurezza nucleare. La Casa Bianca pretende che l’accordo con l’Ucraina per smantellare le sue scorte di uranio altamente arricchito&amp;nbsp;sia stato un grande passo avanti strategico, mentre è stata solo una cinica montatura pubblicitaria. Le scorte di Kiev non ponevano alcuna minaccia alla sicurezza internazionale, a differenza del programma nucleare di Teheran. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Funzionari dell’&lt;em&gt;intelligence &lt;/em&gt;statunitense ora ammettono che l’Iran entro un anno avrà la bomba atomica. Funzionari israeliani credono invece che i &lt;em&gt;mullah vi &lt;/em&gt;siano ancor più vicini. I "chierici apocalittici" di Teheran hanno basato la loro rivoluzione islamica sul progetto di instaurare un califfato mondiale sulle ceneri ancora calde di Israele e, da ultimo, su quelle dell’America. Una volta che l’Iran avrà acquisito la bomba, un conflitto nucleare con lo Stato ebraico è non solo probabile, ma inevitabile. Gli Stati Uniti — e altre potenze — saranno allora attirate nella lotta, ricreando così i bagni di sangue europei del ventesimo secolo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama vuole isolare l’Iran. La sua strategia è di convincere la Russia e la Cina a unirsi nell’imporre sanzioni internazionali&amp;nbsp;inadeguate alla vacillante teocrazia di Teheran. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La diplomazia "dell'ottimismo" di Obama è segno di un multiculturalismo provinciale e poco raffinato. Mosca e Pechino sono Stati autoritari anti-americani e anti-occidentali. Per loro la Guerra Fredda non è mai finita. Il loro scopo è minare l’iperpotenza americana supportando un impero persiano in grado di belligerare, il quale che si ponga come baluardo contro l’Occidente in Medio Oriente. Non hanno alcuna intenzione di frenare il programma nucleare iraniano. Di fatto, la Russia e la Cina hanno sostenuto attivamente Teheran con tecnologia e missili nucleari. Solo un narcisista completamente assorbito da se stesso può credere che Obama possegga il carisma — e la scaltrezza — necessario per persuadere questi due regimi-&lt;em&gt;gangster &lt;/em&gt;a cooperare sull’Iran. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il presidente può inchinarsi quanto vuole: il &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;cinese non è rimasto impressionato. Pechino ha rifiutato di capitolare di fronte alle richieste di Obama di più severe sanzioni agl’iraniani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Pressioni e sanzioni non possono in sostanza risolvere il problema»&lt;/em&gt;, si legge in una dichiarazione ufficiale del governo cinese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quanto sopra, tradotto in altri termini, equivale a dire: piantiamola: nessuno rispetta un&amp;nbsp;leccapiedi che striscia. Obama, smettila d'inchinarti e tieni invece la testa ben alta sulla scena globale come si addice alla più grande nazione del mondo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;[&lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt;, 16-4-2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-8429705184956616941?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/8429705184956616941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/obama-sinchina-al-mondo-i-l-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8429705184956616941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8429705184956616941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/obama-sinchina-al-mondo-i-l-presidente.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S821kvh9DBI/AAAAAAAAAVc/D9TRS0rgpU0/s72-c/100412225809resized_ap.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-1901926981008901586</id><published>2010-04-20T16:02:00.000+02:00</published><updated>2010-04-21T10:08:13.841+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S82z_0-Ti8I/AAAAAAAAAVM/l1ebChmFfWw/s1600/imagesCA7W8B5Z.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S82z_0-Ti8I/AAAAAAAAAVM/l1ebChmFfWw/s200/imagesCA7W8B5Z.jpg" width="200" wt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L'“ETA' OSCURA” DI OBAMA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #134f5c; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #134f5c; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;l presidente Obama ha distrutto l’ultima superpotenza al mondo. L’America non è più il poliziotto globale. I nemici hanno smesso di tremare di fronte alla nostra potenza militare. I nostri avversari hanno smesso di trattarci con rispetto. Washington non ha più la volontà — o lo stomaco — di mantenere la sua egemonia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo è il vero significato del drammatico mutamento in tema di politica di sicurezza nucleare dell’Amministrazione. Il Nuclear Posture Review (NPR) annunciato questa settimana rappresenta uno spartiacque geopolitico: è la fine del momento americano, il punto in cui gli Stati Uniti rinunciano volontariamente alla loro &lt;em&gt;leadership &lt;/em&gt;sulla scena internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’NPR stabilisce che Washington non userà mai le sue armi nucleari contro quegli Stati che ne sono privi che firmeranno il Trattato di non Proliferazione Nucleare (NPT). E questo anche se una di quelle nazioni attaccasse l’America con armi chimiche o biologiche. C’è un “invito a farsi largo” fatto all’Iran o alla Corea del Nord, entrambe firmatarie dell’NPT. Ovvero, se qualche gruppo terroristico legato a un Paese mediorientale ammazzasse milioni di americani facendo esplodere uno dei nostri impianti nucleari oppure ricorrendo alle armi batteriologiche come l’antrace, un attacco nucleare di ritorsione sarebbe escluso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo atto non fa che incoraggiare gli avversari dell’America che adesso sanno che Obama non ricorrerà in nessun caso all’arma finale — la bomba —, indipendentemente da quanto nefando possa essere il loro crimine. Come se non bastasse, l’NPR stabilisce che gli Stati Uniti non rimoderneranno i propri sistemi d’arma nucleari; piuttosto, Washington farà affidamento sulle vecchie testate e infrastrutture nucleari, regalando un vantaggio determinante alla Cina e alla Russia nel’escogitare tecnologie innovative per le armi nucleari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama pensa che l’NPR rappresenti un passo decisivo per il raggiungimento del suo obiettivo finale: un mondo libero da ordigni nucleari. E così, sta riducendo drasticamente l’arsenale americano e restringendo le condizioni alle quali un’arma nucleare può essere utilizzata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il presidente è un fantasticatore di sinistra e, in quanto tale, vede nella bomba atomica la minaccia più grave che esista alla sicurezza internazionale. Ma si sbaglia: niente è stato più efficace per mantenere la pace nel mondo quanto la bomba atomica. Il deterrente nucleare ha evitato che gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica venissero direttamente alle mani durante la Guerra Fredda. Per secoli, abbiamo visto grandi eserciti azzannarsi reciprocamente alla gola:&amp;nbsp;le rivalità fra le grandi potenze si traducevano in bagni di sangue sui campi di battaglia. L’esistenza della bomba ha reso tutto questo obsoleto. Il vasto arsenale nucleare americano assicura che non entreremo mai in un conflitto militare di grandi proporzioni contro giganti come la Cina Rossa o la Russia imperiale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’NPR significa anche che, se fossa combattuta al giorno d’oggi, gli Stati Uniti non potrebbero più vincere la Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico con le stesse armi di allora: le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e su Nagasaki. Contrariamente al mito progressista, l’uso della bomba non solo pose fine alla guerra, ma salvò un numero inverosimile di vite americane e giapponesi. Fu un atto di umanitarismo militare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli studiosi hanno stimato che un’invasione delle truppe statunitensi delle isole giapponesi avrebbe comportato la morte di più di 500.000 soldati americani e di milioni di civili giapponesi. È questa la ragione per cui la decisione del presidente Truman ebbe il supporto quasi unanime delle truppe e dell’opinione pubblica americane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Eppure, l’America che sconfisse la Germania di Hitler e il Giappone di Togo era una nazione diversa. Era una superpotenza in ascesa, pronta e capace di sconfiggere i suoi nemici a qualunque costo. L’America di Obama è esattamente l’opposto: provinciale, indulgente con se stessa, esausta e in ritirata. Ci spaventa persino il pensiero di usare armi atomiche. Questo non è un modo di governare illuminato: è codardia morale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Negli anni in cui George W. Bush era al governo, la sinistra progressista lo additava come un &lt;em&gt;cowboy &lt;/em&gt;“unilateralista”, disposto ad andare da solo, anche a dispetto della forte opposizione dei benpensanti di Germania e di Francia. Era vero l’opposto: in Afghanistan e in Iraq, Bush ha dato vita a larghe coalizioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il vero “unilateralista” è Obama che sta unilateralmente disarmando l’America. Durante il suo turno di presidenza, gli Stati Uniti, in un patto con la Russia, hanno accettato di ridurre il proprio arsenale nucleare. Obama sta rinunciando alla possibilità di sviluppare il nucleare del futuro. E ha detto ai nostri nemici — senza mezzi termini — che gli Stati Uniti non reagiranno mai facendo ricorso alle nostre armi più potenti, indipendentemente da quanti americani saranno massacrati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta combinando un disarmo rischioso con un pacifismo avventato. Sta mettendo al bando l’uso di termini come “islam”, “jihad” e “estremismo islamico” dai documenti governativi sulla sicurezza nazionale che hanno a che fare con la strategia degli Stati Uniti nella guerra al terrorismo. La ragione invocata è che queste parole offenderebbero molti fedeli musulmani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L'agire di Obama dimostra il suo profondo allontanamento dalla realtà e l'incapacità di ammettere che l’America sta combattendo una battaglia all’ultimo sangue con l’islam radicale. Censurare i termini non fermerà i jihadisti nel loro intento di instaurare il califfato mondiale. Servirà solo a disorientare e a demoralizzare l’opinione pubblica in patria. Incapace o non desideroso d’individuare il nostro nemico mortale, Obama di fatto abbandonato la guerra al terrorismo islamico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama ha trasformato l’America in una nazione che non pensa più seriamente alle sue responsabilità internazionali. Ha fatto del nostro Paese una barzelletta agli occhi del mondo, specialmente a quelli dei suoi nemici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I “&lt;em&gt;mullah &lt;/em&gt;apocalittici” dell’Iran l’hanno colto. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha pubblicamente sbeffeggiato Obama, definendolo un dilettante. L’Iran è a un passo dal procurarsi la bomba nucleare. Come Adolf Hitler negli anni 1930, Ahmadinejad avverte a ragione che il più forte degli avversari in Occidente ha perso la volontà di affrontare a viso aperto i dittatori fascisti intenzionati a espandersi militarmente. La politica di pacificazione di Obama e le minacce di sanzioni prive di reale valore suscitano solo disprezzo dinanzi all’"uomo forte allo stesso tempo persiano e nazista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Signor Obama, in politica lei è un principiante. Aspetti di farsi un po’ le ossa e un po’ di esperienza»,&lt;/em&gt; ha detto Ahmadinejad davanti a una folla di sostenitori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è un sognatore. Ha il complesso del messia, crede cioè che la sua presidenza segni una sorta di cambiamento epocale, consistente nell’instaurare un progressismo socialista e di creare un mondo libero dal nucleare. Le delusioni che patisce vanno bene per la corporazione della stampa &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;, ma agli occhi del mondo reale — il mondo del militarismo cinese, del gangsterismo russo, dell’avventurismo iraniano e dell’imperialismo islamico — non è altro che il guardiano di una iperpotenza in declino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il sogno di Obama è in realtà un incubo. La &lt;em&gt;pax americana &lt;/em&gt;ha mantenuto l’ordine nel mondo a partire dal 1945: adesso sta crollando, minato da una crisi di fiducia. I barbari sono alle porte. Una nuova "Età Oscura" sta quasi per sommergerci. La superpotenza americana non è più tale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;[&lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt;, 9-4-2010; trad. red.]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-1901926981008901586?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/1901926981008901586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/non-proliferazione-uguale-capitolazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1901926981008901586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1901926981008901586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/non-proliferazione-uguale-capitolazione.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S82z_0-Ti8I/AAAAAAAAAVM/l1ebChmFfWw/s72-c/imagesCA7W8B5Z.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-2934440326825594903</id><published>2010-04-07T16:05:00.000+02:00</published><updated>2010-04-07T16:05:18.993+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #660000; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cristianofobia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7yPb4QfLTI/AAAAAAAAAVE/B0e_H0tlZUE/s1600/336px-no_cross-svg.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" nt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7yPb4QfLTI/AAAAAAAAAVE/B0e_H0tlZUE/s200/336px-no_cross-svg.bmp" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;l cristianesimo sta morendo. Se una volta rappresentava il bastione della civiltà occidentale, ora è un pietoso residuato della sua passata grandezza in forte ripiegamento in tutto l’Occidente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo scandalo degli abusi sessuali sta devastando la Chiesa cattolica, infangando lo stesso Papa Benedetto XVI. La Chiesa anglicana è stata svuotata e ha perso adepti perché sta cedendo ai venti liberal che soffiano in direzione dell’ordinazione femminile e dei diritti degli omosessuali. Molte denominazioni protestanti stanno abbandonando la fede e il loro zelo missionario, spostandosi verso l’ambientalismo chic e un socialismo annacquato, altrettanti sostituti a buon mercato del Vangelo tradizionale. L’Europa, antica roccaforte del cristianesimo, si è trasformata in una civiltà secolare neo-pagana: per gli europei Dio è morto ed è stato sostituito dall’uomo materialista. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La marea secolaristica ha colpito e sommerso anche l’America. Fin dagli anni 1960, gli Stati Uniti sono stati vittima della rivoluzione sessuale che esalta l’edonismo e la liberazione individuale. La pornografia, l’aborto, l’omosessualismo, la promiscuità, l’epidemia di Aids, il crescente numero di nascite fuori del matrimonio, le vertiginose percentuali di divorzi e di rotture del patto familiare sono i frutti avvelenati della “&lt;em&gt;Playboy philosophy&lt;/em&gt;”: la morale di Mtv è “&lt;em&gt;in&lt;/em&gt;”, mentre Gesù è “&lt;em&gt;out&lt;/em&gt;”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La guerra scatenata dai&lt;em&gt; liberal&lt;/em&gt; contro il cristianesimo ha tuttavia raggiunto un nuovo e più pericoloso livello, un livello che sconfina nel totalitarismo morbido. Di recente, la città di Davenport, in Iowa, ha rimosso il Venerdì Santo dal calendario municipale. La Commissione per i Diritti Civili di Davenport ha cercato infatti di cambiare il nome della festa in uno meno “divisivo” e più ecumenico. Quindi ha mandato un promemoria agl’impiegati municipali stabilendo che il Venerdì Santo sarebbe stato ufficialmente celebrato come “Festa della primavera”. L’amministrazione della cittadina ha sottolineato che celebrare il Venerdì Santo avrebbe violato il principio di separazione fra Chiesa e Stato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Abbiamo solo formulato una raccomandazione affinché il nome fosse cambiato in un altro diverso da Venerdì Santo. La nostra Costituzione fa appello alla separazione di Chiesa e Stato e Davenport si propone come città aperta a tutte le diversità: dati tutti i diversi tipi di culture religiose ed etniche che vi sono presenti, abbiamo consigliato di cambiare»&lt;/em&gt;, ha detto Tim Hart, presidente della commissione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma, a seguito al moto d’indignazione sollevatosi fra i cristiani, il consiglio ha poi deciso di risuscitare il nome di Venerdì Santo e i secolaristi multiculturalisti di Davenport sono stati sconfitti, almeno per ora. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questa controversia è peraltro un segnale minaccioso: la sinistra è determinata a estirpare le festività e i simboli cristiani dalla nostra società. I &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;sono intenzionati a sopprimere i valori tradizionali e a spingere i cristiani sottoterra. La sinistra americana sta ricalcando le orme vergognose — e ben più sanguinose — dei regimi marxisti. Invece di sradicare la fede religiosa per mezzo della canna del fucile, i sinistrorsi usano i &lt;em&gt;diktat &lt;/em&gt;della burocrazia e la propaganda di massa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il risultato è il medesimo: il cristianesimo gradualmente viene espunto dallo spazio pubblico. Le celebrazioni natalizie sono diventate offensive: dire “buon Natale” è oggi considerato politicamente scorretto: il saluto appropriato è “buone feste”. I dieci comandamenti non possono essere più esposti nelle sale pubbliche o nelle aule scolastiche. La preghiera è stata bandita dalla scuola pubblica. I cristiani sono regolarmente derisi nei film e in Tv. I dollari dei contribuenti sono usati per finanziare “arti” che raffigurano Cristo in forme diffamatorie. Hollywood produce film — come &lt;em&gt;Angeli e demoni &lt;/em&gt;— che ritraggono la Chiesa cattolica come una istituzione repressiva, sinistra e primitiva. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’intolleranza anticristiana è l’ultima moda dell’odio. È facile per i cristofobi di Davenport prendersela con il Venerdì Santo: che cosa può accadere nel peggiore dei casi? Telefonate ed e-mail di persone arrabbiate? assemblee presso il municipio? forse qualche protesta pubblica? Ma, alla fine, i membri progressisti della commissione sono sicuri che non pagheranno un prezzo alto, anzi saranno celebrati dalle élite liberal per i loro “ideali illuminati”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; All’islam però non si applicano i medesimi &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; di comportamento. Per paura di offendere i musulmani ed eventualmente di scatenare una &lt;em&gt;fatwa &lt;/em&gt;contro di loro i multiculturalisti di Davenport non oseranno mai, per dire, rimuovere il Ramadan dal calendario e ribattezzarlo “mese del digiuno”. L’istinto di conservazione — e la vigliaccheria — sconsigliano loro di non attaccare certe religioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I cristiani, invece, sono un bersaglio facile. Non credono nel &lt;em&gt;jihad &lt;/em&gt;o nel terrorismo suicida. Al contrario degl’islamisti radicali, essi sposano lo Stato di diritto e i diritti umani. Accettano la persecuzione, anche quella sanzionata dallo Stato, come parte del loro bagaglio religioso. I liberal sono consapevoli che il cristianesimo è una vera “religione di pace”: ecco perché non temono di sporcarla sistematicamente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I padri fondatori sottolineavano che la nostra Repubblica costituzionale dipende da una società vigorosamente religiosa. &lt;em&gt;«La nostra Costituzione è stata fatta solo per un popolo morale e religioso»&lt;/em&gt;, ha detto John Adams, ed &lt;em&gt;«è del tutto inadatta a governare qualsiasi altra cosa»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma i padri fondatori non erano dei secolaristi. Al contrario, erano dei devoti cristiani (eccetto alcuni deisti illuminati come Thomas Jefferson), che temevano l’istituzionalizzazione di una chiesa, specialmente della Chiesa d’Inghilterra, che perseguitava i dissidenti. L’avrebbero considerata una cosa stravagante e disgustosa se fossero stati testimoni di come il concetto di separazione di Chiesa e Stato si sia tradotto ai nostri giorni in una forma di secolarismo radicale e di pregiudizio anticristiano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La nostra eredità giudeo-cristiana è il pilastro del nostro governo costituzionale per una semplice ragione: riconosce la natura trascendente dell’uomo. Le nostre libertà fondamentali derivano da Dio onnipotente e non dallo Stato. Ecco perché i diritti individuali — alla vita, alla libertà e alla proprietà — sono altrettanti antemurali essenziali contro il potere dello Stato: quello che Dio ha dato, nessun uomo o regime può toglierlo. Una volta che l’America perdesse la sua identità cristiana, perderebbe inevitabilmente anche le sue libertà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La cristianofobia è la base del “liberalismo” moderno. I sinistrorsi progressisti sono intenzionati a distruggere l’America tradizionale e le sue istituzioni delle origini: la Costituzione, il capitalismo, la sovranità nazionale e la famiglia. Ecco perché hanno dichiarato guerra al cristianesimo. Se i cristiani non si svegliano dalla loro apatia e non prendono posto su una barricata ideale, saranno di nuovo ricacciati nelle catacombe. E la loro sconfitta segnerà anche la fine della nostra grande Repubblica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dobbiamo fieramente opporci contro chiunque tenti di degradare la nostra eredità cristiana. Dobbiamo riconoscere in lui l’ultima forma di fanatismo e di odio che si possa identificare: la cristianofobia. Abbiamo il diritto di abbracciare Cristo non meno di quanto loro abbiano il diritto di abbracciare uno stile di vita perverso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[L’articolo è stato pubblicato su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; del 2 aprile 2010]&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-2934440326825594903?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/2934440326825594903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/cristianofobia-i-l-cristianesimo-sta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2934440326825594903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/2934440326825594903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/04/cristianofobia-i-l-cristianesimo-sta.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7yPb4QfLTI/AAAAAAAAAVE/B0e_H0tlZUE/s72-c/336px-no_cross-svg.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-4835205227885348998</id><published>2010-03-31T14:19:00.000+02:00</published><updated>2010-03-31T14:38:08.474+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7MiA_GKRKI/AAAAAAAAAU8/1tIM_WFcwTo/s1600/Obamacare.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: right; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" nt="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7MiA_GKRKI/AAAAAAAAAU8/1tIM_WFcwTo/s200/Obamacare.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;SI DISGREGHERÀ L’AMERICA?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;l presidente Obama sta disgregando l’America. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’approvazione dell’&lt;em&gt;Obamacare &lt;/em&gt;è stata una vittoria storica per la politica &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;, anche se&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;il suo prezzo reale potrebbe essere&amp;nbsp;la demolizione del Paese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è riuscito a fare ciò che i suoi predecessori &lt;em&gt;liberal&amp;nbsp;&lt;/em&gt;Franklin D. Roosevelt, Lyndon Baines Johnson e "Bill" Clinton&amp;nbsp;avevano solo sognato: nazionalizzare l’assistenza sanitaria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con l’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt; il governo&amp;nbsp;controlla un sesto dell’intera economia degli Stati Uniti e assesta un colpo mortale all’America tradizionale. Il nostro Stato è ormai uno Stato assistenziale socialista come quelli europei. Inoltre, l’inevitabile e drastico aumento delle tasse, l’enorme apparato burocratico pubblico e le &lt;em&gt;élite &lt;/em&gt;dirigenti &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;soffocheranno la concorrenza e la libera iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I repubblicani dicono di voler abrogare l’&lt;em&gt;Obamacare,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;ma le loro gesta recenti rendono giustamente scettici molti conservatori. Dal &lt;em&gt;New Deal &lt;/em&gt;di Franklin Delano Roosevelt, l'avanzata del liberalismo statalista non ha conosciuto soste.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Social Security&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Medicare&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Medicaid&lt;/em&gt;, Environmental Protection Agency e U.S. Department of Education:&amp;nbsp;il partito repubblicano si è mostrato incapace di resistere alla marea crescente dello statalismo. Tanto con Richard Nixon quanto con entrambi i Bush, i repubblicani fautori della &lt;em&gt;Great Society&lt;/em&gt; hanno contribuito alla fondazione dello Stato-balia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il socialismo è una strada che porta alla rovina economica e alla bancarotta fiscale,&amp;nbsp;sovverte la democrazia e minaccia il futuro stesso della nostra repubblica costituzionale. Gli Stati socialisti degenerano sempre in una qualche forma di autocrazia o di neo-feudalesimo tecnocratico: la classe che produce viene tassata e sfruttata per poter mantenere legata a sé una classe subalterna sempre più numerosa. Le parti sociali vengono contrapposte l’una all’altra, i vari gruppi fanno a gara per accaparrarsi le sovvenzioni pubbliche e chi ne fa le spese è il singolo contribuente, sì che i&amp;nbsp;vincoli reciproci propri dell’economia e della solidarietà nazionale si dissolvono a poco a poco. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Quando prenderete a coloro che hanno voglia di lavorare per darne a coloro che non ne hanno, la democrazia cesserà di esistere»&lt;/em&gt;, avvertiva Thomas Jefferson.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;E aveva ragione: le politiche assistenziali redistributive stanno minando la nostra democrazia;&amp;nbsp;in America cresce lo scontento; i &lt;em&gt;Tea Party &lt;/em&gt;[neo-conservatori radicali (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;)] sono convinti che il governo americano non rappresenti più i loro interessi o i loro valori; la classe politica si sta pericolosamente alienando il cuore del Paese, che si sente da lei tradito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’&lt;em&gt;Obamacare &lt;/em&gt;potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, perché straccia libertà economiche fondamentali e&amp;nbsp;conferisce al governo federale il potere di nazionalizzare &lt;em&gt;de facto &lt;/em&gt;il corpo di ciascuno, controllandone la salute. Gli americani sono costretti a stipulare le assicurazioni, altrimenti vanno incontro a pene pecuniarie o, in seconda battuta, alla prigione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma non è tutto: questa legge sanziona il finanziamento federale dell’aborto: i dollari dei contribuenti saranno usati per sovvenzionare l’assassinio della vita innocente. Ecco perché Obama ha violato il patto sociale: ha "abrogato" la coscienza dei &lt;em&gt;pro-life&lt;/em&gt;, rendendoli tacitamente partecipi del massacro dei non nati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;L’&lt;em&gt;Obamacare &lt;/em&gt;è quindi anche un assalto feroce contro le libertà religiose fondamentali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La rivoluzione di Obama minaccia di lacerare l’America. È già accaduto in passato. La schiavitù, a lungo andare, scatenò la Guerra Civile fra il Nord industriale e il Sud agrario. L’aborto è lo schiavismo del nostro tempo, un sistema che nega i diritti umani più elementari a un’intera categoria di persone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’aspro dibattito sull’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt; ha messo in luce le profonde divisioni del Paese. Non siamo più una sola nazione e un solo popolo:&amp;nbsp;ora vi sono, invece, due Americhe, una conservatrice, l’altra &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;. Non siamo più soltanto in disaccordo, ma ci disprezziamo reciprocamente e con crescente intensità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il disaccordo verte su tutto: politica, morale, cultura e storia. Non abbiamo più qualcosa che ci unisce in profondità, né condividiamo gli stessi valori. Una metà dell’America crede che l’aborto sia un abominio; l’altra considera ogni tentativo di renderlo illegale un atto oppressivo e sessista. Una metà si oppone alle unioni omosessuali perché così si eleva un comportamento immorale e innaturale allo &lt;em&gt;status &lt;/em&gt;sacro di matrimonio; l’altra metà le sostiene perché le interpreta come un’estensione dei diritti civili. Una metà impreca contro il programma socialista di Obama, considerandolo distruttivo del capitalismo e del sistema costituzionale; l’altra metà lo sposa, vedendovi il massimo della giustizia sociale e dell’eguaglianza economica. Una metà onora gli eroi d’America: Cristoforo Colombo, George Washington, James Madison, Davy Crockett, e la sua storia gloriosa; l’altra si vergogna del suo passato, perché lo giudica macchiato da razzismo, imperialismo e sciovinismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;È vero che&amp;nbsp;un Paese non coincide semplicemente con le persone che sono contenute entro determinati confini geografici: esso è qualcosa di più e di più profondo. Una nazione deve condividere un retaggio comune, una lingua, una cultura, una fede e dei miti. Una volta gli americani celebravano i medesimi eroi, cantavano le stesse canzoni patriottiche, avevano in comune una sola letteratura e una sola storia e si vantavano del suo carattere di straordinarietà: una città sulla collina, con diritti e libertà per tutti. Era ben chiaro a tutte le nostre diverse componenti etniche e religiose che l’America era un prodotto della civiltà inglese e cristiana... Ma questi giorni sono passati da tempo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Ora abbiamo imboccato una strada che i nostri padri fondatori ci consigliavano di evitare: quella della progressiva balcanizzazione e del crescente campanilismo. Una repubblica costituzionale, a differenza di un impero, deve la sua forza solo alla sua coesione come nazione: non si fonda sulla coercizione imperiale, ma sul consenso civico. Obama, sprezzantemente, sta tirando a eccesso la corda dell’unità, esasperando la nostra polarizzazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Di fronte all’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt; si sono invocati la sovranità dei singoli Stati, i loro diritti e la loro facoltà di annullare le leggi federali, come accadde negli anni 1830 e 1840. Sono questi i segni di una crescente anarchia politica e di frustrazione sociale: solo spingendola, la gente può solo arrivare a un tale estremo. Gli sforzi di Obama per edificare un super-Stato socialista minacciano l'esistenza stessa dell’America. Come ammoniva Jefferson parlando della schiavitù, è venuto il momento "di suonare la campana antincendio nella notte".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Things fall apart; the center cannot hold / Mere anarchy is loosed upon the world»&lt;/em&gt; [«&lt;em&gt;Le cose si dissociano; il centro non può reggere / la pura anarchia si rovescia sul mondo»&lt;/em&gt;], scriveva William Butler Yeats [(1865-1939)] [1].&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I conservatori non assisteranno passivi a quest’aggressione a tutti i valori che ci sono più cari. A meno che non abbandoni il suo progetto rivoluzionario, il vero lascito di Obama starebbe nell’averci diviso come mai era successo in passato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Trebuchet MS;"&gt;-----------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;[1] &lt;em&gt;The second coming &lt;/em&gt;[&lt;em&gt;Il secondo avvento&lt;/em&gt;, poema del 1919], vv. 3-4 (cfr. WILLIAM BUTLER YEATS, &lt;em&gt;Michael Robartes and the Dancer&lt;/em&gt;, The Chuala Press, Chruchtown, Dundrum (Eire) 1920) (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;[Articolo apparso su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; il 25 marzo 2010] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-color: #660000; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #eeeeee;"&gt;Jeffrey T. Kuhner è ospite tutti i giorni dalle 13 alle 15 della radio Internet WTNT 570-AM (http://www.talk570.com/) dove anima &lt;em&gt;The Kuhner Show&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-4835205227885348998?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/4835205227885348998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/si-disgreghera-lamerica-i-l-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4835205227885348998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4835205227885348998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/si-disgreghera-lamerica-i-l-presidente.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S7MiA_GKRKI/AAAAAAAAAU8/1tIM_WFcwTo/s72-c/Obamacare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-8306675016543447872</id><published>2010-03-14T12:37:00.000+01:00</published><updated>2010-03-31T14:36:47.793+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5zKJJeJy5I/AAAAAAAAAUs/R5x1M0UqFuQ/s1600-h/Obama_padrino.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5zKJJeJy5I/AAAAAAAAAUs/R5x1M0UqFuQ/s320/Obama_padrino.bmp" vt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;UN REGIME&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial; font-size: large;"&gt;DI GANGSTER&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;l presidente Obama è a capo della più corrotta delle amministrazioni di tutta la storia americana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Continuano infatti i suoi tentativi di far passare in parlamento la riforma sanitaria del governo, nonostante la crescente opposizione del Congresso e della schiacciante maggioranza degli americani.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Anche molti democratici, in particolare i “Blue Dogs” [1]&amp;nbsp;. La portavoce della Camera Nancy Pelosi, democratica della California, non ha attualmente a disposizione i voti necessari per far approvare la riforma passando per il Congresso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Casa Bianca ha annunciato ai democratici che farà di tutto pur di far approvare la legge, perché essa sarebbe una manna per chi verrà dopo&amp;nbsp;Obama. Nessuno dei presidenti progressisti che l’hanno preceduto – Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Jimmy Carter o Bill Clinton – sono stati capaci di conseguire l’obiettivo essenziale di ogni governo &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt;: la nazionalizzazione della sanità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia, l’ambizione sfrontata di Obama sta spingendo la sua amministrazione verso una corruzione sempre più aggressiva, il crimine e l’abuso di potere. Le accuse dell’ex parlamentare Eric Massa, democratico di New York, aprono uno squarcio sull’atmosfera da cosca criminale che pervade l’Amministrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Massa è un politico senza scrupoli e un depravato. Possiamo chiamare diversamente un uomo che ha ammesso di aver fatto proposte sessuali, nel corso un ricevimento nuziale, a un uomo dello &lt;em&gt;staff&lt;/em&gt;, non appena la moglie, influenzata, l’aveva lasciato solo? Massa ha anche ammesso di aver “stuzzicato” altri componenti maschi del suo &lt;em&gt;team&lt;/em&gt;. Le cronache giornalistiche riferiscono che gli addetti allo &lt;em&gt;staff &lt;/em&gt;si sono lamentati di aver subito palpeggiamenti da parte dell’ex deputato, la Commissione Etica della Camera ha aperto un’inchiesta ed Eric Massa ha dato le dimissioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il problema non è tanto la pur deplorevole e stravagante condotta di Massa – ha avuto il suo quarto d’ora di notorietà ed è scomparso –,&amp;nbsp;quanto il fatto che l’apparato politico di Chicago resta in piedi. Le accuse di Massa contro il capo dello &lt;em&gt;staff &lt;/em&gt;presidenziale Rahm Emanuel minacciano il regime di Obama dalle fondamenta. Ecco perché i media &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;ci tenevano così tanto a distruggere la credibilità del deputato. Speravano infatti che una storia di molestie sessuali e di comportamento omosessuale potesse distrarre l’opinione pubblica da quel che invece ha fatto Emanuel. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Eric Massa ha infatti detto che, mentre era nudo nelle docce della palestra della Camera, Emanuel lo ha affrontato, rimproverandogli&amp;nbsp;la sua scelta di votare contro il bilancio dello Stato presentato dal Presidente. Massa sostiene pure che dirigenti sindacati, spalleggiati dalla Casa Bianca, lo hanno avvicinato minacciandolo di negargli contributi per la campagna elettorale se si fosse opposto all’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt;. Se tutto ciò risultasse vero – tentativo di corruzione e diffamazione –, sarebbe anche estremamente volgare. Risalgono a Emanuel tutti i cinici tentativi della Casa Bianca di comprare voti e di istituzionalizzare il metodo delle mazzette al fine di far approvare una legge profondamente impopolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’intero processo di “riforma” dell’assistenza sanitaria è segnato da scandali e da diffusa corruzione: il “Louisiana Purchase”, i 300 milioni di dollari extra riversati nei fondi del &lt;em&gt;Medicaid &lt;/em&gt;per assicurarsi il voto della senatrice Mary L. Landrieu, democratica della Louisiana; il “Cornhusker Kickback”, i 100 milioni di dollari offerti per coprire i costi dell’espansione del &lt;em&gt;Medicaid &lt;/em&gt;in Nebraska al fine di avere il supporto del senatore Ben Nelson; i 5 miliardi messi da parte per pagare l’esenzione della Florida dal &lt;em&gt;Medicare &lt;/em&gt;per acquisire il voto favorevole del senatore Bill Nelson; e gli accordi speciali stipulati sull’&lt;em&gt;high-cost&lt;/em&gt; – i cosiddetti piani assicurativi “Cadillac” – con dirigenti di influenti sindacati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Amministrazione sta prendendo di mira esponenti democratici-chiave della Camera: sta mettendo in pratica i “metodi da Chicago”, secondo cui:&amp;nbsp;“prima usa la mazzetta e, se non basta, prova con la prepotenza”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per esempio, a Jim Matheson,&amp;nbsp;parlamentare dello Utah, che inizialmente aveva votato contro la legge sull’assistenza sanitaria, è stata fatta un’offerta che non poteva rifiutare: suo fratello Scott è stato proposto per la carica di giudice federale. Se questo non è un flagrante “&lt;em&gt;quid&lt;/em&gt;” &lt;em&gt;pro quo&lt;/em&gt;…. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al deputato Allan B. Mollohan del West Virginia, un panchinaro che non ha ancora deciso come votare, è stato dato un bell’incentivo a sostenere l’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt;: il Dipartimento di Giustizia ha appena annunciato di aver ritirato – mirabile coincidenza – la sua inchiesta sulla condotta etica del discusso parlamentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il deputato Burt Stupak del Michigan, un democratico a favore della vita che si oppone alla legge sul finanziamento federale degli aborti, è stato inaspettatamente coinvolto in una inchiesta parlamentare sulla liceità dell’uso di un appartamento ad affitto agevolato messogli a disposizione nel Distretto di Columbia da un gruppo cristiano. I &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;democratici del Congresso sapevano benissimo anche prima qual era la sistemazione di Stupak: ma, guarda caso, solo adesso la cosa è diventata fonte di preoccupazione. Se non è la proverbiale pistola puntata alla tempia...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli abusi di potere di Obama non riguardano solo il progetto di riforma dell’assistenza sanitaria. Il deputato democratico della Pennsylvania Joe Sestak ha accusato l’Amministrazione di avergli offerto un incarico di alto profilo nelle fila del governo se accetterà di non correre alle primarie democratiche contro il senatore Arlen Specter. Se fosse vero, la Casa Bianca avrebbe compiuto un reato piuttosto grave: è contro la legge infatti usare il potere federale allo scopo di interferire direttamente o di determinare l’esito di una elezione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ecco perché al deputato repubblicano della California Darrell Issa, membro di spicco della Commissione di Garanzia e delle Riforme di Governo alla Camera, è stato chiesto di aprire una inchiesta ufficiale sulla materia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Se la Casa Bianca forse pensa che questo sia il modo normale di far politica, è del tutto straordinario e spettacolare&amp;nbsp;che un candidato&amp;nbsp;– un membro del Congresso degli Stati Uniti, non uno qualunque – accusi liberamente ricevuta di una tale proposta»&lt;/em&gt;, ha detto Issa. &lt;em&gt;«Quasi sempre, i candidati si mostrano riservati su scambi di questo tipo, e a ragione, visto che sono contro la legge»&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ogni rivoluzionario socialista di successo ha avuto un suo braccio destro&amp;nbsp;cui affidare il lavoro sporco, qualcuno disposto a spaccare teste e a pescare nel torbido, mentre il &lt;em&gt;leader&lt;/em&gt;, apparentemente al di sopra della mischia, formulava piani di giustizia economica e di armonia sociale. Vladimir Lenin ebbe il suo Josef Stalin,&amp;nbsp;Fidel Castro suo fratello Raul: ora Obama ha Emanuel.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La cosa più importante che abbiamo imparato dal ventesimo secolo è che l’utopismo conduce al gangsterismo. Obama sta disperatamente cercando di imporre la sua rivoluzione socialista progressista. Più resistenza incontra, più diventa determinato e più ha bisogno di fare affidamento su filibustieri alla Emanuel. Obama, che ha promesso di riformare Washington, sta al contrario governando più come un &lt;em&gt;gangster &lt;/em&gt;che non come un uomo di Stato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;[1] La Democratic Blue Dog Coalition è un gruppo di 54 deputati democratici di orientamento moderato: conservatori su temi fiscali,&amp;nbsp;sono in rivolta contro l’&lt;em&gt;Obamacare&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;)]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: #660000;"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Jeffrey T. Kuhner&lt;/strong&gt; è ospite tutti i giorni dalle 13 alle 15 della radio Internet &lt;strong&gt;WTNT 570-AM&lt;/strong&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.talk570.com/"&gt;&lt;span style="background-color: #660000; color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.talk570.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="background-color: #660000; color: white;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;) dove anima&amp;nbsp;&lt;em&gt;The Kuhner Show&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-8306675016543447872?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/8306675016543447872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/un-regime-di-gangster-i-l-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8306675016543447872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8306675016543447872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/un-regime-di-gangster-i-l-presidente.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5zKJJeJy5I/AAAAAAAAAUs/R5x1M0UqFuQ/s72-c/Obama_padrino.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-8613452784300970079</id><published>2010-03-05T16:59:00.000+01:00</published><updated>2010-03-05T17:01:46.306+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #4c1130; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;GLI STATI UNITI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #4c1130; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;SOCIALISTI D'AMERICA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: #4c1130; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;[Il nuovo Piano renderà &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #4c1130; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;la salute &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #4c1130; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;più accessibile...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5Eptc6P62I/AAAAAAAAAUk/JEhPf545nlk/s1600-h/obamacare-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5Eptc6P62I/AAAAAAAAAUk/JEhPf545nlk/s320/obamacare-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;l Presidente Obama sta per completare la sua rivoluzione socialista. Fin dal suo arrivo alla presidenza, l’anno scorso, ha cercato senza sosta di trasformare l’America. Fin dal tempo della sua militanza studentesca radicale, Obama è stato ossessionato dal desiderio di abbattere il tradizionale sistema di libero mercato. Come molti altri sinistrorsi, egli pensa che il capitalismo sia il nemico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;«Al &lt;/em&gt;college &lt;em&gt;era un socialista marxista&lt;/em&gt; — dice John C. Drew, che lo conobbe ai tempi dell’università, in un’intervista —&lt;em&gt;. E ha continuato a parlare della necessità di rigettare il capitalismo a vantaggio di una rivoluzione della classe lavoratrice»&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Uno dei filosofi preferito da Obama è stato Franz Fanon [1925-1961], un marxista post-colonialista che sosteneva i movimenti di liberazione del Terzo Mondo. Secondo Fanon, l’Occidente — in testa l’America — era basato sul razzismo, l’imperialismo e lo sfruttamento economico dei poveri del mondo. L’unico rimedio era il socialismo autoritario e una massiccia ridistribuzione della ricchezza dalle nazioni occidentali verso i Paesi in via di sviluppo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Durante la sua carriera Obama ha frequentato associazioni politiche radicali. Alla Columbia University, quando insegnava diritto costituzionale, ha abbracciato la dottrina giuridica postmoderna secondo la quale il sistema costituzionale statunitense presenta una verniciatura artificiale di libertà mentre di fatto porta avanti solo gl’interessi economici dei potenti maschi bianchi.&amp;nbsp;Quando era animatore di una comunità a Chicago ha studiato e tentato d'imitare l’attivismo di Saul Alinsky [1909-1972],&amp;nbsp;un neo-trotzkista che proclamava la “rivoluzione permanente”. I suoi compagni di più lunga data, il rev. Jeremiah Wright, William Ayers e Bernardine Dohrn sono sostenitori della liberazione marxista e condividono un feroce odio per gli Stati Uniti e credono che solo un cambiamento radicale e palingenetico possa redimere l’America. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è l’esatto opposto di un centrista pragmatico, come la maggior parte dei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;insiste a dipingerlo: è un ideologo che sta portando avanti il suo progetto politico anche a rischio di danneggiare in profondità il Partito Democratico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo spiega il suo stravagante, quasi irrefrenabile, desiderio di far accettare a tutti costi il suo programma “Obamacare” dal Congresso. Il Presidente ha detto che vuole che dall’esame del suo piano sanitario esca un voto “sì o no” e preferibilmente entro la fine di marzo, prima cioè delle vacanze parlamentari di Pasqua. In altri termini, ha dato il via libera alla &lt;em&gt;speaker &lt;/em&gt;della Camera Nancy Pelosi, democratica della California, e al &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;della maggioranza in Senato Harry Reid, democratico del Nevada, di usare il sistema detto della “&lt;em&gt;reconciliation&lt;/em&gt;”, un procedimento parlamentare previsto per le scorciatoie di bilancio. Secondo queste regole arcane, una semplice maggioranza di cinquanta voti democratici al Senato, più il voto di &lt;em&gt;tie-break &lt;/em&gt;del Vice Presidente Joseph R. Biden jr., sarebbe sufficiente per far passare la riforma sanitaria, perché così sarebbe reso impraticabile l’ostruzionismo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E questa è una decisione senza precedenti: mai nella nostra storia la “&lt;em&gt;reconciliation&lt;/em&gt;” è stata usata per far passare un importante insieme di leggi sociali solo con una ristretta maggioranza di parte. “Obamacare” costerà infatti quasi un sesto dell’economia statunitense. Per contro, i programmi Social Security, Medicare e Medicaid sono stati approvati con un travolgente consenso &lt;em&gt;bipartisan&lt;/em&gt;. A dispetto del mito popolare, sono numerosi i repubblicani che hanno indossato l’idea dello Stato del benessere tipico del New Deal e della Great Society e questo spiega perché è così difficile (se non impossibile) abrogarli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Casa Bianca e i suoi alleati dei &lt;em&gt;media &lt;/em&gt;pretendono che il “&lt;em&gt;welfare reform bill&lt;/em&gt;” (decreto di riforma del Welfare) del 1996, il “&lt;em&gt;children's health insurance program&lt;/em&gt;” (piano sanitario per l’infanzia) del 1997 e i tagli alle tasse di Bush del 2001 furono approvati usando la tecnica della “&lt;em&gt;reconciliation&lt;/em&gt;”. Questo è fuorviante: ciascuna di queste misure ha avuto un forte sostegno dei democratici, specialmente al Senato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama è impegnato in un atto di abuso di potere: sta ostacolando la volontà della maggioranza degli americani che non vuole una medicina socializzata perché teme, a ragione, che l’etichetta del prezzo complessivo della proposta — mille miliardi di dollari — andrà a sommarsi al nostro stratosferico debito pubblico, che ci ha portato sull’orlo della rovina. Comprendono che soffocherà l’innovazione della medicina e ridurrà la qualità delle cure, portando al razionamento e alle lunghe liste di attesa. La riforma rappresenta inoltre la maggior dilatazione di spesa pubblica autorizzata dagli anni 1960. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, l'azione di Obama stanno minando il tradizionale sistema di controlli incrociati istituito dai Padri fondatori. Il ruolo istituzionale del Senato è di fungere da antemurale contro la regola della maggioranza pura. Con il pretesto d'imbrigliare i “corsari” del Parlamento, Obama sta non solo prendendo in giro gli elettori — inclusi quelli che in Massachusetts hanno eletto il senatore repubblicano Scott Brown — ma anche irridendo i più profondi meccanismi costituzionali di salvaguardia, intesi a impedire questo genere di usurpazioni del potere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua proposta di riforma tenta di creare un’economia sanitaria pianificata centralmente, la quale edificherà una gigantesca burocrazia statale basata su massicce tassazioni, sovvenzioni e normative. Obama è disposto a sacrificare le sorti politiche del suo partito a novembre — e perfino la sua stessa rielezione nel 2012 — perché comprende un fatto fondamentale: la nazionalizzazione della sanità è il cuore dello statalismo dalla culla alla tomba. Nessun Paese che abbia adottato la sanità sociale — Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Italia — è stato capace di riguadagnare la libertà economica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E questo non perché la sanità a guida statale&amp;nbsp;funzioni o&amp;nbsp;sia più preferita, ma perché,&amp;nbsp;invece, promuove un debilitante spirito di dipendenza che si rivela fatale all’autogoverno del popolo. In breve, uccide l’autostima e l’individualismo che sono d’importanza essenziale per una democrazia di libero mercato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per Obama, questo è il punto preciso. Vladimir Lenin, il &lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;della Rivoluzione bolscevica, ha disegnato il modello di azione marxista che è stato seguito dalla sinistra radicale fin dal 1917. Lenin esortava infatti a sfruttare qualunque disastro che &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;[...]&lt;em&gt; accelerasse la distruzione &lt;/em&gt;[…] &lt;em&gt;della classe capitalistica»&lt;/em&gt;. La Grande Recessione del 2008 ha portato al potere Obama. E questi sta sfruttando la crisi per spazzare via il vecchio ordine capitalistico.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta ineeluttabilmente dando vita a una nuova nazione: gli Stati Uniti Socialisti d’America: gli U.S.S.A.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;[Articolo apparso su &lt;em&gt;The Washington Times &lt;/em&gt;il 5 marzo 2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-8613452784300970079?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/8613452784300970079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/gli-stati-uniti-socialisti-damerica-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8613452784300970079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/8613452784300970079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/03/gli-stati-uniti-socialisti-damerica-il.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S5Eptc6P62I/AAAAAAAAAUk/JEhPf545nlk/s72-c/obamacare-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-1997281194905725864</id><published>2010-02-27T16:40:00.000+01:00</published><updated>2010-02-27T18:21:56.824+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;UNA COTTA&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;CONSERVATRICE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: Trebuchet MS;"&gt;PER L'ISOLAZIONISMO?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S4k8rpa6vnI/AAAAAAAAAUE/Qk_o5RIjEjM/s1600-h/ron_paul2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S4k8rpa6vnI/AAAAAAAAAUE/Qk_o5RIjEjM/s320/ron_paul2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #20124d; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-size: x-large;"&gt;E' &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #20124d; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;il senatore Ron Paul il futuro del movimento conservatore? Sembrerebbe, purtroppo, di sì, se il &lt;em&gt;meeting &lt;/em&gt;annuale del Cpac,&amp;nbsp;la Conservative Political Action Conference, svoltosi qualche giorno fa, si rivelerà un barometro attendibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel sondaggio del Cpac, il campione libertario, nonché candidato alle primarie presidenziali del 2008, ha vinto nettamente con il 31% dei 2400 voti. Mitt Romney, già governatore del Massachusetts, è arrivato solamente al 22%. Sarah Palin si è piazzata a un terzo posto a molta distanza dai primi due&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Paul, repubblicano del Texas, è un convinto "&lt;em&gt;fiscal conservative&lt;/em&gt;". È un jeffersoniano anti-statalista che si batte da sempre per uno Stato limitato, per l’abbassamento delle tasse e per i diritti dei singoli Stati. Vorrebbe tagliare drasticamente la spesa pubblica e abbattere l’ipertrofico leviatano federale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In particolare, Paul si è rivelato il maggior critico parlamentare della Federal Reserve (Fed). È stato lui ad aver chiesto al Government Accountability Office, l’organismo federale di controllo sui conti pubblici statunitensi, di condurre su di essa un'indagine amministrativa a tutto campo. E ha ragione: Ben S. Bernanke, presidente della Federal Reserve, gestisce una banca centrale che non ha né obblighi di rendicontazione né di trasparenza. In ultima analisi, la Fed non deve rispondere che a se stessa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tutto questo deve finire. Contrariamente a quanto i suoi difensori sostengono, la Fed è un enorme mostro le cui politiche hanno annientato l’economia reale — la cosiddetta “Main Street” [la strada dei piccoli commercianti] — per soccorrere Wall Street [la strada dei finanzieri]. Ha alle spalle un lungo &lt;em&gt;curriculum &lt;/em&gt;di fallimenti che hanno ripetutamente danneggiato il nostro tradizionale benessere. È il perno istituzionale su cui si regge il capitalismo faccendiere che sta al cuore dello Stato delle grandi &lt;em&gt;corporation &lt;/em&gt;in America. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per esempio, a dire del premio Nobel per l’economia Milton Friedman, furono le politiche sconsiderate della Federal Reserve a causare la Grande Depressione del 1929. Nella seconda metà degli anni 1920, la Fed aumentò notevolmente la quantità di denaro immessa in circolazione. L’afflusso massiccio di denaro “facile” fece schizzare alle stelle la Borsa al punto che le azioni potevano essere acquistate con un margine del 10%. Tutto questo creò un enorme bolla. Come tutte le bolle, anche questa, a un certo punto, si sgonfiò e gli investitori corsero a ritirare il proprio denaro dalle banche per ricostituire i minimi d’investimento. La corsa alle banche così scatenatasi portò molte di esse al collasso per mancanza di liquidità. Prima che passasse la bufera, il sistema bancario americano e i mercati finanziari erano implosi. La contrazione economica portò con sé la disoccupazione di massa e la povertà degli anni 1930.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La bolla del “&lt;em&gt;.com&lt;/em&gt;” [la crisi dei titoli informatici] degli anni 1990, il &lt;em&gt;boom &lt;/em&gt;dei mutui-casa degli anni 2000, le spericolate politiche di prestito a Wall Street, sono state tutte frutto della politica di taglio del costo del denaro attuata dalla Fed. Queste bolle sono&amp;nbsp;direttamente responsabili della nostra crisi economica.&amp;nbsp;La prerogativa della Fed di stampare denaro e di far circolare migliaia di miliardi di dollari in &lt;em&gt;surplus &lt;/em&gt;ci ha portato sull’orlo della rovina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ron Paul è, su temi fiscali, un "falco" e in economia un realista consapevole di quanto la Fed e il progressismo del &lt;em&gt;Big government &lt;/em&gt;possano nuocere alla Repubblica definita dalla Costituzione. Nessuna meraviglia, allora, che i conservatori più giovani e i libertari lo ammirino. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In politica estera, tuttavia, egli si sbaglia, e i suoi errori potrebbero causare molti danni. La sua ostilità allo “Stato assistenziale-bellico” è fuorviante: puntare su una forte difesa nazionale è di cruciale importanza per la sopravvivenza dell’America, specialmente in un’epoca di terrorismo islamico globale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando Paul espone le sue opinioni sulla politica estera sembra di risentire i vecchi isolazionisti degli anni 1930 e 1940. Conservatori come Robert Taft e Charles Lindbergh si opposero al coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. Erano pronti ad abbandonare l’Europa nelle mani della Germania di Hitler. Ritenevano che l’America era al sicuro all’interno dei suo perimetro difensivo continentale, ben protetta dai due oceani. L'attacco di Pearl Harbor dimostrò, tuttavia, quanto inconsistente fosse il mito della “fortezza America”, proprio come, poi, hanno fatto gli attentati dell’11 Settembre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In un'epoca di armi nucleari e di fanatismo, nessuna nazione è al sicuro. Ron Paul, attingendo al frasario della New Left degli anni 1960, crede ancora che gli Stati Uniti sono diventati un’“impero” e sostiene che gli attacchi dell’11 Settembre si sono scatenati “su di noi” a causa della nostra politica imperialistica in Medio Oriente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il che è falso: i jihadisti hanno dichiarato guerra all’Occidente perché vogliono restaurare il califfato islamico medioevale. Il sostegno americano dato a Israele o gli aiuti economici all’Egitto sono solamente il pretesto con cui coprono i loro intenti totalitari e rivoluzionari. Se fosse vero che è la politica americana ad alimentare il jihadismo nel mondo, perché anche Paesi come la Francia, la Germania, l’Italia, la Russia, la Spagna, il Canada, la Cina, l’Indonesia, le Filippine, la Giordania, l’Arabia Saudita e il Libano — Paesi che sono anti-israeliani, filo-palestinesi e filo-arabi — sono presi di mira dalla violenza terroristica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non è stato un immaginario imperialismo americano a causare l’ascesa dell’islam radicale, ma il socializzarsi del desiderio di imporre la legge della sharia nel mondo. Sono Osama bin Laden e i suoi alleati i veri colonialisti, non l’America.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come il nazionalsocialismo e il comunismo sovietico, l’islamofascismo costituisce una minaccia mortale per l’Occidente. Noi oggi siamo impegnati in una lotta ideologica e militare, in un duello all’ultimo sangue. Il genere di isolazionismo di Ron Paul non fa bene né alla destra né all’America. Egli è nel giusto quando si batte in patria per lo &lt;em&gt;Small government &lt;/em&gt;e per la solidità della moneta. Ma il suo appello non-interventista è un puro volo di fantasia. Paul è un uomo del passato e si illude di viverci tuttora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;[Articolo apparso su &lt;em&gt;The Washington Times&lt;/em&gt; il 26 febbraio 2010]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-1997281194905725864?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/1997281194905725864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/la-cotta-isolazionista-dei-conservatori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1997281194905725864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/1997281194905725864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/la-cotta-isolazionista-dei-conservatori.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S4k8rpa6vnI/AAAAAAAAAUE/Qk_o5RIjEjM/s72-c/ron_paul2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-4927490755806667885</id><published>2010-02-08T15:24:00.000+01:00</published><updated>2010-02-27T16:19:12.601+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;AMERICA DI OBAMA: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;UN TENTATO SUICIDIO?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S3AfM-fZGXI/AAAAAAAAAT0/IesmiXP0TCo/s1600-h/Franklin_Roosevelt_signing_declaration_of_war_against_Japan_December_1941.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kt="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S3AfM-fZGXI/AAAAAAAAAT0/IesmiXP0TCo/s320/Franklin_Roosevelt_signing_declaration_of_war_against_Japan_December_1941.jpeg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;«&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e civilità muoiono suicide, non ammazzate»&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, ha detto il grande storico Arnold Toynbee. Sotto la presidenza Obama, l’America sta perdendo il suo ruolo di superpotenza: è in declino e sta lentamente trasformandosi in una nazione di secondo piano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il crollo americano è avvenuto d'improvviso e di schianto: &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;in crescita, stagnazione economica, compromesso con l’islam radicale e con il socialismo rivoluzionario: la politica di Obama sta erodendo la supremazia dell’America sulla scena mondiale.&amp;nbsp;Se una volta eravamo i maggiori creditori al mondo, ora siamo diventati la nazione più indebitata. Questa settimana, Obama ha presentato il suo &lt;em&gt;budget &lt;/em&gt;fiscale per il 2011: 3.800 miliardi di dollari di spese federali sono una cifra mai raggiunta... e il &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;di bilancio arriverà alla cifra &lt;em&gt;record &lt;/em&gt;di 1.600 miliardi di dollari. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Amministrazione millanta la necessità di operare “scelte dure”: ma il &lt;em&gt;budget &lt;/em&gt;di Obama accresce drasticamente la spesa a favore di progetti cari ai democratici. Obama chiede 25 miliardi di dollari di nuove spese per il progetto &lt;em&gt;Medicaid&lt;/em&gt;, 100 miliardi per il cosiddetto “piano del lavoro”, grossi incrementi di spesa per piani di sostegno alle famiglie a basso reddito, per l’istruzione e per la ricerca medica. In totale, le proposte di Obama configurano un aumento di quasi il 30% della spesa federale rispetto al 2008. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp; Il suo dissennato programma di “&lt;em&gt;big government&lt;/em&gt;”, di “&lt;em&gt;big deficits&lt;/em&gt;” e di “&lt;em&gt;big spending&lt;/em&gt;” [Stato allargato, ingenti &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;e grande spesa pubblica (&lt;em&gt;ndt&lt;/em&gt;)] stanno spingendo l’America verso la bancarotta nazionale. Fra il 2009 e il 2011 Obama avrà aggiunto altri 3.700 miliardi di dollari al debito pubblico. E accumulato più debiti in tre anni che nei 225 anni di storia patria precedente. È la strada verso il suicidio fiscale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il presidente americano&amp;nbsp;sta varando enormi piani di spesa pubblica e &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;incontrollati per conseguire un unico obiettivo fondamentale: un permanente e massiccio incremento delle tasse per consentire all’&lt;em&gt;élite liberal&lt;/em&gt; dominante di esercitare un maggior controllo sul settore privato. Obama domanda 2.000 miliardi di tasse in più nei prossimi dieci anni. La sua strategia del tipo “lotta di classe per tosare i ricchi” strozzerà la crescita economica, frenerà l’accumulazione del capitale e bloccherà la creazione di posti di lavoro. La disoccupazione rimane al 10%, e probabilmente crescerà a lungo nei prossimi anni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama crede di portare a termine il progetto &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;iniziato dal Presidente Franklin D. Roosevelt, FDR.&amp;nbsp;Ma, contrariamente alla mitologia popolare, FDR è stato uno più deleteri&amp;nbsp;&lt;em&gt;leader &lt;/em&gt;americani del XX secolo. Il suo &lt;em&gt;New Deal &lt;/em&gt;non è riuscito a ristabilire la ripresa economica e ha prolungato la Grande Depressione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;FDR si è scagliato spesso contro i “realisti [nel senso di “monarchici” (&lt;em&gt;ndt&lt;/em&gt;)] economici” e contro “le forze dell’egoismo”, imputando a loro la povertà del Paese. La sua guerra contro gli affaristi e i banchieri può aver toccato una corda populista, ma non è servita a ribaltare l’alto tasso di&amp;nbsp;disoccupazione o a far ripartire la produttività industriale. Di fatto, ha gravemente danneggiato la fiducia in economia, ostacolando investimenti e idee imprenditoriali del tutto necessari. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Inoltre, FDR è stato un &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;internazionalista in politica estera. In diplomazia il suo multilateralismo si scontrava con gl’interessi nazionali americani; ha ridotto drasticamente la spesa militare per la maggior parte degli anni 1930 e ha sostenuto il compromesso con la Germania nazionalsocialista. Ha poi deliberatamente omesso di fare il se pur minimo sforzo per salvare gli ebrei durante l’Olocausto, per esempio rifiutandosi di ordinare agli Alleati di bombardare le ferrovie nazionalsocialiste che portavano gli ebrei verso i campi di sterminio. A Yalta ha svenduto l’Europa dell’Est al regime sovietico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La politica di FDR ha contribuito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e ai 50 milioni di morti che è costata, nonché alla schiavizzazione delle nazioni cristiane dell’Est europeo da parte del comunismo. Egli è stato esattamente l'opposto di un grande campione della libertà: è stato un progressista mondialista che demoliva il capitalismo in patria e incoraggiava i totalitarismi nemici dell’America all’estero. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Obama sta ripetendo molti dei disastrosi errori di FDR. I suoi pesanti aumenti di tasse e la spesa cronicamente in &lt;em&gt;deficit &lt;/em&gt;“alla Keynes” minacciano a medio termine la prosperità dell’America. Il suo impulso verso la dilatazione del settore pubblico e verso costosi programmi di allargamento dei diritti stanno esaurendo il settore privato, subordinando il mercato allo Stato burocratico e dominato dalle grandi &lt;em&gt;corporation&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua decisione di garantire i diritti di legge [i cosiddetti “&lt;em&gt;Miranda rights&lt;/em&gt;” (&lt;em&gt;ndt&lt;/em&gt;)] al “&lt;em&gt;bomber &lt;/em&gt;delle mutande” Umar Farouk Abdulmutallab, così come di concedere alla mente degli attacchi dell’11 settembre 2001 Khalid Shaikh Mohammed un processo civile riflette la mancanza di volontà di Obama di sconfiggere il terrorismo islamista. Il suo compromesso con i “&lt;em&gt;mullah &lt;/em&gt;apocalittici” dell’Iran sta consentendo loro di procurarsi la bomba a energia nucleare, minacciando potenzialmente di scatenare una guerra che coinvolgerebbe tutto il Medio Oriente. Obama ha tradito l’Europa dell’Est smantellando il promesso scudo antimissile e abbandonando la regione alla sfera d’influenza russa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sta nel contempo indebolendo la forza militare dell’America. Ha ridotto il nostro arsenale nucleare; il suo tentativo di “&lt;em&gt;nation building&lt;/em&gt;” in Afghanistan è un altro Vietnam; l’impennata della quantità delle truppe senza una chiara strategia per la vittoria ha impelagato gli Stati Uniti in una lunga campagna di guerriglia, dove si spendono sangue e risorse finanziarie preziosi. L’impulso dato da Obama al servizio esplicito degli omosessuali nell’esercito frantumerà la coesione delle unità, decimerà il morale delle truppe e intaccherà la disciplina: ed è questa la cosa peggiore che un presidente possa fare nel mezzo di due guerre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La natura aborre il vuoto. Il declino dell’Occidente è in corso di rimpiazzo da parte delle dinamiche economie capitalistiche dell’Est. La ricchezza — e con essa una sempre maggior potenza — si sta trasferendo all’Asia. Il rivale principale degli Stati Uniti, la Cina, continua un rafforzamento militare senza precedenti. Pechino allo stesso tempo mostra i muscoli e fa incetta di gran parte del nostro debito pubblico. L’America era rispetto alla Gran Bretagna imperiale di un secolo fa ciò che la Cina è per noi oggi: un colosso regionale in ascesa determinato a conseguire l’egemonia globale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La politica di Obama ha condotto gli Stati Uniti alla perdita della potenza e del prestigio. Ci ha lasciati più deboli, economicamente, politicamente e militarmente. La sua presidenza è il tentato suicidio dell’America. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;[&lt;em&gt;Articolo apparso su &lt;/em&gt;The Washington Times&lt;em&gt; del 5-2-2010&lt;/em&gt;]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-4927490755806667885?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/4927490755806667885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/america-di-obama-un-tentato-suicidio-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4927490755806667885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/4927490755806667885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/america-di-obama-un-tentato-suicidio-l.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S3AfM-fZGXI/AAAAAAAAAT0/IesmiXP0TCo/s72-c/Franklin_Roosevelt_signing_declaration_of_war_against_Japan_December_1941.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-7348379040932083930</id><published>2010-02-01T11:51:00.000+01:00</published><updated>2010-02-04T19:30:52.138+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #990000; font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #990000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;CONSERVATORI&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #990000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;ALLA RISCOSSA &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2axwCtQuwI/AAAAAAAAASQ/YAde3RF_jto/s1600-h/180px-Scott_P._Brown.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2axwCtQuwI/AAAAAAAAASQ/YAde3RF_jto/s200/180px-Scott_P._Brown.jpeg" width="156" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;a rivolta fermenta&amp;nbsp;in tutta la &lt;em&gt;Middle America&lt;/em&gt;. La storica vittoria del repubblicano Scott Brown sul candidato democratico Martha Coakley nelle elezioni tenutesi il 19 gennaio 2010 nel Massachusetts per un seggio al Senato ha provocato un’onda d’urto che ha investito l’intero panorama politico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Brown, infatti, in quattro mesi ha recuperato gradualmente uno svantaggio di trenta punti percentuali. Il fatto che rende il suo trionfo ancor più eccezionale è che si è verificato nel più “democratico” degli Stati. Per decenni, il Massachusetts è stato il baluardo del progressismo più radicale. Assistenza sanitaria estesa a tutti senza eccezioni, politiche ispirate all’ambientalismo e all’assistenzialismo più pervasivo, tasse alle stelle e permissivismo sul piano sociale: sono queste le caratteristiche dominanti della politica attuata nel &lt;em&gt;Bay State&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La vittoria a sorpresa di Brown non è soltanto l’equivalente politico di un Davide che sconfigge Golia, ma rappresenta il crollo e la disfatta di un radicato &lt;em&gt;establishment&lt;/em&gt; progressista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Muovendosi a tutti i livelli, la Casa Bianca sta ansiosamente cercando di evitare che la vittoria di Brown venga letta come un rifiuto popolare dell’agenda interna del presidente e, in particolare, dei suoi sforzi di far approvare una riforma sanitaria che incontra la vivace opposizione di parte della società civile. I democratici di stanza a Washington vanno spiegando che la sconfitta della signora Coakley è da attribuire a una campagna elettorale deprimente e sottotono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il che è vero, ma solo fino a un certo punto: certamente quella del Procuratore Generale dello Stato era una candidatura debole, imposta dall’apparato del partito. Va anche detto, però, che Brown ha cavalcato l’onda di una crescente e generalizzata insofferenza nei confronti di uno &lt;em&gt;status quo &lt;/em&gt;tendenzialmente corrotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Scott Brown seppellisce la dinastia dei Kennedy: egli ha scatenato le forze latenti di un populismo refrattario alla sinistra, capaci di far a pezzi la presidenza Obama. Il conservatore “insorgente” che ha eletto Brown ha decretato quale sarà il modello per la campagna repubblicana per le elezioni di metà mandato del 2010.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Brown non ama le mezze misure: auspica tagli fiscali alla Reagan ed energiche riduzioni della spesa pubblica; intende ripristinare la &lt;em&gt;political accountability&lt;/em&gt;, la responsabilità del politico; si oppone a che i terroristi vengano processati da tribunali civili ed è scettico sulla tesi che l’eventuale "riscaldamento globale" abbia una origine umana. Inoltre, ha trasformato la sua campagna in un vero e proprio &lt;em&gt;referendum &lt;/em&gt;sulla riforma sanitaria voluta da Obama. Una volta eletto — così si è impegnato solennemente prima delle elezioni —, sarebbe stato il quarantunesimo rappresentante repubblicano in Senato, ossia l’“uomo in più” indispensabile per attuare l’ostruzionismo in aula e quindi per affossare la riforma sanitaria. Da una parte il suo programma anti-obamiano, dall’altra l’immagine di uomo alla mano che si è costruita girando lo Stato a bordo di un grosso &lt;em&gt;pick up&lt;/em&gt;, si sono rivelati troppo forti persino per l’oliata macchina propagandistica dei Kennedy.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sbalorditiva vittoria di Brown offre ai conservatori una occasione d’oro per costruire sui rottami della presidenza Obama una maggioranza di&amp;nbsp;coalizione su base nazionale: quanto più Obama vira a sinistra, tanto più intensa si rivela infatti la reazione popolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il problema per la destra è verificare se l’&lt;em&gt;establishment &lt;/em&gt;repubblicano intenda limitarsi a tradurre in un aumento di consenso per i propri candidati questo populismo insorgente e diffuso oppure lo voglia incanalare per spingerlo ad abbattere alla fine la deriva progressista verso il &lt;em&gt;big-government&lt;/em&gt;, lo Stato burocratico dei democratici. Durante l’amministrazione di George W. Bush, il Partito Repubblicano è diventato succube dei difensori delle grandi &lt;em&gt;corporation &lt;/em&gt;e del &lt;em&gt;big-government&lt;/em&gt;, tradendo i suoi principi e i suoi sostenitori, entrambi conservatori. La “rivoluzione repubblicana” annunciata nel 1994 è fallita non per merito dei democratici, ma per colpa delle &lt;em&gt;élite &lt;/em&gt;corrotte alla testa del partito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per anni, è stata opinione corrente fra gli strateghi del Partito Repubblicano che i conservatori non avessero &lt;em&gt;chance &lt;/em&gt;di vittoria in posti come il New England o nelle grandi aree della &lt;em&gt;Rust Belt&lt;/em&gt;, le grandi aree industrializzate del nord-est del Paese. E così&amp;nbsp;sceglievano candidati da &lt;em&gt;country club &lt;/em&gt;alla William Weld, alla Jim Jeffords, alla Lincoln Chaffee, per poi vederli, uno dopo l’altro, perdere. Brown ha dimostrato quanto questo mito fosse inconsistente e che candidati conservatori indipendenti possono essere la scelta giusta ovunque.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Naturalmente le cattive abitudini sono dure a morire. Se diamo uno sguardo, per esempio, alle primarie repubblicane tenute per le elezioni al Senato in Illinois che si svolgeranno il 2 febbraio &lt;span style="color: #660000;"&gt;(*)&lt;/span&gt;, il vincitore potrebbe ritrovarsi a occupare il seggio che è stato di Obama. È da un po’ che l’Illinois pare premiare il Partito Democratico. E così i funzionari del Partito Repubblicano a Washington hanno deciso di schierare in Illinois uno dei loro, Mark Kirk. Il fatto che Kirk sia un repubblicano promotore della &lt;em&gt;Great Society&lt;/em&gt; — le politiche rooseveltiane perseguite negli anni 1960 dal Presidente democratico Lyndon B. Johnson contro la povertà e la discriminazione razziale —, sia un abortista e abbia votato l’anno scorso a favore della mostruosa legge &lt;em&gt;cap-and-trade&lt;/em&gt; — il commercio dei permessi d’inquinare nei limiti fissati dal governo — sulle emissioni industriali non attenua gli entusiasmi dei &lt;em&gt;boss &lt;/em&gt;del partito. I conservatori dovranno stringersi attorno al rivale di Kirk, Patrick Hughes, un uomo d’affari di successo e attivista repubblicano da sempre. Hughes è un “nazionalista” alla Reagan, dice di voler abbassare le tasse, un governo dai poteri limitati e promuovere i valori della famiglia tradizionale e, infine, arginare l’immigrazione clandestina. In breve, è il vero avversario di Kirk: un &lt;em&gt;outsider &lt;/em&gt;conservatore che potrebbe diventare lo Scott Brown dell’Illinois.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il fatto che i pezzi grossi del Partito Repubblicano non prestino attenzione e non sostengano un uomo come Hughes non è di buon auspicio.&amp;nbsp;I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;l Partito Repubblicano non è tuttavia la casa in cui i conservatori più tradizionalisti siano obbligati, oggi come in futuro, a trovare rifugio. Piuttosto è un veicolo, un mezzo per conseguire obiettivi conservatori. Se il partito non vorrà o non sarà capace di assolvere a tale funzione, i conservatori dovranno andare altrove, anche a costo di fondare un terzo partito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Troppo a lungo i repubblicani hanno dato per scontato il sostegno dei conservatori. Costoro, pur prodigandosi sempre lealmente a vantaggio dei locali dirigenti del Partito Repubblicano, ottengono troppo poco in cambio. Ma la rivolta innescata da Brown si sta diffondendo in tutta la nazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I repubblicani si avviano a vincere le elezioni del 2010 alla grande, ed è addirittura probabile che riconquistino la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia, se si vuole che questa vittoria sia veramente significativa, i conservatori dovranno guardarsi non solo dai nemici &lt;em&gt;liberal &lt;/em&gt;del Partito Democratico, ma anche da quelli che albergano nei ranghi dei repubblicani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-family: Verdana;"&gt;------------------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;(*) L'esito delle primarie dei repubblicani per il Senato, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;come paventato da Jeff, ha visto la vittoria del candidato “centrista” Mark Kirk&amp;nbsp;sul conservatore Hughes.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Questi i dati:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;-&amp;nbsp;Mark Kirk: voti 416.616 (56.6%)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;-&amp;nbsp;Patrick Hughes: voti 141.665 (19.3%)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;(I dati sono tratti dal sito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&amp;lt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Senate_elections_in_Illinois,_2010"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Senate_elections_in_Illinois,_2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;(nota del traduttore del 3/2/2010)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;[Articolo apparso su&amp;nbsp;&lt;i&gt;The Washington Times&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di domenica 22 gennaio 2010]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-7348379040932083930?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/7348379040932083930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/conservatori-alla-riscossa-rivolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7348379040932083930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/7348379040932083930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/conservatori-alla-riscossa-rivolta.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2axwCtQuwI/AAAAAAAAASQ/YAde3RF_jto/s72-c/180px-Scott_P._Brown.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4665386363777189948.post-6111416776554467134</id><published>2010-02-01T10:11:00.000+01:00</published><updated>2010-02-03T14:06:10.860+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2fup4I3o6I/AAAAAAAAATc/8OXrLfrvyy4/s1600-h/obama-and-gore.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2fup4I3o6I/AAAAAAAAATc/8OXrLfrvyy4/s320/obama-and-gore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #990000; font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;RISCALDAMENTO GLOBALE:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #990000; font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;UN MITO&amp;nbsp;UTILE&amp;nbsp;PER IL SOCIALISMO?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394; font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #3d85c6;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;U&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;n po’ alla volta gli ambientalisti radicali stanno dando forma a una nuova post-democrazia socialista che finirà per corrodere il governo a base rappresentativa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Il mito del riscaldamento globale (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;global warming&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;) e l’Environmental Protection Agency (l’Agenzia di Protezione Ambientale del governo americano) stanno rispettivamente diventando l’incudine e il martello di una nuova alleanza rosso-verde, di un eco-marxismo che vuole distruggere il capitalismo e la sovranità dello Stato nazionale. Il vertice organizzato dalle Nazioni Unite sul cambiamento del clima a Copenaghen il 19 dicembre 2009 rappresenta una vittoria significativa del socialismo internazionale che segna altresì il trionfo del fanatismo dell’ideologia sulla realtà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I governi nazionali hanno annunciato a Copenaghen ulteriori tagli sulle emissioni di gas-serra. Il presidente Obama ha impegnato gli Stati Uniti a ridurre i livelli di anidride carbonica dell’83% fra il 2005 e il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, l’economia americana dovrà subire una completa trasformazione, cioè, di fatto, dovrà essere de-industrializzata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Per scoraggiare l’uso delle fonti di energia tradizionali – petrolio, gas, elettricità, carbone – verranno imposte tasse draconiane. Per creare una società a basso tasso di emissione di anidride carbonica saranno necessarie mega-regolamentazioni che restringeranno per sempre i margini di crescita, conferendo allo Stato un totale controllo sull’economia. Si formerà, allora, una &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;élite&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; corporativa di burocrati che avrà pieni poteri e che realizzerà una sintesi fra &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Big Government&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, pan-sindacalismo e controllo della grande industria sul regime politico: il tutto al servizio di una nuova economia statalista e “verde”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;La caduta del Muro di Berlino nel 1989 avrebbe dovuto convincere tutti del fallimento del socialismo. Ma non è andata così: la sinistra, fino ad allora paladina della lotta di classe, è divenuta l’alfiere degli allarmismi climatici. Il suo obiettivo finale rimane, comunque, lo stesso: abbattere le economie di libero mercato e imporre forme di collettivismo. La rivoluzione continua, dunque, all’ombra di una bandiera che oggi, però, è di colore verde.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Esattamente come hanno fatto prima di loro i comunisti, gli ambientalisti radicali sono mossi da una utopia di carattere “laico”. Sono cioè seguaci di una pseudo-religione che promette una salvezza da realizzare in questo mondo piuttosto che nell’altro. L’atteggiamento irrazionale e la serena imperturbabilità nei confronti di fatti e di prove empiriche che li sconfessano li fa assomigliare a una forma di culto delle più settarie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;I dati sperimentali mostrano che, invece di innalzarsi, le temperature medie negli ultimi decenni registrano un abbassamento. Quello di un riscaldamento del globo causato dall’uomo è il più devastante dei miti del nostro tempo, una frode gigantesca costruita su paccottiglia spacciata per scienza. Il “Climategate”, il più grande scandalo della scienza moderna, non è altro che questo. L’intercettazione di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e-mail&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; di scienziati &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;leader&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; nel campo della climatologia che operano presso l’Università dell’East Anglia — dal cui centro di ricerca provengono gran parte dei consulenti della Commissione Internazionale sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite — ha rivelato che i dati scientifici vengono deliberatamente manipolati o soppressi per confortare agende politiche ideologicamente orientate. I campioni dell’allarmismo climatico hanno modificato i modelli per l’elaborazione dei dati in modo da sostenere il copione secondo cui le temperature della Terra sono in aumento a causa delle emissioni di anidride carbonica. Ma questa non è scienza degna di questo nome, ma solo volgare propaganda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Coloro che speculano sui timori della gente come l’ex vice-presidente statunitense Al Gore si rifiutano di ammetterlo. Per Gore, quella del riscaldamento globale non è una “verità ingombrante”, ma piuttosto una bugia che torna comoda, quindi da propagandare a tutti i costi perché non venga meno la fede in Gaia, l’antica dea pagana della Terra. Di recente, hanno chiesto a Gore se le rivelazioni sul “Climategate” l’avrebbero dissuaso dal portare avanti il suo progetto per un sistema di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;cap-and-trade&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; [la possibilità di commerciare fra aziende quote di licenza d’inquinare nei limiti del “tetto”&amp;nbsp;fissato dal governo (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ndt&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;)] globale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Parafrasando Shakespeare, si tratta di una storia piena di frastuono e di passione, che non significa nulla&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; [il riferimento è a &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Macbeth&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, scena V (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ndt&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;)]&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, ha detto Gore: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Non ho letto tutte queste e-mail di cui si parla, ma la più recente risale a dieci anni fa. La corrispondenza privata tra questi scienziati non mette assolutamente in questione l’opinione prevalente nel mondo della scienza»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Gore mente: queste &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e-mail&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; non sono vecchie di dieci anni. Anzi, sono molto recenti, risalendo alcune di esse solo a pochi mesi fa. Come la maggior parte degli allarmisti del &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;global warming&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, Gore è un ideologo ottuso che mette nelle tematiche ambientali un fervore religioso impermeabile a un qualsivoglia dibattito condotto su basi razionali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Se il ventesimo secolo ci ha insegnato qualcosa è che le utopie conducono al totalitarismo: ti incammini verso Utopia e ti ritrovi sul Golgota. Da più di un decennio a Gore e ai socialisti verdi che si ritrova come seguaci è stato annunciato che Armageddon è ormai vicina. Calotte polari che si scioglieranno, livello del mare destinato ad alzarsi, città come New York e San Francisco sommerse dalle acque, siccità insostenibili, carestie di massa, centinaia di milioni di rifugiati a causa del mutato clima: tutti disastri che si suppongono imminenti e che andranno addebitati al capitalismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Ecco, allora, che Gore e Obama sono determinati a salvare l’umanità persino da se stessa, qualora sia necessario. E anche a costo, talvolta, di sacrificare le regole imposte dalla democrazia. Con la legge sul &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;cap-and-trade&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; congelata al Senato, coi democratici moderati che nutrono seri dubbi sui suoi alti costi e con una opinione pubblica scettica sulle responsabilità dell’uomo riguardo al presunto riscaldamento globale, l’amministrazione Obama ricorre a un regime di regolamenti che completano la sua agenda ambientalista radicale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;L’EPA, l’Environmental Protection Agency, ha fatto la scorsa settimana un annuncio storico: l’anidride carbonica sarà considerata una sostanza inquinante. Facendo leva su norme anti-inquinamento, l’EPA reclama il diritto di imporre in maniera massiccia tasse e regolamenti riguardanti l’intera sfera economica. In nome del controllo dell’anidride carbonica, l’EPA riuscirà a vessare l’industria e il commercio, specialmente il settore degli impianti di combustione delle materie prime e quello manifatturiero. Una volta in vigore, questi regolamenti stabiliranno de facto un sistema di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;cap-and-trade&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; evitando così di rimettersi alle decisioni del Congresso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L’annuncio dell’EPA segna un importante spartiacque politico: l’ascesa di una classe dirigente socialista sottratta al controllo degli elettori. Barack Hussein Obama userà i regolamenti che provengono da queste agenzie per imporre un suo “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;New Deal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; ambientale”, scavalcando il consenso popolare e la necessità di persuadere gli elettori. Il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;New Deal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; originario degli anni 1930 lanciato dal Presidente Franklin D. Roosevelt dovette aspettare l’approvazione del Congresso: in altre parole passò attraverso un regolare processo legislativo e un dibattito che rispettava le regole della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I progressisti di un tempo, infatti, credevano ancora di dover rispettare la volontà popolare e le procedure della democrazia. Oggi, pare invece che anche questi valori possano essere disattesi, visto che la loro è una corsa contro il tempo per “salvare il pianeta”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;[Articolo apparso su &lt;i&gt;The Washington Times&lt;/i&gt; di domenica 13 dicembre 2009; alcuni verbi al tempo futuro sono stati modificati in tempo passato]&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4665386363777189948-6111416776554467134?l=vistodawashington.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vistodawashington.blogspot.com/feeds/6111416776554467134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/riscaldamento-globale-un-mito-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6111416776554467134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4665386363777189948/posts/default/6111416776554467134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vistodawashington.blogspot.com/2010/02/riscaldamento-globale-un-mito-il.html' title=''/><author><name>Oscar Sanguinetti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S18M5qNekwI/AAAAAAAAARY/PUgWSHVhtKU/s1600-R/os.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1r8bwXTZ1kI/S2fup4I3o6I/AAAAAAAAATc/8OXrLfrvyy4/s72-c/obama-and-gore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
